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La pianificazione fiscale internazionale: obiettivi, condizionamenti e strumenti in ottica mondiale ed europea

Le sostanziali modifiche del quadro economico globale negli ultimi anni hanno dato origine a una nuova serie di processi, di rapporti e di strumenti, la cui conoscenza è necessaria per comprendere il cambiamento avvenuto. La globalizzazione, l’evoluzione dei rapporti economici e degli scambi internazionali, la competizione permanente hanno prodotto effetti in grado di mettere in discussione il ruolo storico dello Stato-Nazione come detentore di sovranità in materia economica. Annullate grazie alla tecnologia la maggior parte delle distanze spaziali e temporali, il mercato si è ora situato al di sopra della sfera statuale, con tutte le problematiche che questo comporta per la creazione di modelli comuni e condivisi e per la certezza del diritto. Se da un lato, infatti, il business globale è libero di spaziare in un mercato indipendente e senza più barriere nazionali, dall’altro lo Stato-Nazione si scopre permeabile al libero fluire della ricchezza ormai dematerializzata e non più in grado di limitare le conseguenze socialmente e politicamente indesiderabili di un mercato transnazionalizzato. Queste problematiche si ripresentano in maniera significativa nel diritto tributario internazionale e, in particolare, nell'attività di pianificazione fiscale internazionale, divenuta fondamentale all'interno della più generale pianificazione propria dell'azienda. La tesi analizza le caratteristiche della pianificazione fiscale, soffermandosi -attraverso l'analisi di articoli e saggi di recente pubblicazione- sia sui più recenti orientamenti in materia di lotta ai paradisi fiscali e ai paesi a fiscalità agevolata (basti pensare ai risultati dell'ultimo G-20) sia sulle tematiche della base imponibile consolidata europea (Ccctb) che dell'abuso di diritto a livello comunitario, soffermandosi in particolare sul conflitto aperto a riguardo dalle sentenze della Corte di Cassazione dello scorso dicembre.

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INTRODUZIONE Le sostanziali modifiche del quadro economico globale negli ultimi anni hanno dato origine a una nuova serie di processi, di rapporti e di strumenti, la cui conoscenza è necessaria per comprendere il cambiamento avvenuto. La globalizzazione, l’evoluzione dei rapporti economici e degli scambi internazionali, la competizione permanente hanno prodotto effetti in grado di mettere in discussione il ruolo storico dello Stato-Nazione come detentore di sovranità in materia economica. Annullate grazie alla tecnologia la maggior parte delle distanze spaziali e temporali, il mercato si è ora situato al di sopra della sfera statuale, con tutte le problematiche che questo comporta per la creazione di modelli comuni e condivisi e per la certezza del diritto. Se da un lato, infatti, il business globale è libero di spaziare in un mercato indipendente e senza più barriere nazionali, dall’altro lo Stato- Nazione si scopre permeabile al libero fluire della ricchezza ormai dematerializzata e non più in grado di limitare le conseguenze socialmente e politicamente indesiderabili di un mercato transnazionalizzato. Queste problematiche si ripresentano in maniera significativa nel diritto tributario internazionale, materia che ha subito una profonda evoluzione nel secolo scorso, di pari passo con le mutevoli caratteristiche del commercio tra Stati. La creazione di un sistema regolato e organico per superare le difficoltà di tipo tributario a livello internazionale è stata promossa, nel corso degli anni, da una serie di organizzazioni sovranazionali 1 . Questo processo si è peraltro scontrato per lungo tempo con la ritrosia degli Stati nei confronti di queste procedure, un atteggiamento dettato essenzialmente dalla volontà di considerare l’imposizione fiscale come attributo fondamentale della sovranità statale. Per questi motivi, la 1 In particolare la Società delle Nazioni per l’eliminazione delle doppie imposizioni nelle operazioni transfrontaliere, l’Onu per la tutela degli stati in via di sviluppo nell’ambito delle convenzioni contro le doppie imposizioni, l’Ocse per la creazione di convenzioni volte a limitare le artificiose riduzioni d’imposta, l’Unione Europea e il Mercosur per l’armonizzazione dei rispettivi ordinamenti interni. 6

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Simone Bearzot Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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