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Valutazione e rendimento nel rapporto di lavoro pubblico

La presente ricerca si pone l’obiettivo di analizzare i temi della valutazione e del rendimento nel pubblico impiego, settore che, nell’ultimo decennio, è stato intensamente investito da azioni del legislatore che ne hanno mutato la natura, la sostanza e le dinamiche.
In particolare verrà esaminato il punto di vista dell’attuale Governo, con il piano di riforma della Pubblica Amministrazione del Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che ha iniziato una vera e propria lotta contro l’inefficienza nella P.A., e quello del Sindacato, determinato a portare avanti la battaglia per il rispetto delle regole del lavoro e sul lavoro. Fondamentale è anche il punto di vista dei cittadini, perché la ragione d’essere delle P.A. è, innanzitutto, rispondere ai bisogni dei cittadini, che hanno diritto di conoscere e comprendere un mondo che, oggi più che mai, richiede ogni cura ed attenzione per affrontare quelle trasformazioni che lo rendano, come è sua missione, il fondamento della crescita civile, economica e sociale del Paese.

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Introduzione La presente ricerca si pone l’obiettivo di analizzare i temi della valutazione e del rendimento nel pubblico impiego, settore che,  nell’ultimo decennio, è stato intensamente investito da azioni del legislatore che ne hanno mutato la natura, la sostanza e le dinamiche. Le riforme degli anni Novanta hanno mirato a realizzare un’amministrazione orientata al risultato e alla responsabilità e meno autoreferenziale. Il modello di governance che si è proposto è costituito da un’amministrazione tesa all’obiettivo e attenta alla qualità dei servizi. I mutamenti intervenuti nei diversi settori del pubblico testimoniano l’impegno del legislatore a costruire un’amministrazione efficiente, efficace, economica  e quindi responsabile e trasparente nei confronti della collettività. Scopo della riforma è anche quello di orientare le amministrazioni pubbliche verso la misurazione della performance soprattutto per un’efficiente ripartizione delle risorse pubbliche. Il superamento dei modelli organizzativi precedenti, che vedevano nella conformità alle norme il principale criterio di valutazione dell’operato pubblico, sarebbe dovuto avvenire attraverso l’individuazione della ragione ultima della Pubblica Amministrazione, dunque, la sua capacità di soddisfare le esigenze della collettività in modo efficiente ed efficace. Il nuovo modello di amministrazione si sarebbe dovuto fondare, quindi, sull’esigenza di creare all’interno delle amministrazioni le condizioni per lo sviluppo delle autonomie e delle responsabilità, sulla necessità di adattare in modo continuo gli scopi e le modalità operative per rispondere ai mutamenti e ai bisogni diversificati di una società complessa. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonietta Del Pezzo Contatta »

Composta da 236 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.