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La costruzione sociale delle ''politiche giudiziarie'': il caso della procura di Bergamo

In questo lavoro si analizza la costruzione sociale delle "Politiche Giudiziarie", nel caso specifico della procura di Bergamo.
Lo si sviluppa in merito al concetto d’obbligatorietà e di discrezionalità dell’azione penale, ai criteri discrezionali che intervengono nel processo d’organizzazione
del lavoro in procura, alle pressioni da parte del sistema locale e richiesta di legittimazione del pubblico ministero, all'influenza delle istituzioni politiche sul lavoro dei magistrati, al sistema locale e alla sua domanda di sicurezza.

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41 . Il concetto d’obbligatorietà e di discrezionalità dell’azione penale. Qualsiasi discorso o discussione si voglia condurre a proposito della collocazione istituzionale della magistratura non può che richiamare concetti quali indipendenza, autonomia ed obbligatorietà volgendo particolare attenzione alla relazione inscindibile tra loro esistente. Il principio secondo il quale “la legge è uguale per tutti” può realizzarsi soltanto se, ad applicare la legge stessa, è un magistrato indifferente nei confronti di qualsiasi interferenza esterna (come può essere quella esercitata da organi istituzionali o da richieste di sicurezza, protezione ecc. provenienti dal sistema locale) o interna (pressioni da parte del procuratore capo che gestisce il lavoro dell’ufficio o necessità di raggiungere determinati obiettivi in relazione alla quantità di fascicoli trattati in un determinato arco di tempo). Tale indipendenza può realizzarsi solo se la magistratura saprà creare e mantenere la propria autonomia rispetto ad altri organi istituzionali. In particolare si potrà parlare d’indipendenza dei magistrati quando, ogni singolo sostituto procuratore, non dovrà rendere conto ad altri poteri ma rispondere esclusivamente a persone che non interferiscono, in alcun modo, nel suo quotidiano compito d’applicazione della legge. Affinché ciò si realizzi è necessario che si raggiunga il così detto “autogoverno” della magistratura che dovrà avere la sua base, a livello distrettuale, nei Consigli giudiziari; a livello nazionale, nel Consiglio superiore della magistratura. Non bisogna dimenticare che, il concetto d’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, presuppone l’obbligatorietà dell’azione penale ovvero il principio secondo il quale, il pubblico ministero quando viene a conoscenza di una notizia di reato, è tenuto a procedere e ad avviare un’indagine. Proprio per questo motivo è importante sottolineare che, a tale principio, è inesorabilmente legato il concetto di discrezionalità secondo il quale, il pubblico

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Daniela Sala Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.