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Orientamento sessuale e ruolo di genere predicono l'intensità della sintomatologia associata ai disturbi alimentari e stati negativi dell'umore?

Nel mio elaborato ho cercato di esaminare se l’orientamento omosessuale e il ruolo di genere possono predire l’insorgere della sintomatologia legata ai disturbi alimentari, correlati ai vissuti di insoddisfazione corporea, e se essi sono legati a stati negativi dell’umore.
La letteratura concorda nel ritenere gli uomini omosessuali e le donne eterosessuali le categorie maggiormente a rischio di DCA. Le lesbiche, secondo studi meno recenti, sembrerebbero meno a rischio, ma ricerche recenti hanno evidenziato in loro un eguale interesse per il peso corporeo, rispetto alle eterosessuali. Infine, anche il ruolo di genere risulta associato, secondo varie ricerche, alla sintomatologia dei DCA; in particolare, alti livelli di Femminilità sono associati a insoddisfazione corporea, viceversa per la Mascolinità, che rappresenta un fattore protettivo.
Il genere femminile e l’orientamento omosessuale risultano fattori di rischio per insoddisfazione corporea e DCA, il ruolo di genere è in relazione con questi fattori, solo nel costrutto di Mascolinità, che risulta un fattore protettivo per l’insoddisfazione corporea.
I costrutti relativi all’insoddisfazione corporea risultano associati a stati dell’umore negativi, mentre gli stati positivi sembrano essere fattori protettivi e differenziano gli eterosessuali dagli omosessuali: per i primi, l’Ansia predice insoddisfazione corporea, ma è significativo anche il fattore Vigore (alti punteggi si associano a minore insoddisfazione corporea); per i secondi, non ci sono fattori protettivi, e i predittori di insoddisfazione corporea sono la Depressione e il BMI.

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2    Introduzione  La sessualità non ha a che fare solo con l’aspetto biologico di un essere umano, ma è un aspetto fondamentale dell’identità di una persona. L’identità sessuale è un costrutto multidimensionale, che comprende una dimensione evolutiva e una dinamica: la dimensione evolutiva racchiude due fasi distinte, la pregenitale, che va dalla nascita alla pubertà, dove la sessualità è inibita alla meta, e genitale, che va dalla pubertà alla vecchiaia, dove si acquisisce una identità sessuale certa e stabile e si intraprendono relazioni sentimentali e sessuali; la dimensione dinamica si riferisce alla sua capacità di ristrutturarsi e ristabilire un equilibrio nei periodi che richiedono adattamenti: è, questa, l’espressione più rappresentativa della nostra identità (Abbatecola, Stagi, Todella, 2008). L’identità sessuale include tre fattori: l’identità di genere, il ruolo di genere e l’orientamento sessuale. L’identità di genere rappresenta la consapevolezza di appartenere ad un sesso, il riconoscersi come maschi o femmine e classificarsi come tali (Denny, Pittman, 2007; Shaffer, 1998). Il ruolo di genere è un insieme di regole e prescrizioni, correlate alla società di appartenenza di ciascun individuo, su quello che si ritiene appropriato ai due generi; è fatto di aspettative e di etichette che contraddistinguono, a partire dalla prima infanzia, o secondo alcuni ancor prima della nascita, il comportamento maschile da quello femminile (Potter, 2004). Infine, l’orientamento sessuale è la meta verso cui si dirige l’attrazione sessuale di ognuno. Nel mio elaborato cercherò di esaminare se l’orientamento omosessuale e il ruolo di genere possono predire l’insorgere della sintomatologia legata ai disturbi alimentari, correlati ai vissuti di insoddisfazione corporea, e se essi sono legati a stati negativi dell’umore.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Rosalba Clemente Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.