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Il vissuto religioso dalla nascita alla preadolescenza. Uno studio comparativo tra due diversi approcci: Freud e Piaget.

Un’analisi del valore della religione e dell’opportunità di un suo insegnamento nella scuola, con il contributo della psicologia.
Una ricerca in ambito psico-pedagogico, con analisi dello sviluppo religioso nel bambino da zero a dodici anni, premettendo l'esame di quello fisico-cognitivo al quale è strettamente legato, per meglio comprendere la visione di Freud e Piaget sul tema.
Privilegiate fonti in lingua italiana, francese e spagnola.

Nel 1^ capitolo, il processo dello sviluppo secondo Freud, dalle strutture della psiche (inconscio, conscio, preconscio) al suo contenuto (Es, Io, Super-Io), approfondendo gli stadi di sviluppo della personalità, con il contributo delle osservazioni di Falorni e Collette.
Quindi gli studi freudiani sulla religione.

Nel 2^ capitolo, il processo dello sviluppo fisico e religioso secondo Piaget.
I suoi studi hanno per oggetto lo sviluppo cognitivo: inizia durante la prima infanzia con i primi riflessi e le coordinazioni motorie, per arrivare ai processi ideativi e alla capacità di risolvere i problemi propri dell'adolescenza e dell'età adulta.
Sottolinea come l'orientamento del bambino verso il divino sia prevalentemente a livello morale.

Nel 3^ capitolo una sintesi, una critica del pensiero freudiano e piagetiano e un ampliamento del tema dello sviluppo religioso.
Raggruppati alcuni temi comuni, evidenziandone affinità e divergenze, intrecciando l'aspetto religioso con quello morale.

Metodo di ricerca
In Freud la religiosità è strettamente determinata e legata alla sessualità.
In Piaget la religiosità è legata allo sviluppo cognitivo.

Genesi della religione e sua definizione
Per Freud la religione è una nevrosi compulsiva e illusione, collegata, a livello sociale e personale, al complesso di Edipo.
Piaget non elabora una filosofia della religione, ma cerca la chiave intrapsichica per lo sviluppo del pensiero religioso, dando scarsa importanza al complesso edipico.

Origine individuale della religione
Per Freud l'origine collettiva della religione determina quella individuale e dal modo in cui l'uomo affronta la sessualità, dipende la sua religiosità.
In Piaget l'approccio evolutivo-cognitivista dà poco spazio all'analisi del fattore emotivo e delle influenze interpersonali e sociali nello sviluppo religioso.
In entrambi non è esaminata l'influenza della figura femminile nell'educazione ed anche il diverso modo di vivere la religiosità nei due sessi.

La funzione dei genitori
Freud esaspera il ruolo del padre nella dinamica religiosa.
Piaget privilegia lo studio delle sequenze fisse.

Lo sviluppo della moralità
Freud fa riferimento al Super-Io come agente dell'introiezione dei controlli, dei tabù e degli standard.
Piaget dà risalto all'autonomia della moralità infantile, quale risultato di sforzi spontanei, come avviene nei processi razionali.

Osservazioni critiche su Freud.
- Carenza di attenzione verso l'immagine materna.
- Mancanza di coerenza interna delle spiegazioni psicoanalitiche.
- Mancanza di verifiche empiriche in grado di dare consistenza alle intuizioni teoretiche.

Osservazioni critiche su Piaget.
- Si ferma nel suo studio all'età di circa 12 anni.
- La sua concezione religiosa e morale è intellettualistica.
- La persona non è solo un sé razionale. Vi sono elementi fondamentali come il mondo dei sentimenti, dei desideri, degli affetti, le situazioni concrete di coinvolgimento personale.

Le teorie freudiane e piagetiane sul fenomeno religioso sono tuttora oggetto di approfondimenti.
Abbiamo, perciò, ritenuto opportuno limitare l'analisi dei successivi studi alla correlazione tra sviluppo della fede e della morale, sostenuta da Fowler e Kohlberg.
Il primo ha elaborato 6 stadi, evidenziando come ogni bambino è un piccolo teologo in grado di elaborare delle proprie versioni dell'assoluto.
Il secondo ha rivolto l’attenzione sullo sviluppo morale e le relazioni esistenti tra gli stadi della fede e della morale, formulando l'ipotesi di 6 stadi di sviluppo morale che, raggruppati a due a due, rappresentano 3 livelli di giudizio: pre-convenzionale, convenzionale, post-convenzionale.

Infine le nostre conclusioni.
Ci è apparso necessario un approccio allo sviluppo morale e religioso in grado di rendere conto simultaneamente di tutti i beni particolari, esaminabili distintamente, ma strettamente connessi e che contribuiscono al raggiungimento e alla composizione della moralità e religiosità:
- fattori personali (aspetto volitivo, emotivo, intellettivo);
- fattori esterni o ambientali (contesto familiare e socio-culturale).

Un'analisi dell'interazione dei succitati aspetti ci dà un quadro completo dello sviluppo morale e religioso, ma non per questo acritico, permettendoci di capire come un'autentica maturità religiosa si realizzi quando c'è equilibrio dinamico tra i vari momenti.

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1 INTRODUZIONE Dimensioni ed attualità del tema. In un momento in cui si mette in dubbio il valore della religione, la funzione educativa dei genitori in questo settore, l'opportunità di un suo insegnamento, un approccio al tema con il contributo della psicologia ci permette di affrontare più serenamente il problema dello sviluppo religioso. La psicologia, infatti, si occupa della religione con uno specifico contributo, facendo riferimento al vissuto esperienziale del soggetto, al modo personale con cui l'individuo vive la relazione religiosa, piuttosto che ad un sistema organico di credenze, di pratiche e di rapporti sociali istituzionalizzati in una chiesa. L'ambito di ogni disciplina psicologica è quello del vissuto psichico. Possiamo dire che la psicologia della religione studia l'uomo, non indaga su Dio, non può pronunciarsi sulla verità dei contenuti teologici della fede. Il suo compito è quello di dare dei giudizi di valore psicologico sulla condotta religiosa, di rivelare i fattori che ne condizionano la genesi e la strutturazione, le motivazioni che l'attraversano, le intenzioni che la animano, gli aspetti percettivi, emotivi, affettivi, decisionali che la caratterizzano, i conflitti che ne intersecano lo sviluppo. L'utilità dello studio della psicologia religiosa si articola su diversi piani. Sul piano teorico cerca di spiegare la natura del vissuto religioso, offrendo analisi psicologiche del fenomeno. Sul piano operativo permette l'analisi dei molteplici fenomeni religiosi in diverse fasi del suo sviluppo. Sul piano personale favorisce il cammino verso la maturità religiosa facendo progredire la conoscenza del proprio vissuto. Come disciplina svolge un ruolo importante nella formazione di educatori qualificati ed insegnanti competenti.

Tesi di Laurea

Facoltà: Istituto di Scienze Religiose

Autore: Giovanna Colangeli Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4843 click dal 26/08/2009.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.