Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La politica di immigrazione e di asilo nell'Ue contenuta nel programma dell'Aja

Nel corso degli ultimi anni, l’intensa crescita dei flussi migratori verso gli Stati europei e la conseguente partecipazione sempre più rilevante degli stranieri di provenienza non comunitaria allo sviluppo economico e sociale dell’Europa hanno posto l’esigenza di adottare una politica comune europea in materia di immigrazione. L’obiettivo della disciplina europea di contribuire alla creazione effettiva di uno spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, all’interno del quale le persone possano circolare liberamente, fissato con il Trattato di Amsterdam, viene, in seguito, rilanciato dal Consiglio europeo di Tampere nel 1999, in cui si è parlato di prevenzione e contrasto dell’immigrazione clandestina e di una gestione più efficace dei flussi migratori, e dal Consiglio di Laeken nel 2001, durante il quale gli stati partecipanti hanno assunto l’impegno ad adottare una reale politica comune europea in materia di immigrazione ed asilo. Il percorso degli Stati verso la realizzazione di una politica comune europea in materia di immigrazione, prosegue con il Trattato di Nizza, firmato il 26 febbraio 2001 ed entrato in vigore il 1° febbraio 2003. Il “Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa”, il cui testo è stato approvato il 18 giugno 2004, costituisce un’altra importante tappa lungo il difficile cammino verso la realizzazione di una delle più significative manifestazioni dell’integrazione europea. Il trattato, considera la materia immigrazione come uno degli elementi dello “spazio di libertà, sicurezza e giustizia”, previsto nella parte III. In particolare la Costituzione prevede misure volte “a incentivare e sostenere l’azione degli Stati membri al fine di favorire l’integrazione dei cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti nel loro territorio” e afferma, al contempo, il diritto degli Stati di “determinare il volume di ingresso nel loro territorio dei cittadini di paesi terzi” che emigrano per trovare lavoro subordinato o autonomo. Le ambizioni espresse nel Trattato Costituzionale sono rafforzate dal cosiddetto Programma dell'Aja. Il piano, approvato durante il Consiglio europeo di Bruxelles del 4-5 novembre 2004, contempla tutti gli aspetti delle politiche connesse allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia: diritti fondamentali e cittadinanza, asilo e migrazione, gestione delle frontiere, integrazione, lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, cooperazione in materia giudiziaria e di polizia e diritto civile. Nell’ambito dello sviluppo delle politiche comuni su asilo, migrazioni e controllo delle frontiere, i principi di base sono stati individuati nella giusta condivisione di responsabilità fra gli Stati membri, nello scambio di informazioni, di assistenza e di competenze e, più in generale, in una maggiore cooperazione fra i Paesi comunitari. Secondo il Programma dell’Aja dell’Ue continua a sostenere una piena integrazione dei cittadini provenienti da Paesi terzi e residenti legalmente nei territori comunitari cercando di eliminare forme di esclusione o di discriminazione. Su invito del Consiglio europeo, la Commissione, nel giugno 2005, ha adottato il Piano d'Azione che traduce in misure concrete gli obiettivi del Programma e propone una tabella di marcia precisa per la loro realizzazione. Questo Piano di 5 anni definisce misure concrete per rafforzare la sicurezza dei cittadini, per combattere il terrorismo, per rafforzare i confini esterni dell’Unione, per combattere contro la droga, il traffico di esseri umani e il crimine organizzato, oltre a stabilire misure per salvaguardare i diritti fondamentali, aumentare la cooperazione giudiziaria e agevolare l’accesso alla giustizia in tutta l’Unione; propone, inoltre, una politica comune in materia di immigrazione. Il rafforzamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, obiettivo di queste normative, costituisce una tappa essenziale per garantire comunità sicure, reciproca fiducia e Stato di diritto in tutta l'Unione.

Mostra/Nascondi contenuto.
1    INTRODUZIONE Nel corso degli ultimi anni, l’intensa crescita dei flussi migratori verso gli Stati europei e la conseguente partecipazione sempre più rilevante degli stranieri di provenienza non comunitaria allo sviluppo economico e sociale dell’Europa hanno posto l’esigenza di adottare una politica comune europea in materia di immigrazione. L’obiettivo della disciplina europea di contribuire alla creazione effettiva di uno spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, all’interno del quale le persone possano circolare liberamente, fissato con il Trattato di Amsterdam, viene, in seguito, rilanciato dal Consiglio europeo di Tampere nel 1999, in cui si è parlato di prevenzione e contrasto dell’immigrazione clandestina e di una gestione più efficace dei flussi migratori, e dal Consiglio di Laeken nel 2001, durante il quale gli stati partecipanti hanno assunto l’impegno ad adottare una reale politica comune europea in materia di immigrazione ed asilo. Il percorso degli Stati verso la realizzazione di una politica comune europea in materia di immigrazione, prosegue con il Trattato di Nizza, firmato il 26 febbraio 2001 ed entrato in vigore il 1° febbraio 2003. Il “Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa”, il cui testo è stato approvato il 18 giugno 2004, costituisce un’altra importante tappa lungo il

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Maria Assunta Caputo Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1411 click dal 11/09/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.