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Il commercio elettronico nell'imposizione diretta ed indiretta

La crescita esponenziale dell’impiego delle tecnologie informatiche e le potenzialità economiche derivanti dalla loro applicazione in ambito commerciale hanno da tempo destato l’attenzione delle Amministrazioni finanziarie dei Paesi maggiormente sviluppati, preoccupate per le conseguenze che tali processi di sviluppo possono implicare nei rapporti tra fisco e contribuenti.
Gli aspetti più problematici per le autorità fiscali ineriscono principalmente alle difficoltà di controllo delle transazioni per via telematica, con particolare riferimento all’individuazione del luogo di esercizio delle attività imprenditoriali.
È noto, infatti, come gli individui di società che operano nell’ambito del commercio elettronico abbiano la possibilità di stabilire un proprio indirizzo internet in una giurisdizione fiscale diversa da quella di residenza o da quella in cui effettivamente si svolge l’attività imprenditoriale, superando, in tal modo, le barriere giuridiche rappresentate dai confini nazionali e rendendo, così, assai difficoltoso il controllo di tali attività da parte delle autorità fiscali competenti.
Secondo la definizione elaborata dalla Commissione Europea, Com (97) 151, “Un’iniziativa europea in materia di commercio elettronico”, quest’ultimo consiste nello svolgimento di attività diverse, quali la commercializzazione dei beni e servizi, la distribuzione di contenuti digitali, l’effettuazione di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici e le altre procedure di tipo transattivo delle pubbliche amministrazioni.
Obiettivo del presente lavoro sarà, quindi, provvedere ad un efficace ed esaustivo inquadramento del fenomeno in questione nel contesto fiscale e normativo nazionale ed internazionale.

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4 INTRODUZIONE La crescita esponenziale dell’impiego delle tecnologie informatiche e le potenzialità economiche derivanti dalla loro applicazione in ambito commerciale hanno da tempo destato l’attenzione delle Amministrazioni finanziarie dei Paesi maggiormente sviluppati, preoccupate per le conseguenze che tali processi di sviluppo possono implicare nei rapporti tra fisco e contribuenti. Gli aspetti più problematici per le autorità fiscali ineriscono principalmente alle difficoltà di controllo delle transazioni per via telematica, con particolare riferimento all’individuazione del luogo di esercizio delle attività imprenditoriali. È noto, infatti, come gli individui di società che operano nell’ambito del commercio elettronico abbiano la possibilità di stabilire un proprio indirizzo internet in una giurisdizione fiscale diversa da quella di residenza o da quella in cui effettivamente si svolge l’attività imprenditoriale, superando, in tal modo, le barriere giuridiche rappresentate dai confini nazionali e rendendo, così, assai difficoltoso il controllo di tali attività da parte delle autorità fiscali competenti. Secondo la definizione elaborata dalla Commissione Europea, Com (97) 151, “Un’iniziativa europea in materia di commercio elettronico”, quest’ultimo consiste nello svolgimento di attività diverse, quali la commercializzazione dei beni e servizi, la distribuzione di contenuti digitali, l’effettuazione di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici e le altre procedure di tipo transattivo delle pubbliche amministrazioni. Obiettivo del presente lavoro sarà, quindi, provvedere ad un efficace ed esaustivo inquadramento del fenomeno in questione nel contesto fiscale e normativo nazionale ed internazionale.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Raffaele Elmino Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.