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La tutela del consumatore nel diritto comunitario e italiano

Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Felice De Luca
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Massimo Panebianco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

Oggetto della tesi è la tutela del consumatore in ambito comunitario e italiano.
Il lavoro si articola in tre capitoli.
Nel primo capitolo ci si è occupati della nozione di consumatore sia nel diritto comunitario che italiano.
Il moderno consumatore, al centro delle attenzioni del mondo politico, economico ed imprenditoriale, va principalmente inteso come il soggetto titolare di posizioni giuridiche che "contratta" con l’imprenditore per scopi estranei alla attività professionale eventualmente svolta Una delle più recenti definizioni di consumatore, valida in maniera onnicomprensiva sia per il diritto interno che comunitario, ci perviene dall’art. 3 del Codice del consumo, per il quale è consumatore “la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”. La nozione stessa di consumatore consta di un carattere necessariamente relazionale, in quanto per potere esplicare i suoi interessi necessita di un confronto con l’antagonista figura del professionista. Coagulando le varie definizioni relazionali fin ora fornite dalla legislazione e dalla dottrina, si può sintetizzare dicendo che il consumatore sia qualsiasi persona fisica che agisca per perseguire finalità di tipo extraimprenditoriale o extraprofessionale, ovvero per soddisfare esigenze personali, proprie o del nucleo familiare di appartenenza, mentre il professionista sia la persona fisica o l’ente, personificato e non, che agisca nell’ambito della propria attività imprenditoriale o professionale.

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51 INTRODUZIONE Inevitabile punto di partenza di un percorso che riguarda il «consumatore» e il suo livello di protezione è quello di prendere atto dell’avvenuto passaggio da una società caratterizzata da un ruolo preponderante dell’apparato produttivo, ad una in cui la fase distributiva assume una sua decisa connotazione come autonomo «decisore» dei fenomeni di mercato (e non più mero anello di distribuzione), fino ad arrivare – ed è storia attuale – ad una società consumista, anzi, come si dirà, post- consumista. Il consumo, che scandisce i tempi del nostro vivere «moderno», da fenomeno necessario ad «assorbire» l’offerta è divenuto, sempre più, una realtà che non può più essere messa in una relazione di subordinazione necessitata, ma ha sviluppato un proprio ruolo. 1 Il consumo, quando, con una espressione imprecisa ma che rende il senso, viene assunto come consumo «finale», implica la presenza di un «consumatore». «Consumo» e «consumatore» sono due termini tra loro legati da una relazione non biunivoca, nel senso che se è certamente vero che laddove c’è un consumatore lì c’è un atto (o più) di consumo, non è sempre vero il contrario: il consumo non implica necessariamente la presenza di un consumatore. La nascita del consumo moderno e, di conseguenza, del nostro consumatore è figlia 1 AA.VV., Il diritto privato dell’Unione Europea, a cura di A. Tizzano, in Tratt. di dir. priv., diretto da BESSONE M., vol. XXVI, tomo II, Torino, 2000, p. 1345.

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