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Caratterizzazione e lavorabilità per estrusione e stampaggio ad iniezione di PLA

Nel presente lavoro di tesi si è effettuata la caratterizzazione di campioni di acido polilattico puro e di acido polilattico additivato con due differenti modificatori di impatto: Sukano e Polyone.
È stato inoltre condotto uno studio sull’effetto che vari tipi di lavorazione sortiscono sulle proprietà dell’acido polilattico puro e delle miscele contenenti i modificatori. Infine si è scelto di effettuare la caratterizzazione di una miscela di acido polilattico contenente entrambi i modificatori preparando campioni a diverse lavorazioni.

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INTRODUZIONE E SCOPO DELLA TESI __________________________________________________________________________ 1 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE E SCOPO DELLA TESI 1.1 Introduzione L’interesse corrente legato ai biopolimeri (BP), cioè ai polimeri biodegradabili e/o provenienti da fonti rinnovabili, riguarda ormai la maggior parte delle nazioni del nostro pianeta e trae origine dalla volontà di porre un freno al degrado ambientale terrestre. Questo cambiamento che sta lentamente prendendo piede, si manifesta non solo ai produttori, ai trasformatori e ai fornitori di materia prima, bensì anche ai consumatori. Nella sola Europa (soprattutto Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Germania, Italia) un esempio su tutti riguarda i sacchi: le classiche sporte di plastica sono sostituite sempre più spesso, o verranno per legge sostituite a partire dai prossimi anni, da sacchetti per la spesa realizzati in materiale biodegradabile. Uno dei maggiori ostacoli all’uso diffuso delle bioplastiche è rappresentato dagli elevati costi legati alla produzione. Oggi il mercato dei biopolimeri è un mercato di nicchia, principalmente ristretto al mercato dell’imballaggio e dell’agricoltura e può essere valutato attorno allo 0.3  0.4% del consumo totale delle materie plastiche [1]. L’European Bioplastics Association (che è l’associazione europea che rappresenta la manifattura industriale e i consumatori di bioplastiche e polimeri biodegradabili [2]) stima che la capacità di produzione globale delle bioplastiche aumenterà dalle circa 260000 ton del 2007 a 1500000 ton previste per il 2011. Nella Fig. 1.1 sono diagrammate tali previsioni, evidenziando i contributi delle tre tipologie a cui si riconducono tutti i biopolimeri: • polimeri di origine sintetica e biodegradabili • polimeri provenienti da fonti rinnovabili (polimeri biochimici) non biodegradabili • polimeri provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili [3].

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Filippo Mirabella Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.