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La norma, vincolo e risorsa nella scuola dell'autonomia

L'oggetto di studio della tesi riguarda il rapporto che intercorre tra la norma, intesa come vincolo e risorsa, e lo spazio di discrezionalità esercitato dal dirigente scolastico nell'esercizio della propria funzione, nella scuola dell'autonomia.
I Dirigenti, come è noto, adottano provvedimenti sulla base di norme che vanno interpretate e applicate. Troppo spesso, tuttavia, ci si trova di fronte a una stessa norma che viene interpretata e applicata in modo diverso, se non diametralmente opposto, ed allora, ad esempio, Circoli didattici limitrofi adottano procedure amministrative completamente differenti tra loro, relative anche alla gestione del personale e all’organizzazione del processo formativo.
Emerge, in tale prospettiva, la problematica inerente lo spazio di discrezionalità consentito dalla norma nell’applicazione della stessa: in che misura e con quali criteri il Dirigente scolastico assume decisioni nell’esercizio delle proprie funzioni?
Esiste detto spazio di discrezionalità?
Queste ed altre suggestioni inerenti l'argomento, sono oggetto di studio approfondito di questa tesi.

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Introduzione 1 LA NORMA, VINCOLO E RISORSA NELLA SCUOLA DELL’AUTONOMIA INTRODUZIONE Negli ultimi cinquant’anni il mondo ha conosciuto un’espansione economica senza precedenti, particolarmente in conseguenza di un progresso tecnologico sempre più rapido e di una più intensa competizione internazionale, che insieme al processo di modernizzazione ha fatto sì che la domanda di istruzione per fini economici registrasse un costante aumento nella maggior parte dei Paesi. Nella società complessa dei nostri giorni, pertanto, la scuola di massa è l’evidente risposta alla crescente richiesta sociale d’istruzione, ma non sempre il diritto allo studio viene tradotto in adeguate opportunità educative. Certamente l’obiettivo fondamentale di un’alfabetizzazione generalizzata è stato raggiunto; tuttavia nello scenario di oggi diviene impellente dare risposte anche qualitative oltre che quantitative. In Italia è dalla fine degli anni ’80 che si avvia la “Riforma globale” di tutta la pubblica amministrazione, scuola compresa 1 , con la quale si sta riscrivendo il modello della nostra stessa democrazia politica, secondo norme costituzionali mai attuate in precedenza, in primo luogo l’art. 5 della Costituzione che disegna la nuova struttura statuale su base di autonomia che così recita: La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. Tappa iniziale di detta “Riforma globale” è la Legge 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, la cosiddetta legge sulla “trasparenza”, con la quale si avvia un processo di democratizzazione della res publica che porta a considerare l’individuo non più come suddito ma come cittadino titolare di diritti che devono essergli effettivamente garantiti dalla Pubblica Amministrazione. Con la Legge n. 241 viene sovvertito l’antico rapporto governati-governanti, regolandolo non più ex parte principis ma ex parte populi 2 . 1 Molinari L.-D’Addazio M., L’Istituzione scolastica come sistema organizzativo complesso, Anicia, Roma, 2006, pp. I-IV e segg. 2 Ibidem.

Tesi di Master

Autore: Luciana Mazzocchi Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.