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La responsabilità sociale delle imprese: solo moda o qualcosa di più concreto?

La tesi, nel primo e secondo capitolo, vuole essere un contributo alla conoscenza dei cambiamenti degli obiettivi dell’impresa e delle sue necessità, e dei cambiamenti sociali in atto, sia nei consumi che nel consumatore,nel suo nuovo ruolo di cittadino.
Ho voluto, infatti, cercare di approfondire innanzitutto la nuova realtà economica e sociale, che costituisce la “molla” più rilevante dell’accresciuta consapevolezza, da parte delle imprese, del loro nuovo ruolo non puramente economico.
Le imprese, all’interno della visione strategica, hanno iniziato ad integrare preoccupazioni di natura etica.
Si tratta di un concetto innovativo e controverso, espresso per la prima volta nel 1984 da R. Edward Freeman, nel suo saggio "Strategic Management: a Stakeholder Approach.
Nel terzo e quarto capitolo troviamo infatti una dettagliata esposizione dei concetti di responsabilità sociale d’impresa e di cause related marketing.
Un'impresa che adotti un comportamento socialmente responsabile, monitorando e rispondendo alle attese economiche, ambientali, sociali di tutti i portatori di interesse (stakeholder) coglie anche l'obiettivo di conseguire un vantaggio competitivo e massimizzare i ritorni di lungo periodo. All’interno del mercato globale e locale, le imprese non hanno, infatti, un’esistenza a sé stante, ma sono enti che vivono e agiscono in un tessuto sociale che comprende vari soggetti, tra cui spicca sicuramente una società civile molto attenta all’operato imprenditoriale.
Proprio per questo le aziende, in tutto il mondo, hanno creato dei programmi atti a promuovere un prodotto o un servizio abbinandolo al marchio di un’organizzazione nonprofit: il cosiddetto Cause related marketing.
L’ltalia presenta un patrimonio di esperienze di CRM assai significativo. Dalle prime esperienze della seconda metà degli anni '80, sono ormai alcune centinaia le imprese che hanno formulato e realizzato strategie di marketing con cui hanno perseguito obiettivi commerciali fornendo al tempo stesso un contributo, economico e non, a una causa sociale.
Tra le varie campagne, Art to Heart: Max&Co e Keith Haring per Anlaids, l’anno scorso si è distinta per l’originalità e l’importante contributo alla realizzazione di due importanti progetti Anlaids in Rwanda, tramite la vendita di t-shirt, felpe e accessori, raffiguranti i celebri omini di Keith Hearing, artista americano morto di AIDS a 31 anni nel 1990.
E, quest’anno Max&co. ha riproposto l’iniziativa, questa volta in favore di Save the children, con la nuova campagna. “art to heart for angels”.
Art to heart è quindi espressione di una solidarietà “al femminile”, che ha permesso sia la realizzazione di due importanti progetti in Rwanda, sia l’opportunità di far sentire la propria voce “indossando” un messaggio di solidarietà.
Questo approfondimento mette in evidenza un esempio concreto di un’impresa che ha supportato con creatività e serietà un charity program riguardo un problema molto grave e diffuso,quello dell’aids, e che ha permesso un’integrazione tra arte, moda e “cuore”.

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INTRODUZIONE “Un'impresa che fa null'altro che soldi è un'impresa veramente modesta1” H.Ford. Il dibattito sulla Responsabilità Sociale dell’Impresa (RSI) nasce in Italia negli ultimi anni in risposta ai paradigmi di produzione e di consumo che si vanno implementando nella nostra società e che, in tempi di globalizzazione dei processi produttivi, vedono lo sradicamento dell’impresa dal territorio di riferimento ed un’accresciuta esigenza per le stesse di rendere visibile il proprio modo di agire. È ormai approvato che la RSI contribuisca alla creazione di valore e sia quindi in grado di generare un vantaggio competitivo per l’azienda2, e non è quindi da considerarsi come un costo, ma come un elemento che diviene espressione della cultura d’impresa, e nello stesso tempo elemento funzionale al raggiungimento delle finalità aziendali, grazie alla diffusione di consenso e fiducia che la scelta produce all’interno e all’esterno dell’impresa. L’impresa/la marca deve perseguire i propri interessi, deve massimizzare la sua efficienza e i suoi interessi ma nel rispetto delle nuove “regole del 1 H. Ford, 1919, cit. 2 Consiglio dell‟Unione europea, Comunicazione della Commissione relativa alla Responsabilità sociale (COM 2002 n. 347 def.), G.U.C.E. n. 364 C del 18/12/2003, pp. 3-4

Laurea liv.I

Facoltà: Comunicazione d'Impresa, Marketing e pubblicità

Autore: Alba Caliò Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.