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Il Museo dell'Industria e del Lavoro ''Eugenio Battisti''

Quadro generale sul MusIL, partendo dal momento della sua nascita e dai suoi obiettivi. L’attività della Fondazione Luigi Micheletti e della Fondazione Civiltà Bresciana finalizzata alla creazione del museo ha inizio nei primi anni ’90, quando queste intrapresero un’ importante fase di ricerca e documentazione delle collezioni. Esse troveranno collocazione nelle quattro diverse sedi del museo: la sede Centrale in città, il museo dell’energia idroelettrica di Cedegolo, il museo del ferro di S.Bartolomeo e infine la città delle macchine di Rodengo Saiano. Dopo l’analisi delle diverse caratteristiche di ognuna di queste sedi andrò ad analizzare la forma giuridica alla base di questo museo; l’ Accordo di Programma, firmato l’11 Marzo 2005, prevede la partecipazione di molteplici enti, pubblici e privati e la costituzione di una fondazione di partecipazione quale ente gestore del museo. Il finale del primo capitolo si occuperà quindi del ruolo dei diversi enti partecipatori, della quota finanziata da ognuno di essi e darà una visione del quadro economico dell’intero progetto.
Per la sua importanza strategica all’ interno del sistema, il secondo capitolo sarà interamente dedicato alla sede di Rodengo Saiano; la sua particolare sinergia senza precedenti con il Franciacorta Outlet Village (FOV) rappresenta un’ interessante occasione economica per il territorio della Franciacorta e soprattutto per il Comune di Rodengo Saiano, anch’esso partner attivo nell’Accordo di Programma. Il FOV, Il Comune di Rodengo Saiano e il MusIL rappresentano i tre principali soggetti attivi di questa sede, ognuno con diversi obiettivi e finalità , come emerge dalle interviste riportate nel terzo capitolo.
La mia sarà un analisi critica che evidenzierà da un lato l’importanza di questo museo e dall’altro i numerosi problemi che ad esso si accompagnano. Il MusIL è infatti un’importante risorsa culturale ed economica per la nostra provincia, ma è anche un progetto che richiederà, a causa delle grandi dimensioni e degli obiettivi che si propone, ingenti finanziamenti.

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Il Museo dell’Industria e del Lavoro “Eugenio Battisti” 5 Introduzione La nozione economica e giuridica di museo ha avuto, in questi ultimi anni, una profonda trasformazione. Il museo non può essere considerato un contenitore di beni, ma costituisce piuttosto l’assetto organizzativo preposto alla tutela, alla fruizione ed alla valorizzazione della cultura: il soggetto in grado di svolgere unitariamente la conservazione, la fruizione e la valorizzazione dei beni culturali. Nel museo convivono e si integrano tanto i profili “statici” della disciplina dei beni culturali, quanto gli aspetti “dinamici” della regolazione della materia. Un museo – nella sua accezione più evoluta e moderna – deve essere in grado di esercitare tutte le funzioni proprie della gestione dei beni culturali, che il legislatore ha individuato nella tutela (attività diretta a conservare e proteggere i beni culturali), valorizzazione (attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e di conservazione dei beni culturali), gestione (attività diretta, mediante l’organizzazione di risorse umane e materiali, ad assicurare la fruizione dei beni culturali) e promozione (attività diretta a suscitare e sostenere attività culturali). La qualità di un museo non deriva soltanto dalla rilevanza del patrimonio e dei beni contenuti, ma anche dalla capacità di promuovere ricerca e cultura, di fornire servizi, di qualificare lo sviluppo del territorio circostante. Il museo è infatti l’espressione culturale del territorio; contribuisce a rafforzare l’identità e la crescita sociale di una comunità, ma rappresenta anche un’opportunità economica, fattore di creazione di imprenditorialità e nuove professionalità.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Rossella Paderni Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

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