Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Letteratura odeporica, estetica del paesaggio e loro declinazioni al femminile nelle Lettere Scandinave di Mary Wollstonecraft

Il presente lavoro è stato strutturato in tre corposi capitoli, i primi due dei quali tracciano, in maniera propedeutica, il contesto generale alla luce del quale verrà esaminata una paradigmatica esperienza tardo-settecentesca di viaggio al femminile, l’opera odeporica di Mary Wollstonecraft "A Short Residence in Sweden, Norway and Denmark" (1796).
Nello specifico, nel primo capitolo si è voluto rintracciare un’evoluzione nella concezione del viaggio e nella figura del viaggiatore, alla luce degli sviluppi delle correnti ideologiche che pervadono la compagine culturale compresa tra gli albori del Settecento e i primi dell’Ottocento. Nel secondo capitolo, considerata la posizione di rilievo occupata dalla contemplazione estetica del paesaggio nella dimensione tardo-settecentesca dell’iter, ho esaminato gli ideali estetici del pittoresco e del sublime, con particolare riferimento anche alle loro implicazioni socio-politiche.
Alla luce di tutto ciò segue l’approfondita analisi dell’avventura scandinava di Mary Wollstonecraft, indagine che mi ha permesso di mostrare l’affiorare sia del suo liberalismo e femminismo illuminista, sia della sua sensibilità sentimentale e preromantica.
Nella parte conclusiva, una volta indagata in essa la liminalità della donna nella sfera dell’iter sin dalle più antiche attestazioni della cultura greca, ognuno dei quattro principali aspetti attorno a cui ho concentrato l’analisi dell’esperienza dell’autrice –vale a dire la figura tipologica di viaggiatrice, il resoconto odeporico, la percezione del paesaggio e l’approccio all’Altro– è stato rapportato a generali paradigmi in cui ho cercato di racchiudere le settecentesche esperienze di viaggio al femminile, sulla base di linee di tendenza ricorrenti e, talora, anche di significativi assunti psicoanalitici. Degno di menzione è, ad esempio, l’accostamento delle esperienze sublimi della Wollstonecraft al cosiddetto “horizontal sublime”, paradigma che, formulato per connotare modalità relazionali femminili nelle dinamiche spaziali, è segnato dall’espansione del soggetto estetico verso la molteplicità degli elementi esterni, anziché teso ad imporre su di essi la propria egocentrica supremazia, tendenza, quest’ultima, che può essere espressa in termini di “vertical sublime” e che, secondo teorie psicoanalitiche, è vista più connaturata ad esperienze maschili.
(Per un più puntuale excursus relativo ai contenuti trattati nella tesi, si veda l’Introduzione nel Preview).

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Si è provveduto a strutturare il presente lavoro dal titolo Letteratura odeporica, estetica del paesaggio e loro declinazioni al femminile nelle lettere scandinave di Mary Wollstonecraft in tre corposi capitoli, i primi due dei quali sono volti, in maniera propedeutica, a preparare il terreno all’analisi dell’opera epistolare A Short Residence in Sweden, Norway and Denmark (SRSND, 1796) di Mary Wollstonecraft. Specificamente, nel primo capitolo si è voluto rintracciare un’evoluzione nella concezione del viaggio e nella figura del viaggiatore, alla luce degli sviluppi delle correnti ideologiche che pervadono la compagine culturale compresa tra gli albori del Settecento e i primi dell’Ottocento. Pur rifiutandomi di stabilire categorizzazioni troppo rigidamente definite e pur riconoscendo una certa permeabilità di confini tra i vari orientamenti culturali ed artistici dell’arco temporale esaminato, ho individuato quattro sostanziali tipologie di travellers, due riconducibili al movimento di pensiero illuminista e le restanti due alla corrente culturale preromantica. Prima di procedere a questa individuazione, ho indagato le ragioni che fanno del Settecento “the Golden Age of Travel” alla luce di trasformazioni storiche, del successo di postulati filosofici dell’etica illuminista di pensatori quali Hume e Shaftesbury, nonché dell’influsso di retaggi ideologici risalenti alla cultura rinascimentale e all’empirismo filosofico seicentesco di origine baconiana. Concentrandomi maggiormente su concezioni proprie della cultura dei Lumi, sono poi giunta a definire i tratti delle figure tipologiche dei globetrotters permeati di tale cultura, come quella, volendo addurre un esempio, designata con l’attributo di “philosophical traveller”. Lo spirito cosmopolita, enciclopedico, pragmatico e razionalistico della temperie illuminista determina infatti nei viaggiatori del periodo la diffusa propensione a ricercare, secondo un’attitudine indagatrice ed inquisitiva volta a sottoporre ogni osservazione allo scrutinio della ragione, un’ampia poliedricità di utili

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Sara Fortunati Contatta »

Composta da 195 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4202 click dal 22/09/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.