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Lo sviluppo dei mercati petroliferi nel decennio scorso e prospettive future sui prezzi

La storia del petrolio, la crescita e le difficoltà riguardant i mercati petroliferi, le crisi petrolifere connesse alle tensioni geopolitiche mondiali, prospettive future sui prezzi del petrolio.

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4 PREFAZIONE La mia Patria è la terra dei Fenici. Un piccolo lembo di terra non più grande della Regione Friuli Venezia Giulia e del Veneto messi insieme, la Svizzera d’Oriente, come veniva descritta negli anni settanta, ricca di storia, d’arte e di poesia; una delle meraviglie del mondo che non ho mai goduto perché sono nato a pochi mesi dallo scoppio della guerra civile nel 1976. Pochi anni dopo il mio Paese non brillava più di quella luce intensa e penetrante con cui veniva ritratto nelle cartoline, ma si era trasformato in un mucchio di macerie, spento nel cuore e nell’anima e mai come allora pensai di essere nato nel posto giusto ma nel momento sbagliato. La guerra ti cambia la vita. Mentre sei ancora un bambino sei costretto a pensare e a comportarti come un adulto, vieni responsabilizzato a tal punto che dimentichi chi sei veramente, vieni nutrito dalle ideologie di un Paese che lotta per non essere sopraffatto, vieni sconvolto dalla povertà, dalla morte, dall’odio e dalla rabbia e alla fine ti rimane solo un retrogusto amaro di un’infanzia che ha quasi dell’assurdo. La guerra mi ha cambiato la vita. Era il 1982. Avevo sei anni. Era un giorno d’estate e gli israeliani avevano invaso il Libano. Gli aerei bombardavano Beirut, la mia città, senza tregua. L’arsura estiva e la polvere che s’ innalzava per le strade toglieva quasi il respiro. Mi trovavo a casa mia con la mia famiglia e in compagnia di alcuni amici stavamo giocando a carte per esorcizzare la paura che attanagliava le nostre menti. Poco dopo i bombardamenti si intensificarono e fummo costretti ad abbandonare i nostri giochi per trovare riparo nei rifugi. Prima di andarmene salutai i miei amici con un lungo sguardo. Il rombo dirompente degli aerei spezzava il silenzio imposto tra noi e mentre scappavamo via ci urlammo una frase che ancora oggi risuona nella mia mente come una promessa: “rimarremo per sempre amici”. Continuavo a voltarmi indietro mentre mio padre mi tirava per un braccio per portarmi il prima possibile in salvo perché sapeva che da li a poco ci sarebbe stato un bombardamento a tappeto sulla città per soggiogarla. Quando Beirut cadde nelle mani degli israeliani, io e la mia famiglia ci eravamo trasferiti a casa dei miei nonni nel Sud del Libano, sempre sotto il controllo israeliano. Quando le cose si calmarono un po’ tornammo a vivere a Beirut. Da quel giorno mi accorsi che il mondo era cambiato. Il mio mondo era cambiato. Mentre tutti erano indaffarati a contare i danni subiti da quel violento attacco, il mio piccolo sguardo era rivolto a quella solita piazzetta in cui io e i miei amici giocavamo a calcio o a nascondino. I palazzi che la circondavano erano crollati, le macerie erano ovunque e Kamal, il mio migliore amico, non c’era più. Quella piazza era vuota, vuota più che mai. Da quell’angolo angustioso assaporavo la mia nuova realtà che non era fatta più di giochi ma di una forte attrazione nei confronti del mondo e di ciò che ruota intorno ad esso. Avevo meno di otto anni quando iniziai a interessarmi di politica.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Ali Mansour Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2093 click dal 08/09/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.