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Aspetti del cinema di propaganda negli anni 30 in Italia

Il cinema, con i suoi spettri proiettati nel buio, ci accompagna ormai da più di un secolo nel nostro cammino. Il periodo che voglio andare ad analizzare è quello degli anni 30', dove con la nascita di totalitarismi in Europa (in italia il Fascismo) questa forma arte si sia fatta mezzo di propaganda e allo stesso momento si sia andati verso una sua miglior ridefinizione.

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3 IL CINEMA NEGLI ANNI ‘30 Quando nel 1922 Mussolini prende il potere in Italia, subito af- ferma pubblicamente di ritenere il cinema “l’arma più forte dello Stato” 1 . Già allora, quando il sonoro era ancora di là da venire e la produzione italiana era scarsa e di non eccelso livello, il duce ave- va capito l’importanza dell’immagine per fare presa sul popolo. Eppure il re- gime non cercò mai di asservire to- talmente il cinema alla propaganda della sua ide- ologia, come avrebbe inve- ce fatto il na- zismo. Grazie anche all’intelligent e consiglio di alcuni responsabili politici o di uomini di grande importanza per la cinematografia, come Luigi Freddi, Mussolini lasciò al cinema italiano la possibilità di realizzare pellicole con sufficiente autonomia, la censura non fu mai troppo pesante e si limitò a controllare i documentari didattici e i cinegiornali educa- tivi. Egli imbocca così una via italiana al cinema che permetterà a regi- sti come De Sica, Visconti o allo stesso Blasetti, di non sentirsi 1 G. P. Brunetta, Storia del cinema italiano. Il cinema del regime 1929-1945, volume secondo, Einaudi, Torino 2003 p. 63

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Luigi Vitiello Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

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