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I 55 giorni del rapimento di Aldo Moro negli editoriali di Oronzo Valentini, direttore della ''Gazzetta del Mezzogiorno''

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Altavilla
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Ernesto Preziosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

Il presente lavoro di tesi riguarda il sequestro, conclusosi poi tragicamente, dell’On. Aldo Moro, uno tra i principali leader della Dc, rapito il 16 marzo 1978 in via Fani a Roma dalle Brigate Rosse e ucciso poi dalle stesse il 9 maggio 1978. Nell’agguato di Via Fani inoltre rimasero uccisi, com’è noto, i cinque uomini della scorta di Aldo Moro.
Trattandosi di un tema molto ampio e largamente discusso e approfondito, ho deciso di focalizzare la mia attenzione su un aspetto specifico e particolare del cosiddetto “Caso Moro”, considerando gli editoriali del Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Oronzo Valentini nel periodo che va dal 16 marzo 1978 all’11 maggio 1978.

La scelta di restringere geograficamente la vicenda, attraverso il riferimento alla Gazzetta del Mezzogiorno, è dettata principalmente da due motivi:
1) le origini pugliesi del Presidente della Dc, nativo precisamente di Maglie, in provincia di Lecce, che con la sua terra d’origine ha sempre mantenuto un rapporto molto forte, come forte era anche il legame che Moro manteneva con l’allora direttore della Gazzetta Oronzo Valentini.
2) la conseguente intenzione di analizzare i 55 giorni del sequestro Moro da un punto di vista eminentemente giornalistico che non riguardasse però la stampa nazionale, ma locale, in particolare pugliese. La Gazzetta del Mezzogiorno difatti era ed è ancora il quotidiano più importante dell’Italia meridionale e perciò rilevante è stata la posizione assunta da questa in merito al caso Moro e, più precisamente, riguardo alla decisione di schierarsi a favore della cosiddetta “linea della fermezza” o, al contrario, della “linea della trattativa”. Quest’ultima fu la scelta adottata dal quotidiano pugliese.

La tesi è suddivisa in tre capitoli: il primo vuole essere una sorta di presentazione della situazione storica che ha fatto da cornice al rapimento del presidente democristiano, oltre che una panoramica sulle vicende politiche dei 55 giorni; il secondo capitolo è dedicato alle Brigate Rosse, nello specifico ai 9 comunicati recapitati durante i 55 giorni del sequestro, attraverso un’analisi della terminologia da loro utilizzata, senza tuttavia trascurare un accenno alla storia delle origini delle Br. Nel terzo, invece, che costituisce la parte centrale del lavoro, è contenuta l’analisi e il punto di vista di Oronzo Valentini, desunto dai 16 editoriali che egli scrisse durante l’intera vicenda, con stretti collegamenti sia agli avvenimenti che accadevano parallelamente a livello nazionale, sia alle vicende che riguardavano, più da vicino, lo stesso quotidiano pugliese.

Infine, al fine di avere una testimonianza diretta della vicenda analizzata, si è scelto di intervistare Agnese Moro, una delle figlie dello statista pugliese.

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Introduzione L’argomento che affronterò nella mia tesi di Laurea riguarda il sequestro, conclusosi poi tragicamente, dell’On. Aldo Moro, uno tra i principali leader della Dc, rapito il 16 marzo 1978 in Via Fani a Roma dalle Brigate Rosse e ucciso poi dalle stesse il 9 maggio 1978. Nell’agguato di Via Fani inoltre rimasero uccisi, com’è noto, i cinque uomini della scorta di Aldo Moro. Trattandosi di un tema molto ampio, sul quale giornalisti, commentatori e uomini politici hanno scritto e parlato tanto e di un tema già fatto oggetto di studio, ho deciso di focalizzare la mia attenzione su un aspetto specifico e particolare del cosiddetto “Caso Moro”, vale a dire considerare gli editoriali del Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Oronzo Valentini nel periodo che va dal 16 marzo 1978 all’11 maggio 1978. Mi sono avvicinata a questo argomento senza nessuna pretesa esaustiva, ma, con molta umiltà, interessandomi al delitto Moro, considerato dai più come “il più clamoroso delitto politico nella storia recente d’Italia e probabilmente d’Europa” 1 , ho pensato di osservarlo da una prospettiva per così dire locale; la scelta, infatti, di restrizione geografica della vicenda, attraverso il riferimento alla Gazzetta del Mezzogiorno, storico quotidiano del Sud Italia, è dettata da due motivi: 1)le origini pugliesi del Presidente della Dc, nativo precisamente di Maglie, in provincia di Lecce, che con la sua terra d’origine ha sempre mantenuto un rapporto molto forte; esclusivo era anche il legame che Moro manteneva con l’allora direttore della Gazzetta, Oronzo Valentini, suo grande amico ed estimatore, scomparso il 13 agosto scorso all’età di 86 anni. Scrive infatti, a proposito di Valentini, Antonio Rossano, editorialista della Gazzetta: “Non a caso, confidandosi con amici, raccontava che i colloqui con lo statista pugliese avevano spesso per oggetto più il comune amore per i nipotini che le vicende della politica nazionale” 2 , ma è evidente che gli incontri toccassero anche questioni politiche. 2)la conseguente intenzione di analizzare i 55 giorni del sequestro Moro da un punto di vista eminentemente giornalistico che non riguardasse però la stampa nazionale, ma 1 Andrea Colombo, Un affare di Stato, Milano, febbraio 2008, p. 11. 2 “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 14 agosto 2008. 3

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Parole chiave

agnese moro
aldo moro
brigate rosse
gazzetta del mezzogiorno
linea della trattativa
oronzo valentini

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