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Sistemi elettorali in prospettiva comparata

Le libere elezioni democratiche rappresentano la condicio sine qua non di un sistema politico competitivo e sono regolate da un complesso di norme elaborate per garantire la libera espressione di un diritto costituzionalmente garantito: il voto. Le elezioni sono la «cerniera della democrazia»: l’unica prassi in grado di selezionare il personale di governo e arrivare a decisioni condivise dalla maggioranza. Trattare la questione elezioni significa occuparsi di voti, di elettori, di candidati e regole del gioco.
Il sistema elettorale – che garantisce la traduzione dei voti in seggi – è la regola fondante delle elezioni ed è, al contempo, lo strumento dell’ingegneria politica che più di tutti può produrre conseguenze sul sistema partitico, sulla composizione delle assemblee rappresentative e finanche sulla dinamica dei conflitti sociali tra i gruppi in competizione. Basti pensare che storicamente l’introduzione della proporzionale – consentendo l’ingresso delle forze socialiste in parlamento – ha incanalato queste stesse forze all’interno della dialettica democratica, evitando di fatto il pericolo di una concentrazione rivoluzionaria. Grande importanza ha avuto, da questo punto di vista, l’allargamento del suffragio che ha consentito a grandi masse di cittadini, prima escluse, di partecipare alla scelta dei propri rappresentanti. Esiste un filo diretto che lega la questione del suffragio universale alla pratica della riforma elettorale, poiché proprio da qui nasce la domanda fondamentale: come dare rappresentanza ai diversi strati – alle diverse anime – della popolazione? Attraverso un sistema elettorale che sappia coniugare due esigenze fondamentali: governabilità e rappresentanza.
Pertanto questo studio si propone di indagare, mediante l’utilizzo del metodo comparato, le diverse tipologie di sistemi elettorali esistenti e valutare gli effetti derivanti dall’applicazione di una formula a una data realtà politica. Particolare attenzione è riservata all’evoluzione del contesto politico italiano e alla disamina delle diverse riforme elettorali dal 1919 a oggi.

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  Introduzione Questo studio si propone di affrontare, attraverso l’utilizzo del metodo comparato, il tema dei sistemi elettorali e dell’applicazione degli stessi all’interno di sistemi politici differenziati. Nei regimi democratici la competizione elettorale per la conquista dei seggi si svolge all’interno di regole determinate: il sistema elettorale rappresenta la regola fondante. La distinzione principale è tra sistemi elettorali proporzionali e sistemi elettorali maggioritari. In realtà le varianti sono molteplici e significative, visto che ognuna di esse produce ripercussioni diverse, ma sempre rilevanti, sulla rappresentanza, sul sistema partitico e sulla governabilità. Così come le caratteristiche del sistema partitico (strutturato o non strutturato) determinano differenze nel dispiegamento degli effetti di un sistema elettorale. La teoria di fondo che si cercherà di dimostrare è proprio questa: nessun dubbio sulla decisività del sistema elettorale e sul suo ruolo di variabile cruciale del sistema politico, ma grande attenzione al rapporto di interdipendenza che intercorre tra formula elettorale, sistema partitico e altre variabili che ne condizionano l’operato sia in entrata che in uscita. Lo studio si compone di quattro capitoli. Il primo riguarderà l’analisi dei sistemi elettorali puri: maggioritari e proporzionali. Punto di partenza sarà la classificazione di alcune variabili fondamentali, la cui comprensione rappresenta uno spunto ineludibile per lo studio delle elezioni in generale e dei sistemi elettorali in particolare. Nello specifico si esamineranno le seguenti variabili: il ruolo della circoscrizione, il voto, la comunicazione politica nelle campagne elettorali e la partecipazione. Successivamente verrà sottolineato il ruolo chiave dei partiti all’interno dei regimi democratici; un ruolo che si concretizza nella selezione dei candidati che si contenderanno la competizione elettorale. Subito dopo lo studio entrerà nel vivo con l’analisi dei sistemi elettorali puri maggioritari e proporzionali. Per quanto riguarda la prima tipologia si distinguerà tra sistemi elettorali plurality (in cui a conquistare il seggio è il candidato più votato) e majority (in cui per essere eletti è necessario conquistare la maggioranza assoluta dei suffragi). I due casi concreti di riferimento saranno il sistema uninominale

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Andrea Sferrella Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.