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Matrimonio e adulterio

Storia dell'adulterio nel diritto romano con riferimento alla Lex Julia de Adulteriis promulgata da Augusto nel 18 a.c.

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1 MATRIMONIO E ADULTERIO CAPITOLO I 1. Nozioni storiche sull’adulterio. Il termine adulterio deriva dal latino adulterare che significa corrompere, alterare, falsificare; adulterare matronas, come leggiamo in Svetonio 1 Aug. 67,2 significa commettere adulterio con una donna sposata, “corromperla, inquinarla, adulterarla”. Con il termine adulterio si indica, dunque, il rapporto extramatrimoniale della uxor o nupta, quindi la violazione delle 2 iustae nuptae. Il soggetto di adulterare è in genere l’uomo, la donna è soggetto del passivo adulterari, ma deve comunque acconsentire al rapporto, che non si commette senza dolo, come leggiamo in D. 48.5.14.7. Secondo l’etimologia popolare adulter e adultera si identificano in colui che ‘si dà’, ‘si concede’ ad alteram, e colei che ‘si dà’, ‘si concede’ ad alterum. Per il diritto romano solo la donna violava la fedeltà coniugale e si rendeva colpevole di adulterio, mentre, se il marito aveva relazioni extramatrimoniali, purché non con donne sposate o ingenuae et honestae, non commetteva adulterio. Sin dai tempi più antichi l’adulterio della uxor fu punito con estrema durezza, perfino con la soppressione fisica. Dionigi di Alicarnasso 3 in Antiquitates Romanae 2,25,6, riporta una lex regia attribuita a Romolo 4 , in 1 Svetonio Tranquillo - Storico latino vissuto nel I-II sec. d.C., durante il principato di Traiano ed Adriano, esercitò l’attività forense e fu segretario particolare di quest’ultimo. Imponente fu la sua produzione letteraria: scrisse molto e su molteplici argomenti. Tuttavia di tale numeroso elenco di libri ci è pervenuta soltanto una parte dell’opera Degli uomini illustri e, pressoché integra, la sua opera più importante, Vita dei Cesari, contenente le biografie dei prìncipes da Giulio Cesare a Domiziano. 2 Il matrimonium è iustum per i Tituli ulpiani, «se inter eos qui nuptia contrahunt conubium sit, et tam masculus pubes quam femina potens sit, et utrique consentiant, si sui iuris sunt, aut etiam parentes eorum, si in potestate sunt» (Ulp. 5, 2.) 3 Dionigi di Alicarnasso 60 – 7 a.c. –Scrittore e rettore Greco vissuto a Roma dopo il 30 a.C.. Autore di un’opera storica “Storia antica di Roma” in 20 libri, dalle origini al 264 a.C., dei quali restano tracce solo dei primi 11. 4 P. GIUNTI, Adulterio e leggi regie. Un reato fra storia e propaganda, Milano 1990, pp. 57 ss., 155 ss., ha sostenuto che autore di tale legge non sia Romolo, come scrive Dionigi, ma Numa Pompilio, cui la tradizione attribuisce diverse leggi che regolano il matrimonio e la famiglia. Dionigi avrebbe scritto il suo secondo libro dopo il 18 a.C., anno di approvazione della lex Iulia de maritandis ordinibus e della lex Iulia de adulteriis coercendis, lasciandosi influenzare dalla legislazione familiare di Augusto, inteso come novello Romolo; per questo lo storico greco avrebbe attribuito a Romolo, volendo fare di lui l’anticipatore di Augusto, la legge relativa alla repressione dell’adulterio. R. ASTOLFI, Il matrimonio nel diritto romano classico, Padova 2006, p. 133 ss., ritiene che non sarebbe stata una lex regia ad introdurre a Roma la repressione dell’adulterio mediante morte, in

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Giacomo Mocci Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.