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Gli studi di settore nell'accertamento tributario

Gli studi di diritto tributario hanno avuto la loro origine negli anni trenta e sin da allora attribuirono ruolo centrale al tema dell'accertamento tributario.
In un sistema tributario come il nostro, fondato sull’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti, le attività di controllo e di accertamento incoraggiano il contribuente ad adempiere correttamente gli obblighi scaturenti dalla normativa tributaria.
Esistono varie tipologie di accertamento, nel mio lavoro mi sono soffermata ad analizzare l’accertamento fondato sugli studi di settore.
Gli studi di settore, sulla base della raccolta sistematica di dati, sia contabili che extracontabili, sono uno strumento utilizzabile per valutare la capacità di produrre ricavi. Gli studi di settore sono soggetti a revisione almeno ogni tre anni.
L’accertamento in base agli studi di settore è possibile se, in un determinato periodo di imposta:
reddito determinato con gli studi di settore >reddito dichiarato La Finanziaria 2007 modifica le condizioni di applicabilità degli studi stessi, prevedendone l’esclusione nel caso di contribuenti :
-Che hanno dichiarato ricavi superiori al limite stabilito di 7,5 milioni di Euro.
-Che hanno iniziato o cessato l’attività nel periodo d’imposta.
Gli studi di settore si basano su parametri pre-impostati che, applicati alla realtà aziendale o professionale, consentono la determinazione dei ricavi o dei compensi che con massima probabilità il contribuente sarebbe in grado di generare nello svolgimento della propria attività.
Gli studi sono rivolti:
•alle piccole e medie imprese;
•agli esercenti arti e professioni;
Il prodotto software di applicazione degli studi di settore, mediante il quale è possibile conoscere i ricavi o i compensi presunti in base agli studi stessi, è stato denominato GE.RI.CO. (Gestione dei Ricavi o Compensi) che fornisce indicazioni circa:
•indice di congruità;
•indice di coerenza;
•intervallo di confidenza

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INTRODUZIONE Gli studi di diritto tributario hanno avuto la loro origine negli anni trenta e sin da allora attribuirono ruolo centrale al tema dell'accertamento tributario. Agli inizi di questi studi, quando cioè il diritto tributario si staccò da quello amministrativo e dalla scienza delle finanze, l'accertamento fu studiato quale atto previsto dalla legge per rendere certa una obbligazione tributaria già sorta ex lege con il verificarsi del presupposto di fatto del tributo. Nel primo capitolo viene analizzato l’accertamento fiscale come un atto attraverso il quale l'interesse pubblico nella determinazione del quantum veniva inserito nello schema privatistico dell'obbligazione. La riforma del 1971/73 elabora la teoria della natura procedimentale dell’accertamento tributario, intendendo per procedimento ogni fenomeno caratterizzato da un susseguirsi di fasi fra loro coordinate verso il raggiungimento di un risultato. Il procedimento di accertamento prevede una attività di controllo da parte dell'amministrazione finanziaria al fine di verificare la veridicità dei dati dichiarati e, in caso di omessa presentazione della dichiarazione, a ricostruire il reddito da assoggettare a tassazione. Fin dalla riforma tributaria del 1973 il legislatore ha cercato di ovviare al dilagare dell’evasione fiscale, con normative che hanno cercato di supplire alla mancanza di informazioni legate alla rappresentazione fattuale del contribuente. L’iter seguito per mezzo delle scelte di politica economica ha condotto al tentativo di quantificare il reddito, schematizzando le attività dei contribuenti. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Simona Moracci Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4384 click dal 14/10/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.