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Obbedire? - Lo scoutismo italiano di fronte al Fascismo

Informazioni tesi

  Autore: Mattia Pessina
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze Storiche
  Relatore: Alfredo Canavero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

In questa tesi ho affrontato i temi dello scioglimento dei movimenti Scout Italiani sotto il fascismo al fine di fare un più ampio discorso sulle politiche del Regime per inquadrare i giovani all'interno dello Stato Totalitario.

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2 Introduzione I. Natura e scopi della Ricerca L’anno 2007 è stato un anno intenso per il movimento Scout nel mondo e in Italia. Proprio quest’anno infatti si sono celebrati in tutto il Mondo i 100 anni della fondazione del Movimento, con manifestazioni e celebrazioni ufficiali in ogni Paese dove gli scout sono presenti. Ma l’anno 2007 è stato un anno importante anche per il movimento scout Italiano. Infatti ricorrono gli 80 anni dall’autoscioglimento del Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori Italiani, la componente laica dello Scoutismo italiano. Scopo di questo lavoro è stato dunque quello di analizzare meglio questo importante evento nella storia del movimento scout che, anche se può apparire come una storia di “nicchia” ed estremamente settoriale, investe temi molto più ampi della storia italiana come quello della storia dell’educazione giovanile. La breve avventura del Corpo Nazionale, che si sviluppò in 15 anni dal 1912 al 1927, corre parallela a quella dello Stato Liberale, che era esponente di quella stessa borghesia Liberal- nazionale da cui il Corpo Nazionale proveniva. Ne percorse gli ultimi anni, quelli della Guerra e della Crisi che ne seguì, i quali segnarono il canto del cigno della classe dirigente che aveva “fatto l’Italia” durante il Risorgimento, spazzata via dall’incedere inesorabile della dittatura Fascista. Il Corpo Nazionale inoltre visse da vicino quel processo storico di state building in senso Totalistario operato dal Fascismo, nella sua componente fondamentale del monopolio dell’educazione e della socializzazione politica della gioventù. Data la natura ristretta che una tesina triennale impone, questa trattazione si occuperà solo di un aspetto dello scontro fra Fascismo e Scoutismo, ossia il momento decisivo dello scioglimento del CNGEI e di quanto i suoi soci fecero all’indomani di tale atto. Infatti seguendo le strade percorse da coloro i quali aderirono alle nascenti organizzazioni Fasciste come l’Opera Nazionale Balilla, e da coloro i quali scelsero di resistere continuando clandestinamente le attività scout, si prenderanno le mosse anche per analizzare più in generale quale fu l’impatto sulla popolazione italiana delle politiche di socializzazione politica e di inquadramento della gioventù operate dal Regime, al momento della loro nascita. Inoltre si analizzerà quanto lo scoutismo italiano, sia cattolico che laico, abbia ricoperto un ruolo decisivo, fin troppo sottovalutato dalla storiografia contemporanea, nella società italiana degli anni a cavallo dal 1912 al 1927, e quanto esso abbia influenzato le scelte del Regime nel campo dell’educazione. Prima però di arrivare a questo tema centrale è stato necessario compilare una breve storia, nelle sue linee principali, del movimento scout in Italia, dato che gli eventi degli anni precedenti sono fondamentali per comprendere quanto accadde nel 1927. La divisione cronologica di questa trattazione rispecchia tale consequenzialità. In una prima fase, che va dal 1907 al 1922 si analizzeranno la nascita dello scoutismo nel Mondo e di come esso attecchì in Italia, e si delineeranno le origini del Corpo Nazionale ed il suo sviluppo nel corso della Guerra Mondiale. In una seconda fase, dal 1922 al 1927, si analizzeranno le riforme fasciste nel campo dell’Educazione e i rapporti fra scoutismo e fascismo nella fase precedente al balillismo. Infine nell’ultimo capitolo si analizzeranno gli eventi del 1927, con veloci excursus negli anni successivi al fine di vedere l’evoluzione dello scoutismo clandestino e di quanto rimase dello scoutismo nel Regime degli anni ’30. La bibliografia inerente al movimento scout italiano è assai ristretta, a differenza di altri paesi in cui quella relativa al movimento locale è molto più corposa. Solo due libri sono stati scritti in tempi recenti e da storici di professione, la “Storia dello Scoutismo in Italia” di Mario Sica e “Crescere per la Patria” di Beatrice Pisa. La documentazione inerente al periodo allo stesso tempo è ugualmente ristretta, anche se l’opera portata avanti dal Centro Studi Scout di Trieste per preservare i documenti

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