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Edmund Burke e i luoghi del sublime naturale

Subisco profondamente il fascino esercitato dalla contemplazione degli spettacoli maestosi della natura. E’ da questa passione che è nata l’idea di approfondire lo studio di uno dei tanti lati del rapporto tra l’uomo e il paesaggio, attraverso l’analisi di determinati aspetti di quella categoria estetica, il sublime, che forse meglio di ogni altra descrive questo rapportarsi dell’anima con il potere della natura.
L’arco temporale scelto è stato in particolar modo il diciottesimo secolo, in quanto coordinata temporale fondamentale che individua gli albori della nascita di una nuova estetica, destinata ad evolversi definitivamente verso il soggettivismo romantico.
La tesi individua il suo punto di partenza nell’analisi del pensiero estetico di Edmund Burke, intellettuale e uomo politico irlandese autore tra l’altro di un’opera fondamentale nella storia dell’estetica: a Philosophical Enquiry into the origin of our Ideas of the Sublime and the Beautiful (1757).
Non è questa la prima opera a trattare il tema del sublime, concetto che trova le sue origini nell’antichità nell’ambito della retorica e che fa il suo ingresso come categoria estetica nella cultura occidentale nel I secolo d. C. grazie al trattato Perì Hypsous, il cui autore (d’identità incerta) viene convenzionalmente indicato come lo Pseudo- Longino. Il sublime longiniano si caratterizza come un qualcosa di eccezionale, di straordinario, in grado con la sua forza di sopraffare l’ascoltatore e di condurlo in uno stato di estasi mistica, portandolo sullo stesso livello della potenza (divina) produttrice di questo sentimento.
Dopo secoli di silenzio, il sublime rivive e giunge in Inghilterra sul finire del diciassettesimo secolo, grazie alla traduzione del francese Nicolas Boileau (1674), e trova proprio in Burke uno dei suoi principali teorizzatori.

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6 INTRODUZIONE: Subisco profondamente il fascino esercitato dalla contemplazione degli spettacoli maestosi della natura. E’ da questa passione che è nata l’idea di approfondire lo studio di uno dei tanti lati del rapporto tra l’uomo e il paesaggio, attraverso l’analisi di determinati aspetti di quella categoria estetica, il sublime, che forse meglio di ogni altra descrive questo rapportarsi dell’anima con il potere della natura. L’arco temporale scelto è stato in particolar modo il diciottesimo secolo, in quanto coordinata temporale fondamentale che individua gli albori della nascita di una nuova estetica, destinata ad evolversi definitivamente verso il soggettivismo romantico. La tesi individua il suo punto di partenza nell’analisi del pensiero estetico di Edmund Burke, intellettuale e uomo politico irlandese autore tra l’altro di un’opera fondamentale nella storia dell’estetica: a Philosophical Enquiry into the origin of our Ideas of the Sublime and the Beautiful (1757). Non è questa la prima opera a trattare il tema del sublime, concetto che trova le sue origini nell’antichità nell’ambito della retorica e che fa il suo ingresso come categoria estetica nella cultura occidentale nel I secolo d. C. grazie al trattato Perì Hypsous, il cui autore (d’identità incerta) viene convenzionalmente indicato come lo Pseudo- Longino. Il sublime longiniano si caratterizza come un qualcosa di eccezionale, di straordinario, in grado con la sua forza di sopraffare l’ascoltatore e di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Sosi Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2836 click dal 02/10/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.