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Leopardi e la Natura. Un percorso nello Zibaldone.

Questo lavoro si è posto l'obiettivo di indagare il rapporto che lega Leopardi alla natura. La duplicità di questo è sembrata spesso di difficile interpretazione perchè l'autore utilizza modi diversissimi tra di loro per descrivere la figura di madre natura, in una discesa che va da "benigna" a "matrigna", insomma da un estremo all'altro; il tutto non solo entro lo Zibaldone ma anche nelle opere poetiche (in senso ampio) e sarà, infatti, nel Dialogo che raggiungeremo il baratro. Non ci sono risposte perchè forse non le aveva nemmeno Leopardi, ma c'è un excursus di domande più o meno valide

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3 La duplicità del pensiero leopardiano. La Natura. INTRODUZIONE Prima di intraprendere un qualsiasi tipo di studio su un autore complesso, sarebbe necessario e doveroso delimitare con chiarezza il campo d’indagine, stabilire per lo meno gli aspetti principali che s’intendono analizzare e, soprattutto, cercare di venirne a capo; insomma, porsi un unico quesito e darsi un’unica soluzione. Tutto questo nel caso specifico di Leopardi non solo non è assolutamente semplice, ma forse addirittura sbagliato o quanto meno riduttivo. La difficoltà (e/o l’inopportunità) riguardo questo tipo di ricerca è dovuta alla particolarità dei generi letterari ai quali ci troviamo dinanzi e alla specificità delle opere in questione, le quali non permettono una distinzione netta tra le tematiche che stavano a cuore a Leopardi stesso, anzi, si richiamano continuamente, rimandano l’una all’altra come un filo intrecciato ed inestricabile. Attueremmo una forzatura del pensiero leopardiano se ci azzardassimo a vedere i suoi scritti come compartimenti stagni (atteggiamento deprecabile in assoluto, e a maggior ragione in questo caso) e non ci accorgessimo di come la peculiarità dell’autore risieda esattamente in questa caratteristica, cioè la pluri- sfaccettatura delle idee, il dilazionare in segmenti (che possono e devono aggiornare il concetto e aggiornarsi tra loro, anche a costo di apparenti contraddizioni) la presunta unicità di una dottrina. Questo non significa affatto incoerenza, si configura, piuttosto, come un lucido sistema interpretativo, che ritroviamo alla base dello Zibaldone, ma di cui potremmo giovarci anche, e soprattutto, per il resto delle sue opere. Per questi motivi brevemente indicati, non adotteremo una scansione predefinita e, se è vero, come è vero, che Leopardi fu poeta, filosofo (per il momento lasciamo da parte la sterminata gamma di studi e interessi nel campo della ricerca letteraria e filologica, nelle traduzioni dai classici antichi, etc), ambedue e niente di tutto ciò

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Guido Grimaldi Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5978 click dal 07/09/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.