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Lo sviluppo del pianto

Il pianto è la prima e la più saliente vocalizzazione infantile. Dalla nascita, esso annuncia la presenza di un nuovo essere umano con qualità e bisogni ancora da scoprire e da modificare attraverso le interazioni con gli altri. Da questo momento il pianto gioca un ruolo centrale sia nell’espressione dei neonati di queste qualità e bisogni e sia nell’abilità del caretaker di rispondere ad esso.
Nel primo capitolo del mio lavoro ho trattato alcuni aspetti che caratterizzano il pianto, sia da un punto di vista prettamente psicologico che biologico. Ho in seguito riportato quattro interessanti ricerche (C. Lenti e D. Lenti Boero, 1993; E. Seifritz et al., 2003; Malla Rao et al., 2004; J. Gingras, 2005) che sono state condotte su questo argomento.
Nel secondo capitolo sono definiti i parametri per comprendere le diverse tipologie di pianto, successivamente illustrate.
Approccio clinico, evolutivo e sociale al pianto vengono descritti nel terzo capitolo. Il primo approccio considera il pianto un sintomo della presenza di una malattia e in particolare ho approfondito il pianto da coliche, descrivendo le possibili cause e i possibili trattamenti. Per quanto concerne l’approccio evolutivo, ho descritto i pattern evolutivi e giornalieri che caratterizzano il pianto nel primo anno di vita. Infine ho dato una lettura sociale del pianto, evidenziando come esso sia un comportamento che si manifesta all’interno del processo interattivo genitore - bambino.
Il quarto capitolo è dedicato all’analisi della componente cognitiva e di quella comportamentale in reazione al dolore fisico in età pediatrica.
L’ultimo capitolo approfondisce la depressione post - partum, quando questa può essere scatenata dal pianto del neonato.

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1 Introduzione Il pianto è la prima e la più saliente vocalizzazione infantile. Dalla nascita, esso annuncia la presenza di un nuovo essere umano con qualità e bisogni ancora da scoprire e da modificare attraverso le interazioni con gli altri. Da questo momento il pianto gioca un ruolo centrale sia nell’espressione dei neonati di queste qualità e bisogni e sia nell’abilità del caretaker di rispondere ad esso. Nel primo capitolo del mio lavoro ho trattato alcuni aspetti che caratterizzano il pianto, sia da un punto di vista prettamente psicologico che biologico. Ho in seguito riportato quattro interessanti ricerche (C. Lenti e D. Lenti Boero, 1993; E. Seifritz et al., 2003; Malla Rao et al., 2004; J. Gingras, 2005) che sono state condotte su questo argomento. Nel secondo capitolo sono definiti i parametri per comprendere le diverse tipologie di pianto, successivamente illustrate. Approccio clinico, evolutivo e sociale al pianto vengono descritti nel terzo capitolo. Il primo approccio considera il pianto un sintomo della presenza di una malattia e in particolare ho approfondito il pianto da coliche, descrivendo le possibili cause e i possibili trattamenti. Per quanto concerne l’approccio evolutivo, ho descritto i pattern evolutivi e giornalieri che caratterizzano il pianto nel primo anno di vita. Infine ho dato una lettura sociale del pianto, evidenziando come esso sia un comportamento che si manifesta all’interno del processo interattivo genitore - bambino. Il quarto capitolo è dedicato all’analisi della componente cognitiva e di quella comportamentale in reazione al dolore fisico in età pediatrica. L’ultimo capitolo approfondisce la depressione post - partum, quando questa può essere scatenata dal pianto del neonato.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Alessia Lioia Contatta »

Composta da 28 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2089 click dal 24/09/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.