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Il product placement cinematografico delle aziende di moda. Dalle logiche d'inserimento agli effetti sullo spettatore/cliente.

L’ambito cinematografico è quello che meglio si sposa con il mondo della pubblicità e della comunicazione, sia per le evidenti similitudini nei mezzi utilizzati per esprimersi, sia per la capacità di creare mondi immaginari, più o meno fantastici, con cui lo spettatore/cliente tende ad immedesimarsi.

La pubblicità inserita nei fotogrammi di un lungometraggio fa si che lo spettatore venga colpito dall’immagine commerciale praticamente senza che esso se ne renda conto, divenendo quindi un potenziale cliente del brand pubblicizzato.
Risulta evidente che uno dei settori che meglio si adatta alla materia cinematografica sia la moda per il ruolo fondamentale rivestito dall’immagine che per il coinvolgimento emotivo ed aspirazionale che suscita nel pubblico.
E’ noto infatti, come la comunicazione di moda prediliga, agli altri formati espressivi, l’uso di immagini e soprattutto di immaginari, per proporre al proprio cliente un mondo definito che egli possa vedere materialmente e in cui si riconosca. Quale modo migliore, dunque, di rendere veritiere quelle immagini se non con attori in carne e ossa che interpretando le vicende in cui sono coinvolti proiettano il brand in un mondo “reale”?

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3 Introduzione. Il confine di demarcazione tra pubblicità, sponsorizzazione, inserimento promozionale è stato superato già da molti anni e ce ne si può rendere conto osservando la realtà che ci circonda: da parte delle aziende, che siano di moda o meno, non c’è nulla che venga lasciato al caso, ogni singolo dettaglio dalla nascita del prodotto alla vendita, alle successive promozioni viene studiato da pubblicitari e sociologi. In questo contesto una pratica come il product placement si incastra perfettamente negli ingranaggi del new marketing. Le tecniche pubblicitarie si stanno sintonizzando su scenari futuri in cui decadranno definitivamente le etichette che fino ad ora sono esistite a riguardo. Il marketing perderà efficacia se gli si continua ad assegnare esclusivamente il compito di promuovere la vendita fine a se stessa, le strategie dovranno essere pensate in funzione del cliente, che è un individuo attivo, anzi interattivo, non più lo spettatore passivo che assorbe tutti i messaggi che lo colpiscono quotidianamente. Da qui nasce la necessità di analizzare i molteplici aspetti che riguardano un inserimento pubblicitario nell’ambito cinematografico, in particolare quello del settore moda. L’industria fashion è da anni tra i maggiori investitori nel product placement cinematografico; gli stilisti, italiani e non, sono in vetta alle aziende che più frequentemente “piazzano” i loro prodotti nelle pellicole Hollywoodiane. C’è da sottolineare, infatti, che le produzioni americane sono un passo avanti rispetto al resto del mondo in fatto di placement, sia per il numero e le quantità che ne gestiscono sia per le tecniche sempre più specifiche e sottili con cui attuano queste strategie di comunicazione. Nei capitoli che seguono affronteremo tutte le peculiarità degli inserimenti pubblicitari, esaminandole dal lato della produzione cinematografica e da quello dell’azienda sponsor. Si noterà come ciò che può sembrare il frutto della creatività dei pubblicitari è invece il risultato di abili strategie di marketing che attingono alle tendenze espressive e comunicative, oculate scelte della sceneggiatura e degli attori da “vestire” che confluiscono tutte in un’attenta opera di persuasione del pubblico, sia che esso si rechi in

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alice Miggiano Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.