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Eterogeneità tra le imprese e integrazione internazionale: il mercato dei beni e del lavoro

Il presente lavoro parte dall’assunto che il grado di apertura di un Paese, di un settore industriale, o più specificatamente di una impresa, dipende in particolare dal grado di efficienza e produttività esibita.
Tra i vari studi economici a riguardo, una parte della letteratura sostiene che la maggiore concorrenza indotta dalla crescente apertura al commercio internazionale sia in grado di stimolare le imprese ad accrescere i propri livelli di produttività.
Di contro, altri economisti, sostengono che gli effetti positivi del commercio internazionale siano legati all’operare di un meccanismo di selezione, in base al quale il maggior livello di concorrenza provoca l’uscita delle imprese meno produttive e, quindi, una redistribuzione di quote di mercato in favore delle imprese più efficienti.
Partendo da questa seconda impostazione, l’obiettivo del presente lavoro sarà quello di analizzare gli effetti dell’integrazione commerciale internazionale sul mercato del lavoro, considerato, quest’ultimo, fondamentale nella determinazione del livello di benessere aggregato. Verranno, quindi, esplicitate le conseguenze reali che il maggiore grado di apertura di una economia ai mercati internazionali può provocare sui lavoratori.
In particolare nella prima parte del lavoro, dopo una breve trattazione del concetto di internazionalizzazione delle imprese, si passeranno in rassegna le principali teorie sul commercio internazionale fino alla trattazione dei modelli più recenti che enfatizzano l’elevata eterogeneità esistente tra le imprese in relazione al loro livello di produttività.
Di seguito si metteranno in evidenza le più importanti caratteristiche a livello di impresa per giungere a delineare i tratti salienti di quelle che riescono ad accedere ai mercati internazionali.
Nel secondo capitolo verrà presentato un modello teorico, che consente di osservare i differenti livelli di produttività delle imprese, al fine di studiare quali possono essere le implicazioni, di una integrazione internazionale dei mercati, sul benessere dei lavoratori che appartengono ad uno stesso skill group e ricevono un salario che dipende proprio dalla produttività dell’impresa.
Nella parte finale del lavoro si integrano le conseguenze di una ulteriore apertura commerciale sui livelli salariali in un modello che, a differenza del precedente, assume che il salario venga determinato attraverso un processo di contrattazione (a livello di impresa) tra unione sindacale e impresa.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro parte dall’assunto che il grado di apertura di un Paese, di un settore industriale, o più specificatamente di una impresa, dipende in particolare dal grado di efficienza e produttività esibita. Tra i vari studi economici a riguardo, una parte della letteratura sostiene che la maggiore concorrenza indotta dalla crescente apertura al commercio internazionale sia in grado di stimolare le imprese ad accrescere i propri livelli di produttività. Di contro, altri economisti, sostengono che gli effetti positivi del commercio internazionale siano legati all’operare di un meccanismo di selezione, in base al quale il maggior livello di concorrenza provoca l’uscita delle imprese meno produttive e, quindi, una redistribuzione di quote di mercato in favore delle imprese più efficienti. Partendo da questa seconda impostazione, l’obiettivo del presente lavoro sarà quello di analizzare gli effetti dell’integrazione commerciale internazionale sul mercato del lavoro, considerato, quest’ultimo, fondamentale nella determinazione del livello di benessere aggregato. Verranno, quindi, esplicitate le conseguenze reali che il maggiore grado di apertura di una economia ai mercati internazionali può provocare sui lavoratori. In particolare nella prima parte del lavoro, dopo una breve trattazione del concetto di internazionalizzazione delle imprese, si passeranno in rassegna le principali teorie sul commercio internazionale fino alla trattazione dei modelli più recenti

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Simone Rosafio Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1290 click dal 25/09/2009.

 

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