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Vantaggi e problematiche di un'economia all'idrogeno

La mia tesi propone inizialmente un'analisi della società moderna basata sull'utilizzo del petrolio come fonte di energia; nella seconda parte invece mi soffermerò a parlare delle fonti di energia rinnovabile con una particolare attenzione all'idrogeno, tema centrale del mio lavoro.

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3 ANALISI DELLA SOCIETA’ MODERNA BASATA SUL PETROLIO L’energia ha da sempre avuto un’importanza fondamentale nella formazione e nel progresso delle società, al punto che gli antropologi affermano che lo stato di avanzamento di questa può essere adeguatamente misurato dalla quantità di energia consumata pro-capite. L’era moderna è stata resa possibile dallo sfruttamento dell’energia contenuta nei depositi di combustibili fossili: petrolio, carbone e gas naturale coprono, infatti, circa l’85% del fabbisogno energetico mondiale. Il petrolio fu trovato per la prima volta nel 1859: era iniziata l’età dell’oro nero. Nel 1868 John Rockefeller fondò la Standard Oil Company Of Pennsylvania e capì subito che per avere successo nel settore petrolifero non bastava controllare i pozzi, ma era necessario possedere anche le raffinerie, controllare il trasporto e la commercializzazione del prodotto finito; iniziò poi ad acquistare anche giacimenti, con l’idea di integrare verticalmente ogni aspetto della produzione. Le società petrolifere che si costituirono in seguito seguirono questo modello. Il loro alto grado di integrazione era, ed è, reso necessario dall’elevata incertezza dell’attività estrattiva, dagli ingenti investimenti necessari e dall’importanza che assume in questo settore il coordinamento fra le varie fasi della catena produttiva e distributiva. Nei primi anni del Novecento, due eventi portarono il petrolio al centro della vita americana e fecero proprio dell’America il più potente paese al mondo: il primo fu l’invenzione del motore a combustione interna, il secondo fu il ruolo giocato dal petrolio nella seconda guerra mondiale. L’automobile unì la campagna alla città e diffuse la cultura suburbana, ma soprattutto accelerò il ritmo della vita, facendo della velocità e dell’efficienza le più acclamate virtù della nostra epoca. Le due guerre mondiali convinsero poi i politici della sua importanza strategica negli affari internazionali. Le poche società che oggi controllano il flusso dell’energia sono in grado di dettare i termini dell’attività svolta da tutte le altre aziende che vi partecipano. L’infrastruttura ultracentralizzata imposta dal petrolio ha inevitabilmente fatto fiorire imprese su linee analoghe. In un’economia sempre più controllata, tanto all’interno quanto a livello globale, da un ristretto numero di grandi aziende, in tutti i settori e in ogni campo, le società energetiche si collocano al vertice della piramide, in quanto dispensatrici di ciò che rende possibile l’attività economica stessa. Il processo di concentrazione del potere economico e commerciale mondiale nelle mani di poche aziende continua ad avanzare: nei primi anni del XXI secolo molti settori fondamentali sono dominati da meno di 10 società globali. Il problema è che un potere più concentrato e centralizzato in poche istituzioni, ha sempre significato anche una minor flessibilità nel rispondere a nuove sfide e una maggior vulnerabilità rispetto ai pericoli esterni e interni. La nostra infrastruttura basata sui combustibili fossili presenta, lungo le giunture, diversi punti deboli: se in uno di questi si dovesse creare un ostacolo al flusso d’energia per un lungo periodo di tempo, il sistema ne risulterebbe gravemente menomato. Nella nostra architettura sociale contemporanea i punti deboli sono: un sistema agricolo basato sulla petrolchimica; la densità della popolazione urbana; un sistema di trasporto fondato sui combustibili fossili; una rete elettrica, il “sistema nervoso centrale”, che fornisce luce, calore e reti di telecomunicazioni indispensabili per coordinare il funzionamento dei sottosistemi che costituiscono la società nel suo complesso. Ognuno di questi punti vitali esiste solo grazie alla continuità del flusso di greggio e, in misura minore, di gas naturale e carbone. In conclusione, siamo completamente dipendenti dal petrolio e dagli altri combustibili fossili.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Davide Tocchi Contatta »

Composta da 25 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.