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Schemi di regolamentazione del trasporto aereo e problematiche concorrenziali

Informazioni tesi

  Autore: Immacolata Lama
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: LUISS Guido Carli
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Alessandro Sarra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

Il processo di apertura al mercato del trasporto aereo presenta ancora oggi molteplici criticità che evidenziano la presenza di una liberalizzazione compiuta solo “a metà”, riconducibile alla presenza di alcuni elementi di carattere strutturale e regolamentare che hanno continuato a sopravvivere nonostante la liberalizzazione, ma anche ad altre barriere di natura strategica, create dagli incumbents all’indomani dell’inizio del processo di liberalizzazione allo scopo di mantenere la propria posizione sul mercato. Se l’attenzione si focalizza, poi, sulle infrastrutture aeroportuali, le criticità che emergono, soprattutto in ambito domestico, appaiono tutt’altro che irrilevanti. La tesi in oggetto consta di quattro capitoli. Il primo illustra il processo di liberalizzazione del trasporto aereo, la stretta regolamentazione che ha caratterizzato buona parte del secolo scorso e il recupero dei meccanismi di libero mercato cui si è assistito nel corso degli ultimi decenni fino ad arrivare al recente accordo “Open Sky”. Il secondo capitolo si concentra sull’ analisi dell’assetto competitivo del settore oggetto di studio. Si parte da una rapida rassegna degli aspetti salienti del modello organizzativo dei vettori tradizionali e dei vettori low cost. Si mostra come il ricorso al modello hub and spoke da parte dei vettori tradizionali abbia influito in maniera consistente sugli assetti concorrenziali e abbia condotto all’affermazione dei vettori low cost che hanno preferito focalizzarsi sull’alternativo modello point to point. Successivamente, si tenta di dimostrare come, nonostante la forte pressione concorrenziale esercitata dalle low cost, l’affermazione di un pieno paradigma concorrenziale risulti essere in concreto ancora ostacolata da molteplici fattori: la contenuta disponibilità di slot aeroportuali (e la discutibile modalità di assegnazione degli stessi), la continua applicazione di accordi bilaterali nella gestione del traffico aereo, l’utilizzo dei FFP, le problematiche connesse ai CRS e agli accordi di code sharing, l’erogazione degli aiuti di stato nei confronti delle compagnie aeree di bandiera, l’implicita restrittività delle alleanze strategiche, riducono la possibilità di ingresso di nuovi operatori e indirizzano i mercati verso un assetto oligopolistico. Il terzo capitolo propone un’analisi delle politiche tariffarie dei vettori tradizionali e dei vettori low cost. L’osservazione di partenza è che le compagnie aeree ricorrono alla discriminazione del prezzo al fine di massimizzare la propria redditività, facendo leva sulle differenti caratteristiche dei diversi segmenti di domanda. Si cerca, quindi, di comprendere il motivo per cui su uno stesso volo servito dal medesimo vettore risulta possibile pagare tariffe estremamente eterogenee tra loro, per poi mostrare come molti vettori abbiano sfruttato la complessità intrinseca del prezzo del servizio del trasporto aereo per ridurne la significatività quale strumento volto ad orientare le preferenze dei consumatori, rendendo quasi impossibile per il passeggero percepire l’entità affettiva dell’esborso necessario per usufruire del servizio e deviando le scelte dello stesso attraverso la proposta di tariffe scomposte in due parti. Viene delineato, quindi, l’approccio adottato dall’Autorità nei confronti della suddetta opacità tariffaria. Successivamente l’attenzione si focalizza sull’efficacia dell’yield management quale tecnica volta a consentire ad una compagnia aerea di impostare una politica tariffaria di successo. Si parte dalle origini dell’YM nel settore del trasporto aereo a seguito della deregulation, quando l’abbattimento delle barriere alla concorrenza e la rimozione dei controlli sulle tariffe provocarono l’ingresso di numerose nuove compagnie e l’esigenza per i grandi vettori di individuare una tecnica che consentisse di incrementare i propri ricavi, intervenendo sia sul load factor che sul prezzo. Vengono delineati, successivamente, la ratio dell’YM, gli aspetti funzionali dello stesso e il diverso ruolo svolto nel caso dei vettori tradizionali e low cost. Il quarto capitolo, infine, si focalizza sulle infrastrutture aeroportuali: la considerazione di partenza è che gli aeroporti sono caratterizzati dalla presenza di pronunciati elementi di monopolio naturale che hanno storicamente comportato l’affidamento della gestione degli stessi ad un unico concessionario, di norma coincidente con enti pubblici. Tali circostanze hanno reso, dunque, indispensabile interventi di regolamentazione volti a prevenire forme di abuso di posizione dominante da parte dei gestori. Si porrà, quindi, particolare attenzione sulle problematiche che allo stato attuale si presentano per l’accesso al mercato della gestione aeroportuale e per l’accesso all’infrastruttura aeroportuale stessa.

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5 Introduzione Le origini della regolamentazione del trasporto aereo possono farsi risalire agli inizi del 1900, quando fu siglata la prima Convenzione internazionale per la navigazione aerea: la Convenzione di Parigi del 1919. Essa, nell’intento di regolamentare la neonata pratica del volo, stabiliva la piena ed esclusiva sovranità di ogni Stato sullo spazio aereo sovrastante il proprio territorio. Tale orientamento derivava dalla consapevolezza delle straordinarie potenzialità di sfruttamento della navigazione aerea, non solo per finalità strategiche ma anche commerciali, che fece maturare nelle autorità statali la tendenza a prevedere forme di intervento sempre più intense sui traffici aerei. Sulla base di tale propensione, il settore del trasporto aereo è stato storicamente caratterizzato dalla presenza della cosiddetta “compagnia di bandiera”, partecipata o spesso controllata dallo Stato, che offriva il servizio di trasporto aereo in un regime di sostanziale monopolio sulle tratte interne e concorreva con altre imprese analoghe sui voli internazionali. In questo contesto storico sono intervenuti due fattori, tra loro fortemente interrelati, che hanno reso possibile una sostanziale modifica delle condizioni di produzione e fruizione del servizio: il processo di liberalizzazione del trasporto aereo e la successiva affermazione del modello organizzativo di tipo low cost. La rigida regolamentazione cui era stato sottoposto il trasporto aereo statunitense per circa quaranta anni aveva provocato una serie di conseguenze negative, prima tra tutte il fatto che il prezzo del servizio aereo risultava maggiore di quello che si sarebbe ottenuto dallo spontaneo incontro tra domanda ed offerta. In altre parole, questo contesto aveva generato tariffe più elevate di quanto si sarebbe potuto registrare in assenza di regolazione, oltre ad una qualità più scadente dei servizi offerti. Così, la regolazione, che era nata per tutelare il benessere collettivo, ha finito per scaricare sull’utenza costi superiori ai benefici prodotti.

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Parole chiave

accordi bilaterali
aiuti di stato alle compagnie di bandiera
alleanze strategiche
barriere all'entrata
class mapping
code sharing
computer reservation systems
concorrenza tra aeroporti
deregulation
discriminazione di prezzo
frequent flyer programs
fusione alitalia/airone
grandfather's right
handling
pricing dei vettori
regolamentazione del trasporto aereo
regolamentazione infrastrutture aeroportuali
slot aeroportuali
slot allocation
sunk costs
teoria dei mercati contendibili
trasparenza tariffaria
trattato sui cieli aperti (
yield management

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