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Vedere come Basquiat

Intento di questo scritto vuole essere quello di poter vedere come Basquiat, guardando le sue opere, partecipando alle sue opere, cercando di coglierne la bellezza nel particolare, con pazienza, con différances.
La superficie di Basquiat verrà analizzata (vista) attraverso alcune opere scelte arbitrariamente, ma con il solo intento di rendere visibili gli argomenti proposti.
L’eterno ritorno di Basquiat, il rinvenimento di quell’attimo assoluto in cui passato e presente si disintegrano attraverso un atto di volontà.
Supporto teorico di un’analisi senza alcuna velleità conoscitiva, verrà identificato nel lavoro di Adorno, nelle speculazioni di Wittgenstein, nelle costruttive decostruzioni di Derrida, senza tralasciare qualsivoglia riferimento che corrobori l’ipotesi da sostenere: vedere come Basquiat, entrare negli occhi di Basquiat, ricollocare le sue figure tra i prodotti dell’arte non solo per l’inusuale modo di comunicare che contengono, ma grazie al rinvenimento di quella peculiarità che, a mio avviso, sola caratterizza un’opera d’arte: il far pensare in generale.
Verranno riportate in ordine sparso, secondo personale memoria, le comuni verità riferite alla produzione artistica e al personaggio Basquiat. Ritagli di giornale, pagine di cataloghi, memoria visiva di personali visite a mostre dell’artista proveranno a svelare il luogo comune dell’interpretazione. Uomo del suo tempo, genio imberbe e ribelle, Basquiat viene raffigurato come icona involontaria di un decennio, quello degli ottanta americani.
Quanto la definizione di un genere artistico può influenzare la riflessione in merito al (ai) significato\i di un’opera? Quanto il racconto della vita dell’artista può essere determinante? Quanto il gossip può interferire con il percorso analitico?
La sorpresa sarà il non ritrovarlo in nessuna delle voci che raccontano di lui.

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3 Introduzione Il primo africano contemporaneo. Jean-Michel Basquiat rappresenta senza dubbio uno dei fenomeni piø straordinari della pittura degli ultimi anni del secolo scorso. Nato a New York, di origini afro-americane, Basquiat fa della sua negritudine un motivo di diversit e di r ibellione non solo nel rinnovamento del linguaggio espressivo ma anche nella spettacolarizzazione degli stimoli che la metropoli offriva, utilizzandone gli spazi per urlare il disagio e lo smarrimento esistenziale di un intera generazione. La transavanguardia (intesa come attitudine e non come movimento) prendendo atto della catastrofe semantica dei linguaggi dell arte e delle relative ideologie, sposta l immagine in un rapporto tra turbolenza e serenit , tra dramma e commedia, tra mito e quotidi ano, tra tragedia e ironia, in una condizione di maggiore apertura e libert espressiva, fuori da qualsiasi inibizione e progetto. Basquiat si inserisce in questa temperie, lasciando viaggiare l immagine fuori da qualsiasi interrogazione, circa la sua provenienza e direzione, secondo derive di piacere che ristabiliscono anche il primato dell intensit dell opera su quell o della tecnica1. Intento di questo scritto vuole essere quello di poter Vedere Come Basquiat, guardando le sue opere, partecipando alle sue opere, cercando di coglierne la bellezza nel particolare, con pazienza, con diffØrances. 1 Achille Bonito Oliva, L ombra dell arte nella vita breve di Basquiat , in Jean-Michel Basquiat, Skira, Ginevra-Milano 2005, p.26

Tesi di Master

Autore: Sara Matetich Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3088 click dal 17/09/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.