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Rubens in Italia (1600 - 1608). La ritrattistica.

La tesi prende in esame la ritrattistica prodotta dall'artista fiammingo Peter Paul Rubens durante il soggiorno in Italia (1600 - 1608), ponendo particolare attenzione al contesto socio-culturale in cui si trovò ad operare il pittore: i committenti, gli artisti, gli intellettuali con cui entrò in contatto e l'influenza decisiva che ebbe lo studio dell'arte italiana sul colore e sul disegno rubensiani.

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1 CAPITOLO PRIMO Gli anni italiani di Rubens: gli incontri, i viaggi, i committenti 1.1 Alla scoperta del Bel Paese “Ma quando corse voce che era bravo pressoché quanto il maestro, Peter Paul fu colto dal desiderio di visitare l’Italia e vedere in prima persona le più famose opere d’arte, antiche e moderne, e di formare la propria arte sull’esempio di quei modelli.”: così motiva la partenza per il Bel Paese il nipote di Rubens, Philip, nella vita in latino pubblicata per la prima volta nel 1837 dal Barone di Reiffenberg 1 . Il maestro in questione è Otto Venius (Leida 1556 – Bruxelles 1629), nome latinizzato di Otto van Veen, italianisant che aveva effettivamente trascorso cinque anni nella penisola, dove aveva conosciuto Federico Zuccari ed era rimasto particolarmente affascinato dallo studio del Correggio; fu il terzo e ultimo maestro di Rubens – il primo era stato Tobias Verhaecht (Anversa 1561 – 1631), pittore di paesaggi, da cui aveva appreso i primi rudimenti del mestiere, come la tecnica a velature, per poi entrare successivamente nella bottega di Adam van Noort (Anversa 1561 – 1641), pittore di storie, che trasmise all’allievo le nozioni basilari per la padronanza delle figure di grandi dimensioni 2 - da cui il giovane apprendista derivò “il senso della composizione, forse la bellezza dei colori e 1 Lind 1946, pp. 37-38 (trad. it. a cura dello scrivente); cfr. Piles 1667, pp. 125-140. 2 Jaffé 1977, ed. 1984, pp. 16-17; Pilo 1990, p. 30.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Maria Ferraioli Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.