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I rapporti letterari tra Miguel de Unamuno e Luigi Pirandello

L’idea di scrivere questa tesi è nata in seguito ad una lezione universitaria nel corso della quale è stato presentato a noi studenti il parallelismo esistente tra due delle opere più significative del novecento europeo: Niebla di Miguel de Unamuno e Sei personaggi in cerca d’autore, di Luigi Pirandello. All’epoca conoscevo piuttosto bene l’autore italiano, a cui ero stata “iniziata” durante il liceo, e che da subito mi aveva affascinato per la portata innovativa del suo pensiero e del suo modo di fare letteratura, al punto che, dopo la lettura –impostami a scuola– di Il fu Mattia Pascal e di alcune novelle, avevo cominciato a leggere di mia iniziativa gran parte dei suoi romanzi e del suo teatro. Minore, invece, era la mia familiarità con Miguel de Unamuno, che certo non ignoravo, in quanto ispanista e amante della letteratura spagnola, ma gran parte delle informazioni che avevo su di lui derivavano dai miei studi universitari, non da una frequentazione diretta.
Confrontando due brani tratti dalle succitate opere, sono subito rimasta impressionata nel vedere quanto la loro concezione dei personaggi –ritenuti indipendenti dal proprio autore– fosse simile, e ciò mi ha fatto sorgere il desiderio di approfondire tale tematica. La ricerca bibliografica che ho, quindi, effettuato mi ha confermato che molti critici avevano già notato le profonde affinità esistenti tra i due scrittori e le avevano analizzate; tra questi, in particolare, Luis Leal, Frank Sedwick e José María Monner Sans –già a metà Novecento– e, in tempi più vicini a noi, Vincenzo Josia, Gaetano Foresta, Annamaria Kelly, Antonio Rodríguez Celada, Maria Teresa Bertelloni. È stato grazie ai loro saggi che ho cominciato a capire come le somiglianze non si limitavano alla questione sull’autonomia dei personaggi, ma toccavano altri vari e importanti temi, quali il controverso rapporto tra realtà e finzione, l’incapacità per gli uomini di avere una vera e propria comunicazione con i propri simili, l’irraggiungibilità della verità, la presenza nell’uomo di molteplici personalità, la concezione della donna e, soprattutto, della donna-madre, l’impiego dell’umorismo in letteratura.
La lettura delle opere dello spagnolo e dell’italiano ha contribuito a rafforzare il mio interesse per l’argomento, proprio perché ho potuto osservare in prima persona come, effettivamente, vi fossero notevoli analogie non solo tra il modo di pensare e di scrivere dei due autori, ma anche, per esempio, nelle loro esperienze biografiche. Importante è stato, a questo punto, cercare di capire fino a che punto si spingesse la loro conoscenza reciproca e quanto di vero ci fosse nell’ipotesi –ovvia data la pluralità delle tematiche comuni– di una mutua influenza.
Il lavoro più appassionante, però, è stata l’approfondita analisi comparata di romanzi, opere teatrali e novelle unamuniane e pirandelliane, perché solo attraverso tale accurato studio sono stata in grado di percepire somiglianze che è quasi impossibile rilevare con una semplice lettura, per quanto attenta, e ho potuto apprezzare, nel contempo, la bellezza e l’originalità di ciò che Unamuno e Pirandello hanno saputo scrivere e tramandare ai posteri, guadagnandosi una fama imperitura.
È stata proprio la passione per le opere di due tra i più grandi autori nel panorama europeo di inizio secolo che ha reso così stimolante la stesura del presente lavoro. Del resto, già ero stata avvertita di quanto questa ricerca fosse affascinante da Luis Leal che, scrivendo più di mezzo secolo fa, nel 1952, della necessità di uno studio più approfondito sull’argomento, aveva –a mio avviso giustamente– fatto notare che “el tema lo merece ”.

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Introduzione L’idea di scrivere questa tesi è nata in seguito ad una lezione universitaria nel corso della quale è stato presentato a noi studenti il parallelismo esistente tra due delle opere più significative del novecento europeo: Niebla di Miguel de Unamuno e Sei personaggi in cerca d’autore, di Luigi Pirandello. All’epoca conoscevo piuttosto bene l’autore italiano, a cui ero stata “iniziata” durante il liceo, e che da subito mi aveva affascinato per la portata innovativa del suo pensiero e del suo modo di fare letteratura, al punto che, dopo la lettura – impostami a scuola– di Il fu Mattia Pascal e di alcune novelle, avevo cominciato a leggere di mia iniziativa gran parte dei suoi romanzi e del suo teatro. Minore, invece, era la mia familiarità con Miguel de Unamuno, che certo non ignoravo, in quanto ispanista e amante della letteratura spagnola, ma gran parte delle informazioni che avevo su di lui derivavano dai miei studi universitari, non da una frequentazione diretta. Confrontando due brani tratti dalle succitate opere, sono subito rimasta impressionata nel vedere quanto la loro concezione dei personaggi –ritenuti indipendenti dal proprio autore– fosse simile, e ciò mi ha fatto sorgere il desiderio di approfondire tale tematica. La ricerca bibliografica che ho, quindi, effettuato mi ha confermato che molti critici avevano già notato le profonde affinità esistenti tra i due scrittori e le avevano analizzate; tra questi, in particolare, Luis Leal, Frank Sedwick e José María Monner Sans –già a metà Novecento– e, in tempi più vicini a noi, Vincenzo Josia, Gaetano Foresta, Annamaria Kelly, Antonio Rodríguez Celada, Maria Teresa Bertelloni. È stato grazie ai loro saggi che ho cominciato a capire come le somiglianze non si limitavano alla questione sull’autonomia dei personaggi, ma toccavano altri vari e importanti temi, quali il controverso rapporto tra realtà e finzione, l’incapacità per gli uomini di avere una vera e propria comunicazione con i propri simili, l’irraggiungibilità della verità, la presenza nell’uomo di molteplici personalità, la concezione della donna e, soprattutto, della donna- madre, l’impiego dell’umorismo in letteratura. La lettura delle opere dello spagnolo e dell’italiano ha contribuito a rafforzare il mio interesse per l’argomento, proprio perché ho potuto osservare in prima 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Olga Grassi Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.