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Strategie dell'industria del software: l'impatto dell'Open Source

L’obiettivo della tesi è verificare se l’impatto del software Open Source sull’intera industria informatica possa mettere in discussione, in un’ottica futura, il monopolio nel segmento del software di largo consumo della Microsoft, se questa abbia adottato delle strategie valide per tutelarsi dagli attacchi portatele su più fronti e, in generale, capire verso quale direzione convergerà la produzione futura.
Per giungere alle è stato seguito un percorso logico suddiviso in tre parti.

La prima parte offre una panoramica generale sull’industria del software tradizionale dando risalto ai diversi meccanismi di funzionamento dei tre segmenti di mercato in cui è suddivisa, mostrando quali siano le loro differenze e come essi, ad oggi, tendano a convergere verso un unico modello di business incentrato sull’uso di Internet.
Il segmento industriale su cui si è posta maggiore attenzione è quello del software di massa. In particolare è stato descritto come un’azienda abitualmente sviluppi, commercializzi e distribuisca i prodotti e come questi debbano rispondere a diversi requisiti quali l’usabilità, l’interoperabilità, la sicurezza, l’affidabilità, la testabilità e la flessibilità in diversi contesti. L’azienda di riferimento nel segmento oggetto di studio è la Microsoft, che detiene una quota di mercato di circa il 90 per cento. Si tratta di un’azienda che nel tempo si è distinta attraverso l’utilizzo vincente di un modello di sviluppo basato sulle tre aree strategiche più importanti, ossia: il marketing, le risorse umane e le collaborazioni.

La seconda parte dell’elaborato, dedicata nello specifico al software Open Source, ne evidenzia le caratteristiche principali, i limiti dello sviluppo e della diffusione e descrive i modi in cui si articola il suo particolare modello economico. Esso è considerato da molti operatori del settore informatico come la discontinuità tecnologica capace, negli anni a seguire, di rivoluzionare il futuro dell’intera industria sin dalle sue fondamenta e di porre fine alla dipendenza dal software proprietario come accade oggi. Caratteristica peculiare del software Open Source è l’apertura dei codici sorgenti che favorisce lo studio e l’apporto di modifiche da parte di tutti i programmatori che, collaborando in genere spontaneamente, permettono al prodotto di raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. Alla base di questo modello di sviluppo vi è la struttura stessa di Internet e il ruolo svolto dalle licenze con cui i programmi vengono distribuiti.
Interpretato molto spesso erroneamente come una realtà nata per ostacolare il monopolio della Microsoft nel software di largo consumo e criticato da molti come un modello di sviluppo capace di produrre solamente prodotti di qualità amatoriale, negli ultimi anni il software libero è stato ampiamente rivalutato da aziende e istituzioni.
In particolare, diversi studi hanno cercato di dimostrare la fattibilità di un modello apparentemente irreale dal punto di vista economico, cercando di comprendere le motivazioni delle aziende che in numero sempre maggiore lo scelgono per le proprie attività informatiche. Può sembrare assurdo, infatti, che lo sviluppo di un software basato principalmente sul contributo volontario, possa raggiungere un livello qualitativo professionale e che un’azienda informatica possa trarne profitto.
I fatti però hanno dimostrato una realtà diversa e nel panorama globale del settore informatico, l’Open Source non solo si afferma in maniera sempre più decisa, ma sempre più costituisce una vera e propria alternativa agli standard proprietari per ciò che riguarda diversi aspetti: come modello di business per le aziende che si occupano di software, che possono guadagnare spostando le loro attività dalla vendita dei prodotti ai servizi sui prodotti; per le aziende in genere, che possono utilizzare software gratuiti ottenendo così un abbattimento dei costi dovuto all’eliminazione delle spese per le licenze e gli aggiornamenti; per gli utenti finali, che possono disporre di programmi di qualità; per le pubbliche amministrazioni che possono soddisfare le loro esigenze di indipendenza dai privati e di trasparenza nel trattamento delle informazioni.

La terza parte della tesi è orientata verso un’ottica futura. Si è cercato di valutare, con il supporto di quanto già appreso nelle due parti precedenti e con varie argomentazioni sostenute da articoli e pubblicazioni, quale sia il futuro del segmento e di conseguenza quello della Microsoft, considerata da molti operatori in una fase di declino.
La velocità dell’industria ICT è elevatissima e Internet sta rivoluzionando da anni il modo di fare business, ma il cambiamento è ancora in atto e per questo motivo appare impossibile fornire una visione d’insieme corretta, dal momento che nessuno sa con certezza come evolverà l’industria del settore.

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Parte Prima Strategie competitive dell’industria del software 1 - Introduzione: un mondo dipendente dall’informatica A più di un quarto di secolo dal lancio del primo pacchetto software è difficile immaginare un mondo senza informatica. L’informatica, o “forma codificata del sapere”, regge le sorti dell’attuale economia. Il mercato della conoscenza, e l’industria del software in particolare, produce gran parte dell’odierna ricchezza e delle opportunità di lavoro. Inoltre, in campo industriale, l’informatica ormai guida la crescita economica mondiale insieme ad altri settori come l’energetico, la grande distribuzione alimentare e il comparto farmaceutico. Infatti, essa è protagonista in un’ampia gamma di settori: dagli impianti nucleari alle ricerche di mercato, dalla compravendita di titoli azionari alla gestione dei flussi bancari, dalla telefonia cellulare alla gestione delle amministrazioni pubbliche. Nei 50 anni che seguono la fondazione della prima impresa, l’industria informatica cresce a dismisura, divenendo un gigante di dimensioni planetarie, con fatturati complessivi di migliaia di miliardi di dollari e un tasso annuo di crescita sempre a doppia cifra. Gli altri settori industriali, pur continuando a crescere, lo fanno a ritmi decisamente inferiori. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Orfei Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.