Skip to content

Il sistema di misurazione dei rischi bancari secondo le nuove disposizioni ICAAP

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Nicita
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Sebastiano Mazzù
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

Nell'attuale contesto economico globale le imprese di qualunque settore, per affrontare i ritmi di crescita esponenziali della concorrenza, devono essere costantemente in continua evoluzione alla ricerca di nuovi strumenti, nuove tecnologie, nonché nuovi modelli di business per resistere alle pressioni dei loro competitor. In uno scenario così complesso, un ruolo dominante viene svolto dall’attività degli enti creditizi i quali per loro natura e sotto certe condizioni permettono l’accesso al credito, che è essenziale affinché si possano creare, gestire e sviluppare attività economiche.
Pertanto se da un lato la globalizzazione apre opportunità significative e profittevoli per gli istituti di credito, dall’altro lato li espone però ad un aumento considerevole dei rischi da affrontare. Tali rischi devono essere accuratamente individuati, misurati e gestiti attraverso apposite metodologie, indicate in molti casi dall’autorità di vigilanza, al fine di calcolare un ammontare di capitale necessario alla copertura di eventuali perdite derivanti dai rischi assunti.
La normativa comunitaria in materia di adeguatezza patrimoniale delle banche e delle società di intermediazione finanziaria (c.d. Nuovo Accordo di Basilea sul Capitale), prevede l’articolazione della disciplina degli intermediari finanziari su tre pilastri, che riguardano rispettivamente:

1. Il calcolo dei requisiti patrimoniali minimi;
2. Il processo di controllo prudenziale;
3. La disciplina di mercato;

L’argomento analizzato nella presente trattazione riguarderà la disciplina del Secondo Pilastro, vale a dire il processo di controllo prudenziale.
Obiettivo primario del processo di controllo prudenziale è quello di affiancare alle regole quantitative dettate dal Primo Pilastro, un processo di determinazione del requisito patrimoniale, meglio detto “adeguatezza patrimoniale”, che comprende delle variabili qualitative e organizzative nell’ambito dei sistemi di controllo dei rischi delle banche oltre che, la presenza di altre categorie di rischi non ricompresi nel Primo Pilastro. L’inclusione di queste categorie di rischi, che differiscono dai rischi tipici di natura finanziaria, amplia e rafforza la logica di controllo dell’esposizione al rischio, perseguita dalle autorità di vigilanza.
Prima dell’entrata in vigore di Basilea 2, la Banca d’Italia dovendosi attenere alla normativa comunitaria, è stata alle prese con un ulteriore novità normativa dando attuazione così alle “Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” con la Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006. Tale circolare rappresenta il principale riferimento per la corretta applicazione della nuova disciplina prudenziale in Italia.
La Banca d’Italia ha infatti radicalmente rivisto la normativa sulle disposizioni di vigilanza riguardanti i rapporti con le aziende di credito.
Se fino allora lo schema di supervisione prudenziale utilizzato dalla Banca d’Italia per vigilare l’attività bancaria, principalmente a garanzia dei depositanti e della stabilità finanziaria, era stato quello tipico dell’ispezione, con le nuove disposizioni cambia completamente la prospettiva. Non è più la Banca d’Italia a fornire modelli di controllo delle banche, ma è la banca stessa a definire i suoi rischi e a creare contemporaneamente un’organizzazione ed un sistema di processi in grado di ridurli, individuando nel contempo un patrimonio tale da assicurarne la copertura.
L’autorità di vigilanza si limita a valutare la correttezza della misurazione dei rischi operata dalla banca e la congruità dei processi posti in essere per garantire un livello patrimoniale sufficiente a fronteggiarli, pure nel caso si verifichino eventi avversi di carattere eccezionale. Inoltre essa interviene qualora dall’analisi complessiva emergano profili di anomalia richiedendo agli operatori l’adozione di idonee misure correttive, di natura organizzativa e/o patrimoniale.
La nuova struttura di regolamentazione prudenziale, pertanto pone il management bancario di fronte a nuove molteplici sfide, e funge da stimolo per la creazione e lo sviluppo di prassi gestionali nonché di tecniche di misurazione dei rischi, anche in ragione dei possibili risparmi patrimoniali. Tale nuovo schema sembrerebbe quindi assicurare una dotazione patrimoniale più strettamente commisurata all’effettivo grado di esposizione ai rischi, perseguendo contemporaneamente con efficacia gli obiettivi sanciti dall’art 5 TUB.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Nell’attuale contesto economico globale le imprese di qualunque settore, per affron-tare i ritmi di crescita esponenziali della concorrenza, devono essere costantemente in continua evoluzione alla ricerca di nuovi strumenti, nuove tecnologie, nonchØ nuovi modelli di business per resistere alle pressioni dei loro competitor. In uno sce-nario cos complesso, un ruolo dominante viene svolto dall attivit degli enti creditizi i quali per loro natura e sotto certe condizioni permettono l accesso al credito, che Ł essenziale affinchØ si possano creare, gestire e sviluppare attivit economiche. Pertanto se da un lato la globalizzazione apre opportunit significative e profittevoli per gli istituti di credito, dall altro lato li espone per ad un aumento considerevole dei rischi1 da affrontare. Tali rischi devono essere accuratamente individuati, misu-rati e gestiti attraverso apposite metodologie, indicate in molti casi dall autorit di vigilanza, al fine di calcolare un ammontare di capitale necessario alla copertura di eventuali perdite derivanti dai rischi assunti. La normativa comunitaria in materia di adeguatezza patrimoniale delle banche e delle societ di intermediazione finanziaria (c.d. Nuovo Accordo di Basilea sul Ca-pitale2), prevede l articolazione della disciplina degli intermediari finanziari su tre pilastri, che riguardano rispettivamente: 1 Per rischio si intende la probabilit che un determinato evento negativo si verifichi. 2 Accordo recepito a livello comunitario con le Direttive 2006/48/CE del 14 giugno 2006 relativa all accesso all attivit degli enti creditizi e al suo esercizio (CRD) e 2006/49/CE del 14 giugno 2006 relativa all adeguatezza patrimoniale delle imprese d investimento e degli enti creditizi (CAD). Nel nostro Paese le due direttive sono state recepite in data 22 dicembre 2006 con l adozione, da parte del Governo di un decreto legge pubblicato sulla G.U. del 27 dicembre 2006 al n 297, che ha apportato le opportune modifiche al Testo Unico Bancario (TUB). Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in qualit di Presidente del CICR, il 27 dicembre 2006 ha a sua volta adottato in via d’urgenza, su proposta della Banca d’Italia, un decreto ministeriale che definisce i criteri generali e rinvia alle "disposizioni di attuazione emanate dalla Banca d’Italia in conformit della normativa comunitaria". La Banca d’Italia ha emanato tali disposizioni con la Circolare n 263 del 27 dicembre 2006 "Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche".

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

1 pilastro
2 pilastro
adeguatezza patrimoniale
basilea 2
capitale interno
capitale interno complessivo
controllo prudenziale
icaap
misurazione dei rischi
rischi bancari
rischi banche
rischi pillar 1
rischi pillar 2
rischio cartolarizzazioni
rischio di concentrazione
rischio di liquidità
rischio reputazionale
rischio residuo
rischio strategico
rischio tasso banking book
vigilanza prudenziale

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi