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Le misure di difesa commerciale dell'Unione europea: i dazi antidumping nei rapporti con gli Stati Uniti

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Sani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Adelina Adinolfi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 219

Nel campo della tutela degli scambi commerciali, nonostante gli accordi e gli impegni assunti dai governi dei vari paesi, il protezionismo è una realtà che si sta nuovamente e prepotentemente affermando sulla scena mondiale. Sulla carta quasi tutte le barriere al commercio sono state dichiarate fuorilegge o indesiderabili, se non ampiamente giustificate da ragioni di squilibri interni o fenomeni imprevedibili, ma nella realtà sono molti gli operatori che ricorrono alle autorità nazionali con lo scopo di ottenere maggiori garanzie protezionistiche per il proprio prodotto ed il proprio mercato.
Questa situazione risulta ancor più preoccupante se inquadrata in una crisi economica e finanziaria, quale quella che stiamo attraversando, che invoglia ciascun Paese ad adottare misure dirette a proteggere il mercato interno. Possiamo, infatti far riferimento al “Buy American”, una legge emanata nel 1933 dal parlamento statunitense ed ancora in vigore, tornata attuale in quanto inserita nel piano dell’amministrazione Obama allo scopo di proteggere le imprese manifatturiere nazionali, limitando l'acquisto di prodotti finiti stranieri per commesse pubbliche all'interno del territorio nazionale.
Non è la prima volta, però, che il commercio internazionale si trova a fare i conti con il fenomeno del protezionismo. Già nel 1929, data di inizio della “Grande crisi” scoppiata negli Stati Uniti e poi diffusasi presto in tutta l’Europa, ha preso avvio un periodo caratterizzato da protezionismo economico e dall’intervento unilaterale dello Stato nelle relazioni economiche internazionali. Basta, in tal caso, ricordare lo Smoot-Hawley Tariff Act del 1930, un provvedimento statunitense che, introdotto nell’intento di salvaguardare il mercato americano, non ha fatto altro che aggravare la crisi ed espanderla a livello globale.
La tesi è articolata in 4 capitoli. Il primo di questi riguarda l'ambito più generale della politica commerciale comune europea, all'interno del quale vi è un paragrafo dedicato al protezionismo, in particolare riferito alla crisi economica e finanziaria attuale. Vengono poi analizzate le diverse misure di difesa commerciale che possono essere attuate dai paesi europei. Il secondo capitolo è invece focalizzato sul fenomeno del "dumping", attraverso un'analisi dell'evoluzione della disciplina, a partire dal GATT del 1947 fino alla normatva attuale (OMC). Molto interessante il terzo capitolo, nel quale viene affrtontato il problema delle scelte fatte dagli Stati Uniti in ambito commerciale, fin dal 1929, e le conseguenze che queste hanno avuto sugli altri Paesi. Nel capitolo finale viene messa in evidenza la normativa comunitaria antidumping, dal regolamento del 1968 ad oggi con un confronto tra quest'ultima e la normativa a livello internazionale dell'OMC.
C'è infine la valutazione di un caso pratico, accompagnato dall'analisi di un regolamento del 2009 istitutivo di un dazio antidumping nei confronti degli Stati Uniti.

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Le misure di difesa commerciale dell’Unione europea: i dazi antidumping nei rapporti con gli Stati Uniti   INTRODUZIONE Come è noto l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America sono le due potenze economiche mondiali più grandi. Insieme contano per circa la metà dell’intera economia mondiale. I loro rapporti bilaterali, in campo commerciale e finanziario, sono perciò i maggiori a livello internazionale. Da questa considerazione, si può capire come esse abbiano uguale interesse nel creare strategie comuni, dirette a favorire uno sviluppo economico mondiale armonico ed in particolare a promuovere la stabilità del sistema degli scambi internazionali di merci come pure l’integrazione dei Paesi in transizione e quelli in via di sviluppo all’interno del sistema stesso. E’ per questo motivo che le due potenze mostrano un forte impegno, sia a livello bilaterale che multilaterale, anche all’interno di organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione Mondiale del Commercio, al fine di risolvere le più spinose questioni giuridiche e rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla creazione di un mercato globale, nel quale tutti gli operatori economici hanno pari opportunità e capacità di azione. E’ in questo scenario che intende inserirsi il mio studio. Infatti, oltre agli impegni ufficiali ed ai passi avanti già compiuti, moltissimo resta da fare, soprattutto nel campo della tutela degli scambi commerciali. Il protezionismo, nonostante gli accordi e gli impegni presi dai governi dei vari paesi, è una realtà che si sta nuovamente e prepotentemente affermando sulla scena mondiale. Sulla carta quasi tutte le barriere al commercio sono state dichiarate fuorilegge o 6   

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