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Ambulanza ''India'': proposta di protocollo valutativo gestionale nella ''morte cardiaca improvvisa'' - Ritmi defibrillabili (importanza del ruolo infermieristico extra ospedaliero)

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Landoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Francesco Cipollone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

Con la riorganizzazione del sistema di Emergenza Territoriale, D.P.R. 27 Marzo 1992, sono state istituite le Centrali Operative (C.O.), fulcro di tutto il sistema 118.
L’Infermiere di C.O. si trova investito di una notevole responsabilità, decide e coordina la risposta Sanitaria da fornire in funzione del tipo di evento e della presunta gravità.
I mezzi di soccorso utilizzabili variano a seconda della criticità dell’intervento (valutazione effettuata del personale infermieristico della C.O.) e possono essere sia terrestri che aerei, con a bordo un team medico - infermieristico, solo infermieristico oppure di volontari del soccorso.
Il mezzo con il solo infermiere è denominato Mezzo di Soccorso di Base Avanzato (MSAB) o “India”. Il professionista operante su questo mezzo, si trova a dover affrontare anche situazioni critiche e talvolta gli interventi salvavita che potrebbe e dovrebbe porre in atto, grazie all’odierna preparazione, sono in contrasto con quanto gli è permesso legalmente.
In questo elaborato vengono proposte delle ipotesi di protocollo, per quanto riguarda la MCI (Morte Cardiaca Improvvisa), che rappresenta la principale causa di morte nel nostro Paese.
Da importanti studi effettuati si evince che la FV rappresenta l’ 80% di causa di MCI. Questa aritmia ipercinetica letale, ha un’ unica terapia risolutiva che deve essere somministrata entro un breve periodo temporale (3-4 minuti), la Defibrillazione. Tale manovra terapeutica purtroppo è ancora riservata, nel nostro Paese, alla categoria medica.
Grazie alle nuove tecnologie, ad esempio i defibrillatori semiautomatici e alla possibilità che alcuni atti di competenza medica possano essere praticati autonomamente dall’ Infermiere, se previsti da protocolli operativi, lo scopo di garantire la risposta più efficace diventa possibile in un maggior numero di casi estremi.
Si otterrebbe così, in questo periodo di scarsità delle risorse disponibili, un aumento non solo dell’efficacia ma anche dell’efficienza utilizzando al meglio il personale infermieristico e garantendo nel contempo interventi di alta qualità professionale.

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INTRODUZIONE Nasce in Italia, con l’istituzione del numero telefonico unico “118” dedicato all’emergenza sanitaria, in seguito al D.P.R. 27 Marzo 1992, il sistema 118, che ha reso necessaria la riorganizzazione di tutte le attività riguardanti l’emergenza sanitaria territoriale, basandosi sul sistema di allarme. Il nuovo sistema si basa sull’istituzione di un soccorso preospedaliero che, sia che si tratti di assistenza di base o specializzata a seconda dei casi, si reca a casa di colui che ha bisogno, riducendo significativamente i tempi di intervento e quindi aumentando le probabilità di una positiva risoluzione della problematica in atto. I costi e la scarsità delle risorse impiegabili hanno imposto di compiere scelte su “chi e dove mandare in soccorso”. La molteplicità dei mezzi coinvolti in tale attività ha imposto la regolamentazione delle attività degli stessi. L’aumentata conoscenza professionale del personale Infermieristico ha aperto nuove possibilità per gestire al meglio tale situazione. 5

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118 infermieri
infermieri
protocollo valutativo morte cardiaca improvvisa

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