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La comunicazione pubblica attraverso i Portali di servizio. Il caso dei Portali nazionali in confronto con i Portali regionali e delle grandi città.

Informazioni tesi

  Autore: Grazia Spizzichino
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Istituto Montecelio
  Facoltà: Corso di Diploma in Comunicazione
  Corso: Corso di Diploma in Comunicazione
  Relatore: Vincenzo Bianchini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 319

Nella vita reale gli strumenti privilegiati per avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini e per ottenere il feedback da parte loro sono, in genere, il sondaggio e il questionario. E in rete? Rendere disponibili sui siti istituzionali le informazioni e le decisioni degli amministratori pubblici garantisce trasparenza al cittadino ma non porta al vero dialogo, diretto e multidirezionale, tra cittadini stessi e tra questi e la PA; non garantisce reale partecipazione e soprattutto, non garantisce al cittadino una semplice via di accesso per usufruire, con maggior velocità, dei servizi erogati dalla PA. Tutto questo tende ad allontanarlo, piuttosto che avvicinarlo al sistema amministrativo.

Obiettivo di questo lavoro è cercare di individuare, fra i siti scelti come campione, quale si avvicina al modello di Sito Istituzionale Ideale in relazione ai contenuti, alle informazioni veicolate e ai servizi erogati e proporre, infine, una serie di strumenti telematici che permettano una maggiore partecipazione e soddisfazione dei bisogni dei cittadini-utenti.
Lo stato dell’arte della ricerca sulle reti civiche mostra un campo di studio ancora giovane e il cui oggetto d’indagine è in continuo divenire. Per questo studio si è fatto ricorso a molti documenti e ricerche prodotte sul fenomeno comunicazione pubblica, ma in particolare si è tenuto conto del Rapporto annuale 2001-2002 sulle città digitali prodotto dalla RUR (Rete Urbana delle Rappresentanze), in collaborazione con il Censis e il Formez.

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3 INTRODUZIONE L’utilizzo degli strumenti di rete da parte delle istituzioni pubbliche non si presenta come semplice sfruttamento di un nuovo mezzo di comunicazione, ma è destinato a cambiare sempre di più le modalità di erogazione dei servizi da parte dell’amministrazione pubblica, a divenire il mezzo privilegiato per l’accessibilità alle informazioni e a garantire al cittadino-utente una maggior partecipazione alle decisioni pubbliche, in direzione di quella prospettiva di e-government da più parti e in più contesti annunciata. La comunicazione tra decisore e singoli cittadini è una forma di partecipazione “verticale”, dall’alto verso il basso, che ha la caratteristica di tenere informato il cittadino su cosa stia facendo l’amministratore (trasparenza), ma da sola non può essere definita partecipazione in quanto bisogna considerare anche il verso opposto: dal singolo cittadino al decisore. Nella vita reale gli strumenti privilegiati per avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini e per ottenere il feedback da parte loro sono, in genere, il sondaggio e il questionario. E in rete? Rendere disponibili sui siti istituzionali le informazioni e le decisioni degli amministratori pubblici garantisce trasparenza al cittadino ma non porta al vero dialogo, diretto e multidirezionale, tra cittadini stessi e tra questi e la PA; non garantisce reale partecipazione e soprattutto, non garantisce al cittadino una semplice via di accesso per usufruire, con maggior velocità, dei servizi erogati dalla PA. Tutto questo tende ad allontanarlo, piuttosto che avvicinarlo al sistema amministrativo. Obiettivo di questo lavoro è cercare di individuare, fra i siti scelti come campione, quale si avvicina al modello di Sito Istituzionale Ideale in relazione ai contenuti, alle informazioni veicolate e ai servizi erogati e proporre, infine, una serie di strumenti telematici che permettano una maggiore partecipazione e soddisfazione dei bisogni dei cittadini-utenti. Lo stato dell’arte della ricerca sulle reti civiche mostra un campo di studio ancora giovane e il cui oggetto d’indagine è in continuo divenire. Per questo studio si è fatto ricorso a molti documenti e ricerche prodotte sul fenomeno comunicazione pubblica, ma in particolare si è tenuto conto del Rapporto annuale 2001-2002 sulle città digitali prodotto

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