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La funzione degli Stati Generali nel pensiero di Jean Bodin e Turquet de Mayerne

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Tedeschi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Maria Cristina Laurenti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

Dallo studio delle opere dei due autori - La République di Bodin e La monarchie aristodemocratique di Mayerne- si evincono due posizioni nettamente opposte riguardo la concezione degli Stati Generali, al ruolo ed al potere assunto dal monarca. Per Bodin nessuna assemblea poteva imporre decisioni al sovrano tale proprio perché non ha nessun altro al di sopra se non Dio; il popolo riunito nei tre Stati non ha alcun potere di comandare, di decretare, o facoltà deliberativa. L'autore condanna coloro che hanno affermato come la volontà degli Stati Generali sia superiore a quella del sovrano identificata addirittura come una "opinione priva di qualsiasi giustificazione e fondamento", ciò induce i sudditi a ribellarsi all’obbedienza totale dovuta al principe sovrano. Infatti nel momento in cui il principe è costretto a sottostare alla volontà ed alle decisioni di questa assemblea non saremmo più in presenza di una monarchia, bensì in una vera aristocrazia di più signori con uguale potere, in cui una minoranza comanda una maggioranza in generale e ciascuno in particolare. In una situazione del genere gli editti e le ordinanze dovrebbero essere promulgati a nome degli stati in quando espressione di volontà generale del popolo. Su una posizione completamente diversa si colloca Mayerne il quale afferma che la natura pone le premesse perché gli uomini possano vivere senza stenti ed in pace: seguendo un disegno divino essa offre tutto quanto può permettere la realizzazione della società che viene intesa come un insieme di rapporti organizzati. La naturale tendenza all’ordine intrinseca negli uomini necessita di una guida il cui compito è quello di trasformare le inclinazioni naturali in virtù civili e politiche; il compito è tutto nelle mani di magistrati ed ufficiali in modo da edificare un ordinamento politico ispirato alla prevenzione dell’abuso di potere e garante della libertà.Secondo Mayerne la nascita degli Stati Generali segue di pari passo la nascita e la formazione dello Stato in quanto gli uomini hanno voluto dar vita ad una struttura che fosse in grado di evitare che i sovrani si trasformassero in tiranni dando loro dei freni ovvero gli Stati Generali. Questo istinto di aggregazione che spinge gli uomini a raggrupparsi è dettato dagli istinti e dagli appetiti che sono guidati da un’occulta causa di matrice divina. L’intervento della divina Provvidenza spinge gli uomini al bene ed alla utilità comune.La giustificazione dell’interventismo degli Stati Generali sta nel concetto secondo cui il popolo, inteso come corpo universale dello Stato, ha tutto l’interesse ad occuparsi del modo in cui è governato e a sollecitare un controllo sugli atti del governo; è suo pieno diritto fare rimostranze, lagnanze al re specialmente in un regno di grandi dimensioni dove l’accurata conoscenza delle problematiche sociali appare impossibile. Mayerne, inoltre, avanza un convinto riconoscimento al valore essenziale della libertà quando essa fosse limitata, l’uso della forza contro il monarca prevaricatore diventa lecito; anzi il risveglio del popolo acquista il carattere di presupposto della restaurazione dell’ordine. Questa manifestazione del diritto di resistenza attiva diventa una idea guida del modello proposta da La monarchie aristodemocratique e trova il suo fondamento nell’ordine di natura, conforme ai disegni divini, del quale gli Stati Generali sono garanti e custodi.

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1 Capitolo 1° LA NASCITA DELLO STATO ASSOLUTO La formazione dello Stato Assoluto avvenne attraverso un duplice processo parallelo di concentrazione e di accentramento del potere su di un determinato territorio. Per concentrazione si intende quel processo per cui i poteri attraverso i quali si esercita la sovranità, cioè il potere di dettare leggi valide per tutta la collettività, il potere giurisdizionale, il potere di usare la forza all'interno e all'esterno ad esclusione di ogni altro, infine il potere di imporre tributi, vengono attribuiti di diritto al sovrano ed esercitati di fatto dal re e dai funzionari da lui direttamente dipendenti. Per accentramento si intende il processo di eliminazione o di esautorazione di ordinamenti giuridici inferiori come le città, le corporazioni, le società particolari, che sopravvivono non più come ordinamenti autonomi ma come ordinamenti derivati da un'autorizzazione o dalla tolleranza del potere centrale. Affermatosi in Europa tra il XVI e il XVII secolo, l’assolutismo trovò la sua più completa realizzazione in Francia con Luigi XIV, il re al quale si attribuisce il celebre motto “L’état c’est moi” (”Lo stato sono io”).

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1576
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