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Il viaggio: nuove terre o nuovi occhi?

L’iniziativa di questo studio nasce dalla lettura di una delle numerose citazioni dello scrittore francese Marcel Proust. Essa afferma: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi orizzonti ma nell’avere nuovi occhi”.
E’ un pensiero pregno di significato in quanto racchiude in sé tutta l’essenza del viaggio: solo se si è predisposti alla scoperta si può giungere alla vera conoscenza del luogo. Si vive senza remore l’esperienza del viaggio, ben lieti di recepire informazioni dall’ambiente ospitante. Si è coinvolti nel viaggio con la parte più intima e profonda di ognuno.
Nel presente lavoro, suddiviso in cinque capitoli, si è analizzato aspetti che caratterizzano il concetto del viaggio e la figura del viaggiatore.
Nel primo capitolo “La concezione del viaggio” si descrivono le fasi storiche più rilevanti che hanno caratterizzato questo fenomeno per poi procedere al valore che ha acquisito nel tempo il viaggiare, passato da elemento superfluo a vero e proprio bisogno primario.
Si disquisisce, inoltre, sul significato del viaggio: da considerazione di punizione/castigo dell’antichità a puro piacere in tempi moderni.
Nel capitolo successivo “Viaggio e turismo” si analizza il passaggio da viaggio al turismo con la dicotomia: sguardo romantico e sguardo collettivo.
Il discorso in seguito si espande sull’argomento del turismo dei giovani essendo un segmento notevole all’interno del mercato turistico visto la loro forte propensione allo spostamento.
Viene indagata la loro visione del viaggio fondata non solo sul divertimento ma anche sull’aspetto culturale, i luoghi in cui prediligono andare e il modo in cui affrontano il viaggio.
Nel terzo capitolo “Le ragioni del viaggio” si discutono le motivazioni che spingono ad intraprendere un viaggio sia quelle fisiologiche sia quelle interpersonali che coinvolgono ciascun singolo individuo.
Evidenzieremo in seguito i fattori pull e push ovvero quelli di spinta e di attrazione; aspetti da non reputarsi rigorosamente disgiunti ma contemporaneamente presenti nel processo motivazionale.
Nel quarto capitolo “Turismo di qualità” si afferma il notevole mutamento che sta subendo l’elemento turistico, accrescendo un modo di viaggiare “alternativo” che pone maggior attenzione verso sé, le proprie azioni e la realtà vissuta dai paesi di destinazioni.
Ne “Gli strumenti del viaggiatore”, quinto ed ultimo capitolo, si presentano i mezzi di cui si dota il viaggiatore. Strumenti di altri tempi ma tornati in voga anche in questi tempi frettolosi.
Il taccuino, amato compagno di viaggio di numerosi scrittori e artisti.
Parallelamente alla rinascita del mitico taccuino vi è la comparsa di un altro membro nella famiglia Moleskine: il Moleskine city notebook ossia una combinazione di taccuino e guida turistica.
Particolarmente personale nel senso che ognuno crea il proprio percorso in contrapposizione alle guide turistiche con itinerari precostituiti annessi.
Nel carnet de vovage, a metà tra il diario di bordo e l’album da disegno, vi si accostano diverse tecniche artistiche come il disegno, l’acquerello, la fotografia e volendo anche la scrittura.
Viene esaminata anche la macchina fotografica, elemento che identifica maggiormente il turista, strumento in grado di cristallizzare l’immagine, fissarla nel tempo e nello spazio.
Si indaga sulla mutazione che ha avuto nel corso del tempo non solo nella dimensione ma anche sull’influsso del suo potere.

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Il mio  studio  si  fonda  sul concetto di viaggio come elemento di apertura mentale,  nasce dalla  lettura di una delle numerose  citazioni dello  scrittore  francese Marcel  Proust.  Essa  afferma:  "Il  vero  viaggio  di  scoperta  non  consiste  nel  cercare  nuovi  orizzonti ma nell'avere nuovi occhi".  E'  un  pensiero  pregno  di  significato  in  quanto  racchiude  in  sé  tutta  l'essenza  del  viaggio: solo se si è predisposti alla scoperta si può giungere alla vera conoscenza del  luogo.  Si  vive  senza  remore  l'esperienza  del  viaggio,  ben  lieti  di  recepire  informazioni  dall ' ambiente ospitante. Si è coinvolti nel viaggio con la parte più intima e profonda  di ognuno.  Tali  dinamiche  rispondono  ad  una  rinnovata  tendenza  e  ricerca  di  viaggi  più  autentici, si parla infatti di nuovo nomadismo quindi, il viaggiatore durante il viaggio  cresce attraverso l'esperienza di paesaggi, volti, tradizioni, suoni prima sconosciuti.  Egli  non  segue  schemi  predefiniti  ma  ama  gli  imprevisti,  cambiare  rotta  senza  preoccuparsi, accetta sempre di correre il rischio di sbagliare.  Trova piacere nello scoprire direttamente un  luogo, nel "perdersi" nelle sue vie, si  lascia trasportare dal proprio  intuito, si abbandona a se stesso. Vuole vedere con  i  propri occhi non solo  il posto ma anche  il  tragitto che  lo porterà alla meta. Ha un  occhio eccellente per contrasti e contraddizioni.  Inoltre,  una  parte  importante  della mia  tesi  si  è  concentrata  sugli  strumenti  del  viaggiatore perché rappresentano una  traccia  importante di quella visione di cui ci  parlava Marcel Proust.  Essi, peraltro, assurgono a nuova vita nel III millennio e sono più diffusi di quanto si  possa pensare.  Ho analizzato il taccuino Moleskine, il carnet de voyage e la macchina fotografica.  Il Moleskine è  il taccuino per eccellenza,  leggendario custode di  immagini e parole  degli artisti e intellettuali europei degli ultimi due secoli: da Van Gogh a Picasso, da  Ernest Hemingway a Bruce Chatwin.  Questo  "libro nero"  rivela  ritratti  sia di  grandi  artisti  sia di persone normalissime.  Dopo  quasi  due  secoli  di  vita  è  ancora  un  simbolo  e mantiene  immutato  il  suo  fascino di "luogo di idee" perché ogni moleskine ha una storia da raccontare.  E'  uno  strumento  che  corrisponde  ad  un modo  di  vivere  e  viaggiare  all'insegna  dell'essenzialità, della libertà dell ' emozione, , fermare l'istante, catturare dettagli; ha  la  capacità di  cogliere  la  realtà  in movimento, è un accumulatore di emozioni che  libera la sua carica nel tempo. 

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Michela Bruni Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.