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La responsabilità medica nel lavoro d'équipe

L'attività professionale del medico presenta, sul piano dell'accertamento della responsabilità penale, in caso di esito infausto, non pochi aspetti problematici. Su questi dottrina e giurisprudenza si sono pronunciale con opinioni contrastanti; a volte eccessivamente rigorose altre, eccessivamente indulgenti. Tali aspetti si manifestano, in manier ancora più evidente, nel lavoro medico d'équipe che si connota per l'azione congiunta di più professionisti nel raggiungimento di un comune obiettivo. In questo caso, si pone il problema di verificare il grado di partecipazione di ciascun membro dell'équipe all'attività lesiva della vita e della salute del paziente ai fini dell'imputazione della responsabilità penale. Si pone poi un ulteriore questione a questa connessa: se in capo ad ogni professionista, sussista, oltre all'obbligo di agire nel rispetto della legis artis, anche un obbligo di controllo dell'operato altrui,con la conseguenza di un'eventuale responsabilità anche quando la condotta lesiva venga posta in essere da altro membro dell'équipe chirurgica.

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1    CAPITOLO I La colpa nell’attività medico-chirurgica 1. L’attività medico-chirurgica: attività rischiosa ma consentita L’attività medico-chirurgica è per natura rischiosa, essa è tuttavia consentita dall’ordinamento, poiché socialmente utile. In quest’attività, come nelle altre di tale natura, l’inosservanza delle regole cautelari da luogo alla colpa c.d. speciale o professionale, la quale, diverge dalla colpa “comune”. La colpa speciale o professionale si caratterizza per l’inosservanza delle leges artis scritte o non scritte dirette a prevenire non qualsiasi misura di rischio, come quelle relative alla colpa comune, con il conseguente dovere di astenersi dal compiere tale attività, ma il c.d. aumento del rischio. Tali regole cautelari tendono a prevenire il superamento del rischio insito nell’esercizio dell’attività stessa, ma consentito. Ne segue il dovere del soggetto agente, non di astenersi dal compiere l’attività, come nel primo caso, ma di adottare quelle misure cautelari idonee a prevenire il superamento del rischio consentito. La responsabilità per colpa, tuttavia, seguirà non solo all’inosservanza della regola cautelare diretta, in questo caso, a prevenire il superamento del rischio ma anche, quando l’evento sia rimproverabile al soggetto agente. Quando, pur non essendo da quest’ultimo voluto, doveva, in quanto poteva, da lui essere impedito. Egli sarà in colpa e dunque responsabile soltanto se era in grado di osservare la regola cautelare impeditiva dell’evento lesivo e dunque da lui poteva pretendersi tale osservanza 1 . A ragionare diversamente, attribuendo la colpa sulla base della mera inosservanza della regola cautelare, si rischia di regredire verso forme di responsabilità oggettiva occulta, in netto contrasto con la previsione di cui all‘art. 43 c.p.                                                        1   Sul punto  v. Fiandaca G.‐Musco E., Diritto Penale, parte generale,  2005; Mantovani F.  Diritto Penale, 2003 

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Rosa De Simone Contatta »

Composta da 28 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4400 click dal 29/09/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.