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Le radio private: dalla vendita al proprio pubblico alla vendita della propria audience

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Russo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Culture Digitali della Comunicazione
  Relatore: Daniele Pitteri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

Parlare di radio in un’epoca dominata dal computer, da internet e dalle nuove tecnologie, può sembrare a prima vista nostalgico e non al passo con i tempi. Entrata da anni a fare parte degli elettrodomestici di tutte le case, la radio può essere considerata uno strumento ed un mezzo di comunicazione efficace nella vita quotidiana degli italiani.
Tutti noi siamo a conoscenza dei periodici momenti di crisi che attraversano i mezzi di comunicazioni tradizionali quali la carta stampata, la telefonia e la televisione. La radio negli ultimi anni sembra essere uscita brillantemente dal periodo oscuro che ha caratterizzato la seconda metà degli anni ottanta, riuscendo ad ottenere crescenti consensi, sia in termini di ascolto che di fatturato pubblicitario. Non è infatti semplicistico ritenere come uno dei primissimi strumenti di divulgazione ad ampio raggio abbia saputo conservare la sua giovinezza ed il suo fascino.
Mentre la televisione, specie quella diffusa attraverso la via terrestre, sta attraversando un periodo di seria crisi di identità e contenuto, la radio continua dignitosamente a “parlare alla gente”, ad essere “lo specchio dei tempi, delle culture e delle nuove tendenze”.
La vicenda dello sviluppo di Internet dimostra bene come il nostro paese, dopo un ritardo iniziale rispetto ai più avanzati paesi occidentali, sia in grado di raggiungere il gruppo di testa dei paesi tecnologicamente evoluti. Come la televisione a pagamento è ormai totalmente in mani internazionali (si ricordano i casi della francese Canal Plus e delle vicende di Murdoch), anche alcune delle grandi radio prima a gestione, o a gruppi che le fondarono pioneristicamente trentanni fa, oggi siano state assorbite da grandi gruppi editoriali.
Anche se spesso definiamo la radio come “la sorella povera della televisione”, sappiamo benissimo che ha ancora moltissime risorse da sfruttare, anche dal punto di vista economico. Possiamo spiegare molte delle sue caratteristiche con l’evoluzione che ha interessato la televisione, come la crescita delle multinazionali, la spinta alla riduzione dei costi ed alla massimizzazione dei profitti. Sarà pure un mezzo che ci fa ricordare con nostalgia la musica del passato, ma è anche e soprattutto un’industria: un’industria culturale e di intrattenimento, di dimensioni e portata globale.
Il lavoro è stato suddiviso in tre macro-parti. Le prime due ripercorrono inizialmente la storia della radiofonia italiana degli ultimi trentanni e buttano uno sguardo al futuro verso i nuovi sistemi di trasmissione che si affacciano sul mercato. La terza è un focus su alcuni elementi che hanno caratterizzato il marketing della radio e come lo stesso marketing ne sia stato poi colpito e trasformato grazie alla radio e alla sua capacità di modificare con successo il proprio “profilo” organizzativo, musicale, a seconda del tipo di pubblico che vuole catturare. La radio col marketing nel cuore, dunque.

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6 INTRODUZIONE Parlare di radio in un’epoca dominata dal computer, da internet e dalle nuove tecnologie, può sembrare a prima vista nostalgico e non al passo con i tempi. Entrata da anni a fare parte degli elettrodomestici di tutte le case, la radio può essere considerata uno strumento ed un mezzo di comunicazione efficace nella vita quotidiana degli italiani. Tutti noi siamo a conoscenza dei periodici momenti di crisi che attraversano i mezzi di comunicazioni tradizionali quali la carta stampata, la telefonia e la televisione. La radio negli ultimi anni sembra essere uscita brillantemente dal periodo oscuro che ha caratterizzato la seconda metà degli anni ottanta, riuscendo ad ottenere crescenti consensi, sia in termini di ascolto che di fatturato pubblicitario. Non è infatti semplicistico ritenere come uno dei primissimi strumenti di divulgazione ad ampio raggio abbia saputo conservare la sua giovinezza ed il suo fascino. Mentre la televisione, specie quella diffusa attraverso la via terrestre, sta attraversando un periodo di seria crisi di identità e contenuto, la radio continua dignitosamente a “parlare alla gente”, ad essere “lo specchio dei tempi, delle culture e delle nuove tendenze”. La vicenda dello sviluppo di Internet dimostra bene come il nostro paese, dopo un ritardo iniziale rispetto ai più avanzati paesi occidentali, sia in grado di raggiungere il gruppo di testa dei paesi tecnologicamente evoluti. Come la televisione a pagamento è ormai totalmente in mani internazionali (si ricordano i casi della francese Canal Plus e delle vicende di Murdoch), anche alcune delle

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