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La comunicazione via SMS: un ritorno alla scrittura nell'era dell'oralità

L’avvento della telefonia mobile ha profondamente modificato il nostro modo di interagire e comunicare: a quanti di noi è capitato di ascoltare involontariamente una telefonata altrui, di provare una sensazione di fastidio per l’uso talvolta indiscriminato del telefono cellulare o di imbattersi in qualcuno che sorride ad un display illuminato? Queste situazioni rientrano oggigiorno nella normalità.
Lo scopo di questa tesi è stato quindi quello di analizzare la crescita di questo fenomeno da diversi punti di vista, partendo da un excursus storico che indaga l’evoluzione della comunicazione nel corso dei secoli, fino ad arrivare alla situazione attuale.
Particolare attenzione è stata posta su una modalità comunicativa che ha letteralmente conquistato le generazioni più giovani: l’invio dei messaggi, talmente diffuso da permetterci di parlare di un ritorno alla scrittura in un ambiente mediale dove prevale nettamente l’oralità. Allo stesso tempo un’analisi approfondita di un corpus di SMS mi ha permesso di individuare le caratteristiche di un linguaggio particolare, con delle caratteristiche proprie, talvolta difficilmente comprensibile per chi non ne fa uso: nei messaggi si trovano espressioni che imitano il parlato faccia a faccia, parole straniere, abbreviazioni, acronimi, simboli matematici, chiocciole, emoticons ed espressioni dialettali. La forma non conta, l’importante è che il destinatario ne afferri il contenuto.

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7 Introduzione L’idea di occuparmi della telefonia mobile è nata quasi per caso e in seguito a delle osservazioni personali. Da qualche anno il telefono cellulare è entrato nella mia vita: mi ha accompagnata nella mia prima, vera esperienza lontana da casa e sin dall’inizio ho assaporato la felicità nel ricevere qualche telefonata e soprattutto qualche messaggio da chi mi pensava. Molte volte ho atteso l’arrivo di un SMS, ho guardato e riguardato quella piccola busta, fantasticando sul mittente, su cosa poteva contenere e una volta aperta… a volte ho riso, altre volte mi sono fermata a riflettere e rileggere quelle parole, altre volte mi sono arrabbiata, talvolta non ho saputo trattenere la gioia… I primi tempi lo utilizzavo poco e lo tenevo spesso spento, oggi invece, come molti altri miei coetanei lo utilizzo abitualmente per telefonare e inviare messaggi e lo porto sempre con me, arrivando talvolta ad odiarlo. Più di una volta, tra amici, ci siamo fermati a pensare alle nostre vite prima dell’acquisto del telefonino, quando gli unici recapiti erano l’indirizzo e il numero di telefono di casa. Le altre motivazioni che mi hanno spinta ad approfondire l’argomento derivano invece dalla realtà che ci circonda: sempre più spesso si sente parlare del telefonino e l’argomento è affrontato in ambiti e secondo ottiche diverse, passando dalla medicina alla sociologia e interessando anche l’ambito linguistico. Talvolta il telefonino è oggetto di critiche, altre volte se ne esaltano i vantaggi: rimane il fatto che ormai questo strumento è diventato una costante nelle nostre vite e a tutti sarà sicuramente capitato di imbattersi in una persona che lo stava utilizzando per la strada, o di ascoltare involontariamente una telefonata, di provare una sensazione di fastidio per l’uso indiscriminato o di vedere qualcuno che sorrideva ad un display illuminato. Queste piccole riflessioni hanno suscitato in me un pizzico di curiosità che ho pensato di soddisfare tuffandomi a capofitto in quella che è diventata la mia tesi di laurea. L’argomento è stato approfondito da più punti di vista e per meglio capire l’influenza dei mezzi di comunicazione sul nostro modo di agire, pensare, organizzarci, stare insieme è stato necessario un salto nel tempo e il ripercorrere delle tappe fondamentali della nostra storia.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Sara Dapor Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3540 click dal 24/09/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.