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Proprietà intellettuale e diritti fondamentali: conflitto o coordinamento?

È ancora valida la costruzione classica, accettata unanimemente da giurisprudenza e dottrina, secondo cui non vi è conflitto fra diritti di proprietà intellettuale e diritti fondamentali? È ancora vero che la libertà di espressione è incorporata nella copyright law attraverso il suo sistema di eccezioni e limitazioni? Davvero il diritto di brevetto è strumento unico e necessario attraverso cui garantire il diritto alla salute o la food security, perché l’unico in grado di incentivare la ricerca senza frenare la concorrenza? Oppure i diritti di proprietà intellettuale interferiscono con i diritti fondamentali e necessitano di una limitazione esterna alla proprietà intellettuale stessa? I diritti di proprietà intellettuale, da strumenti di protezione di autori ed inventori, si sono sempre più trasformati in strumenti di protezione degli investimenti. Il focus della protezione si è spostato dall’autore/inventore all’investitore, cioè all’impresa, perdendo così di vista la tutela del creativo inteso come persona fisica. In questo contesto, non può più essere invocata la teoria del coordinamento, come ci occupiamo di dimostrare in concreto trattando delle interferenze fra proprietà intellettuale e 1) libertà di espressione; 2) diritto alla salute; 3) diritto al cibo.

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1 INTRODUZIONE PREMESSA: OGGETTO DEI LAVORI E METODO Il nostro lavoro si apre con una domanda e tenta di chiudersi con una risposta. È ancora valida la costruzione classica secondo cui non vi è conflitto fra diritti di proprietà intellettuale e diritti fondamentali? È ancora vero che la libertà di espressione è incorporata nella copyright law attraverso il suo sistema di eccezioni e limitazioni? Davvero il diritto di brevetto è strumento unico e necessario attraverso cui garantire il diritto alla salute o la food security, perché l’unico in grado di incentivare la ricerca senza frenare la concorrenza? Oppure i diritti di proprietà intellettuale interferiscono con i diritti fondamentali e necessitano di una limitazione esterna alla proprietà intellettuale stessa? I diritti di proprietà intellettuale sono riconosciuti come diritti fondamentali dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 e dal Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali. Ma quei diritti di proprietà intellettuale, consacrati ad un così alto livello, sono gli stessi diritti di proprietà intellettuale che gli ordinamenti giuridici riconoscono oggi? Ad una risposta si può approdare attraverso un’analisi dell’evoluzione della proprietà intellettuale nel corso degli ultimi decenni. I diritti di proprietà intellettuale, da strumenti di protezione di autori ed inventori, si sono sempre più trasformati in strumenti di protezione degli investimenti. Il focus della protezione si è spostato dall’autore/inventore all’investitore, cioè all’impresa, perdendo così di vista la tutela del creativo inteso come persona fisica. Tale shift ha poi sconvolto il delicato equilibrio fra protezione ed accesso al contenuto creativo, determinando una serie di distorsioni nella concorrenzialità del mercato capaci di riversarsi sulla tutela dei diritti fondamentali. Il definitivo sradicamento dei diritti di proprietà

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Cassinelli Contatta »

Composta da 331 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4586 click dal 25/09/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.