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Agriturismo: strutture ricettive e distretti turistici culturali

Informazioni tesi

  Autore: Leandro Morelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Anna Rosa Montani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 259

Percorrendo brevemente la storia del turismo, dal Grand Tour ai giorni nostri, si arriva ad analizzare gli impatti ambientali e socio-culturali del turismo per poi approfondire alcune realtà, come il turismo responsabile, l’ecoturismo ed il turismo rurale.

Studiando poi la destinazione turistica e la sua promozione, anche con l’approfondimento sui Sistemi Turistici Locali, si arriva all’analisi territoriale della Maremma Laziale, un’area omogenea in Provincia di Viterbo caratterizzata da un paesaggio ancora poco antropizzato e da risorse storico-artistiche di notevole interesse (come il Parco Archeologico di Vulci ed il centro storico di Tuscania). Questa è stata individuata come potenziale area in cui poter sviluppare un “agriturismo sostenibile” che potrebbe rappresentare un ideal-tipo di struttura ricettiva da replicare in tutto un eventuale distretto o sistema turistico locale per creare un’offerta turistica di qualità, rispettosa dell’ambiente e delle tradizioni locali, in grado di attrarre turisti italiani e stranieri sensibili alle politiche ambientali delle strutture ricettive.

Una volta studiato il territorio, è stato elaborato un questionario per valutare la sensibilità ambientale e la diffusione delle pratiche sostenibili tra i gestori degli agriturismo nella Maremma Laziale al fine di verificare l’esistenza di un terreno fertile per l’idea iniziale. Analizzando le risposte fornite dai gestori delle strutture agrituristiche è emerso che la maggioranza degli intervistati ritiene utile la costituzione di un “Sistema Turistico Locale della Maremma Laziale” per valorizzare le tradizioni del territorio e sensibilizzare alla sostenibilità sia i turisti che la popolazione locale e, tra questi, quasi tutti si sono dichiarati favorevoli alla creazione di un marchio di qualità per gli agriturismo della Maremma Laziale in cui vengono applicati i principi della sostenibilità ed interessati ad ottenerlo per la propria struttura ricettiva. A tal proposito è importante sottolineare come, nonostante il termine “Turismo Sostenibile” sia conosciuto da meno della metà degli intervistati, sono comunque già applicati negli agriturismo oggetto dell’indagine alcuni strumenti gestionali per aumentare la propria sostenibilità, spesso senza rendersi conto della loro importanza.
Da questo studio si delinea quindi un profilo ideale di gestori di agriturismo piuttosto sensibili alla tutela dell’ambiente, che considerano la conservazione delle risorse naturali un fattore importante al quale bisogna adeguare le necessità dell’economia locale per un vero sviluppo, e che sono già abbastanza attivi nel ridurre gli impatti sull’ambiente delle loro attività ma potrebbero fare di più se incentivati economicamente e se informati adeguatamente. Inoltre è emerso un chiaro interesse nel fare sistema con lo scopo di costruire insieme un’offerta turistica di qualità, coinvolgendo la popolazione locale e migliorando la collaborazione fra le amministrazioni pubbliche e gli operatori privati.

Concludendo, sembra che l’area della Maremma Laziale sia un terreno fertile per seminare le buone pratiche dello sviluppo sostenibile ed in particolare del turismo sostenibile, e la ricerca sembra avvalorare l’idea di creare un primo “agriturismo sostenibile” per avviare nella zona una sensibilizzazione ed uno scambio di esperienze in modo che, con il tempo, i gestori della maggior parte delle strutture agrituristiche decidano di adottare strategie e strumenti adeguati per aumentare la sostenibilità delle proprie strutture ricettive, intesa sia come riduzione degli impatti ambientali sia come tutela e valorizzazione delle risorse naturali, culturali e storico-artistiche dell’area.

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PREMESSA Fin da bambino mi ha sempre attratto la Geografia, intesa non come sterili mappe e statistiche che si fanno studiare a scuola, ma come mezzo per analizzare con un occhio diverso luoghi e culture che magari si vedono soltanto nei documentari. Con il tempo è cresciuta la mia passione per i viaggi, che ho iniziato ad organizzarmi in maniera autonoma per scoprire il più possibile il lato autentico delle destinazioni scelte, e contemporaneamente si è sviluppato il mio sguardo critico verso le masse che sistematicamente visitano gli stessi luoghi, negli stessi periodi e con le stesse modalità. La svolta è avvenuta nel 2004, con la lettura di un libro che mi colpì già dal titolo: “Andare a quel paese. Vademecum del turista responsabile” dell’antropologo Duccio Canestrini; il modo in cui era scritto, provocatorio e stimolante, mi ha aperto gli occhi sul mondo del turismo (soprattutto nel Sud del mondo), innescando una voglia di approfondimento che mi ha portato nel tempo a conoscere la realtà dell’A.I.T.R. e di tutto ciò che in Italia ruota intorno al turismo responsabile e sostenibile. Avevo trovato il modo di unire la passione per il turismo con un’altra mia grande passione o ideale: il rispetto dell’ambiente. Così ho iniziato a seguire convegni e fiere, a Roma e nel centro Italia, relative allo sviluppo sostenibile, alle energie rinnovabili ed al commercio equo-solidale ma anche al turismo responsabile, all’agriturismo e al turismo nella natura. Il tutto ha suscitato in me la voglia di affrontare, nel mio piccolo, il tema del turismo e della tutela dell’ambiente con questa tesi nella speranza che si riesca a fare turismo provocando i minori impatti negativi possibili sia sulla natura che sulle popolazioni locali. 7

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