Skip to content

Efficenza dei tre sistemi attenzionali nei bambini con ADHD

Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Grillo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Maria Casagrande
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

Il disturbo ADHD (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder) è il più comune disturbo dello sviluppo neurologico nei bambini. Questo è caratterizzato da un inizio precoce (generalmente prima dei 7 anni), disattenzione significativa, impulsività e iperattività.
Sebbene la causa esatta dell’ADHD non sia stata ancora completamente riconosciuta, si suppone che il disturbo sia causato da una una interrelazione complessa di fattori biologici, neurologici e ambientali. Studi di neuroimmagine hanno dimostrato anormalità e/o volume minore in specifiche aree del cervello in pazienti con ADHD rispetto a soggetti normali.
Quelli educativi, comportamentali e farmacologici, sono i tre principali interventi utilizzati nel trattamento del disturbo. Gli psicostimolanti rappresentano il trattamento farmacologico più comunemente usato nei bambini ed adolescenti con ADHD.
Studi pubblicati negli ultimi 20 anni indicano che i sintomi dell’ADHD possono persistere fino all’adolescenza e fino all’età adulta. Sono comunque necessarie ulteriori ricerche per determinare la prognosi a lungo termine dei bambini con ADHD, e in particolare per determinare quale sottogruppo dei bambini con questo disturbo sia particolarmente a rischio per la persistenza dei sintomi. Da molto tempo si è a conoscenza che i bambini con l’ADHD ed il disturbo della condotta, sembrano mostrare una prognosi peggiore di quei bambini con il solo disturbo ADHD.
Il processo attenzionale ci consente di usare le nostre risorse mentali, limitate, nel modo più proficuo possibile, ci permette di focalizzarsi sugli stimoli, esterni (sensazioni) o interni (ricordi e pensieri), che più ci interessano, ignorando o attenuando quelli irrilevanti.
L’attenzione selettiva, consente di essere attenti verso alcuni stimoli, e di ignorarne degli altri. L’attenzione sostenuta o vigilanza, ci consente di mantenere uno stato attenzionale per periodi prolungati, rilevando la comparsa di stimoli infrequenti, la ricerca visiva (o visual search), ci consente di esplorare attivamente l’ambiente per trovare particolari stimoli target (per esempio il volto di un amico in un aula affollata).
Secondo Posner sarebbe utile suddividere il sistema attentivo in più sottosistemi che svolgono funzioni differenti tra loro, ma pur sempre intercorrelate: orientamento verso eventi sensitivi, detezione del segnale per eventi focali (processi consapevoli), mantenimento di uno stato di allerta o vigilanza. Ognuna di queste funzioni sarebbe permessa da aree cerebrali differenti: un sistema posteriore che permetterebbe l’orientamento, un sistema anteriore che permetterebbe la risoluzione del conflitto, e aree parietali e frontali, principalmente dell’emisfero destro, sarebbero responsabili del sistema di allerta.
Nell’ambito della psicologia sperimentale dell’attenzione e delle neuroscienze da alcuni decenni si portano avanti studi e ricerche condotte sui bambini e gli adulti con ADHD nel tentativo di individuare quali sono effettivamente i deficit attentivi di questi soggetti e quali sono le differenze dal punto di vista attentivo tra questi soggetti e quelli definiti di controllo, cioè senza il disturbo.
Questo obiettivo è perseguito attraverso l’uso di particolari paradigmi che consentono di valutare i vari sistemi attentivi così come postulati da Posner e i suoi colleghi. Come conseguenza di questo abbiamo a disposizione in letteratura studi che valutano il sistema covert orienting attraverso il classico paradigma di Posner, oppure studi che hanno cercato di valutare il controllo esecutivo e la risoluzione del conflitto attraverso l’uso dello Stroop test o del flanker task. Infine abbiamo una serie di studi che hanno cercato di individuare un deficit nell’attenzione sostenuta dei bambini con ADHD attraverso l’uso del Continuous Performance Test.
Questo lavoro, oltre a inquadrare il disturbo ADHD nell’ottica clinica nel primo capitolo, e a illustrare le varie teorie conosciute sulla probabile struttura e sulle funzioni dell’attenzione nel secondo capitolo, intende fare, nel terzo capitolo, una rassegna degli studi pubblicati fino a questo momento nell’ambito della ricerca sperimentale sull’attenzione per quello che riguarda l’ADHD, riportando i risultati, a volte contraddittori, soprattutto nell’ambito dell’orientamento dell’attenzione, della vigilanza, dell’allerta e del controllo esecutivo nei soggetti con ADHD.
Mentre, nel quarto capitolo verrà analizzato criticamente l’utilizzo, da parte di alcuni autori, dell’ANT nei bambini con ADHD, un paradigma ideato allo scopo di valutare contemporaneamente i tre sistemi attenzionali proposti da Posner.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
6 INTRODUZIONE Il disturbo ADHD (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder) � il pi� comune disturbo dello sviluppo neurologico nei bambini. Questo � caratterizzato da un inizio precoce (generalmente prima dei 7 anni), disattenzione significativa, impulsivit� e iperattivit�. I criteri diagnostici del DSM-IV includono la suddivisione dei sintomi in due gruppi: iperattivo-impulsivo ADHD-H; e inattentivo ADHD-IA. Gli stessi criteri diagnostici inoltre, prendono in considerazione l�esistenza di un terzo sottogruppo di ADHD: l�ADHD-C (combinato), che richiede la presenza di sintomi da entrambi i due sottogruppi Quest�ultimo � il sottogruppo di gran lunga pi� usato nella ricerca sull�ADHD. Sebbene la causa esatta dell�ADHD non sia stata ancora completamente riconosciuta, si suppone che il disturbo sia causato da una una interrelazione complessa di fattori biologici, neurologici e ambientali. Studi di neuroimmagine hanno dimostrato anormalit� e/o volume minore in specifiche aree del cervello in pazienti con ADHD rispetto a soggetti normali. Quelli educativi, comportamentali e farmacologici, sono i tre principali interventi utilizzati nel trattamento del disturbo. Gli psicostimolanti rappresentano il trattamento farmacologico pi� comunemente usato nei bambini ed adolescenti con ADHD. A dispetto dell�attenzione generale dei media, piuttosto negativa, sull�uso degli psicostimolanti, questi agenti rappresentano tuttora la prima scelta per la terapia farmacologica, questo � dovuto alla loro efficacia e alla loro relativa sicurezza. Studi pubblicati negli ultimi 20 anni indicano che i sintomi dell�ADHD possono persistere fino all�adolescenza e fino all�et� adulta. Sono comunque necessarie ulteriori ricerche per determinare la prognosi a lungo termine dei bambini con ADHD, e in particolare per determinare quale sottogruppo dei bambini con questo

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

adhd
allerta
ant
arousal
attention-deficit hyperactivity disorder
attenzione
attenzione selettiva
attenzione sostenuta
corbetta
covert orienting, cpt
distrattori
disturbo dell'attenzione e iperattività
disturbo della condotta
dsm-iv
flanker test
iperattività
michael posner
neuropsicologia
neuroscienze
psicostimolanti, dopamina, ritalin
ricerca visiva
stroop test
visual search
warning acustico

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi