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La relatività dell'uguaglianza nella storia del pensiero economico

Informazioni tesi

  Autore: Serena Mazzei
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e commercio
  Relatore: Marco Guidi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

Il presente lavoro si impegna di analizzare il tema dell'uguaglianza economica mediante la trattazione di alcuni tra i più illustri autori della storia del pensiero economico più recente, a partire dal collettivismo di J. Rawls fino al relativismo di A. Sen, passando per "La Teoria dei diritti" di R. Nozick e tra le correnti utilitaristiche e liberali. L'impossibilità di consegnare una risposta univoca alla definizione di uguaglianza, sottolinea l'importanza di definire lo spazio focale o variabile principale (reddito, utilità, diritti, opportunità) entro cui articolare una teoria economica interessata ai problemi di giustizia sociale e individuale. Da un panorama in cui coesistono senza conflitto diversi punti di vista in materia, si dimostra come la uguaglianza economica non possa essere ricondotta ad una mera uguaglianza di reddito, a causa dell'impossibilità oggettiva e soggettiva di alcune persone di convertire tale ammontare di ricchezza in libertà di star bene.

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5 INTRODUZIONE Il presente lavoro intende trattare il tema dell’uguaglianza da tre macro-profili principali: il primo (cap. 1) con l’analisi di alcuni passi del manuale “Una Teoria della Giustizia” di John Rawls in cui il filosofo americano cerca di risolvere tale problematica attraverso l’applicazione di due grandi principi, denominati “principi di giustizia” , volti a garantire un’equità nella redistribuzione dei beni primari attuata dall’istituzione pubblica; il secondo (cap. 3) con l’analisi della Teoria dei diritti presente nel volume “Anarchia, stato ed utopia” ad opera di Robert Nozick, in cui viene criticata una riallocazione indistinta delle risorse tra le persone a favore di una maggiore libertà individuale di godere dei propri risultati meritati senza l’intervento della mano paternalista dello Stato; il terzo infine (cap 5) è la prospettiva di Amartya Sen, volutamente inserita alla fine perché conciliante rispetto alle due precedenti teorie opposte tra loro. Le riflessioni elaborate dall’economista premio Nobel, fonte di spunto per il titolo di questo elaborato, rompono con la tradizione del passato che inquadrava il tema dell’eguaglianza in uno scontro diretto con quello della libertà, come se questi due concetti non potessero coesistere in una medesima teoria. Senza un “campo di battaglia” fatto di preconcetti teorici in cui ciascun approccio insiste su un particolare aspetto su cui l’uguaglianza deve essere chiamata in causa, ogni teoria può essere considerata egualitaria se agisce col massimizzare una certa variabile (reddito, felicità, libertà). I capitoli rimanenti, non di minore importanza, permettono di capire come la corrente dell’Utilitarismo (cap. 2) e alcuni approcci ispirati al Liberismo (cap. 4) abbiano inserito il tema dell’uguaglianza nelle proprie teorie e soprattutto il (poco) peso attribuito a tale esigenza: nel primo caso si inserisce con primaria importanza la necessità di garantire maggior benessere al livello aggregato, senza interessarsi troppo alle modalità con cui tale benessere viene poi ridistribuito individualmente; nel secondo caso infine, la piena fiducia nei meccanismi auto- regolatori del mercato e le transazioni economiche condotte rispettando le esigenze reciproche delle parti, dovrebbero essere sufficienti a creare una società in cui ogni uomo riesce a soddisfare i propri fini e per questo motivo può ritenersi soddisfatto: anche qui non c’è spazio per una riflessione più ampia al livello antropologico, attuata invece da Sen, il quale tiene a sottolineare di quanto gli uomini siano lontani dallo stereotipo liberale di “sciocchi razionali” che hanno il solo fine di massimizzare il proprio interesse. Sono state inserite in questa riflessione molteplici teorie proprio per evidenziare di quanto sia complesso il tema dell’uguaglianza: come diremo nell’ultimo capitolo ognuna di queste è comprensibile nei propri confini, ma limitarsi a far primeggiare la credibilità di una sulle altre è impensabile: la diversità umana interpersonale (per età, sesso, talenti, contesto sociale esterno) genera il desiderio dell’uguaglianza di una particolare variabile rispetto ad un’altra; da qui

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Parole chiave

giustizia redistributiva
la disuguaglianza
la disuguaglianza economica
liberalismo
mercato
pensieri economici
principi di giustizia
reddito
teoria dei diritti
uguaglianza di che cosa
uguaglianza economica
utilitarismo

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