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Impianti eolici offshore: prospettive attuali e sviluppi futuri

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Tesi vincitrice del Premio Ecologia Laura Conti indetto dall'Ecoistituto Veneto Alex Langer - Ed. 2009

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L’ obiettivo di questa tesi è stato quello di verificare, sia dal punto di vista operativo che economico, l’ evoluzione , l’efficienza e l’efficacia di una particolare fonte energetica rinnovabile: quella eolica offshore (in mare aperto).
Sono stati analizzati nel modo più semplice e completo possibile, tutti gli aspetti legati a questo settore: si è partiti dall’ evoluzione della tecnologia, fino ad arrivare a definire l’attuale quadro normativo e incentivante, senza tralasciare considerazioni e studi di valutazione di impatto ambientale, economico e visivo delle centrali.
Una delle finalità principali tenute in considerazione è stata quella di ottenere delle informazioni il più possibile indipendenti da valutazioni di carattere soggettivo.
L’elaborato può essere sinteticamente diviso in due parti.
Nella prima parte, dopo un attenta analisi dell’ andamento della domanda energetica a livello europeo e nazionale, si è focalizzata l’attenzione sulle caratteristiche energetiche del vento in mare aperto che sono alla base del funzionamento di un aerogeneratore offshore. E’ stata analizzata la questione del comportamento delle correnti di vento nello strato atmosferico a contatto con la superficie terrestre, ponendo l’attenzione sull’effetto di intensificazione che subisce la corrente eolica non incontrando ostacoli, come nel caso della superficie marina.
In questo ambito sono state evidenziate le caratteristiche tecniche degli aerogeneratori ed esaminate le motivazioni che inducono a privilegiare questa modalità di energia alternativa.
Nella seconda parte sono state trattate tutte quelle problematiche tecniche/operative che sono alla base del funzionamento delle turbine e dei parchi eolici offshor insieme al loro corretto inserimento nel contesto territoriale sulla base dell’analisi dell’impatto ambientale, visivo ed economico.
Dopo una carrellata sui possibili tipi di fondazioni, si è passato alla descrizione dei progetti futuri, già sviluppati, ed ancora in fase di studio.
Un capitolo a parte è stato dedicato al potenziale eolico offshore del mediterraneo e dell’Italia in particolare, valutando le possibilità di sviluppo servendoci di una semplice mappa dei venti ove sono immediatamente percepibili le aree geografiche con maggiore interessamento delle applicazioni offshore. Partendo proprio da queste aree, si è sviluppato un progetto di una centrale eolica offshore con la relativa stima dei costi di installazione finali.

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INTRODUZIONE La società attuale sta vivendo la contraddizione tra i vantaggi che il progresso le assicura e il degrado dell’ambiente derivante dallo sfruttamento delle risorse energetiche , che non possono essere rinnovate con la stessa velocità con la quale sono utilizzate. D’altra parte, oggi, quasi il 90% dell’energia nel mondo viene prodotta bruciando combustibili fossili, quali petrolio, carbone e metano. Lo scenario energetico mondiale è indubbiamente caratterizzato dal prezzo alquanto elevato dei combustibili fossili: le quotazioni del petrolio sono in continua ascesa, com’è dato evincere attraverso gli ultimi dati resi noti. Sebbene a definire tale situazione contribuiscano sia fattori contingenti – si pensi, per fare degli esempi, al conflitto iracheno, ai disordini in Nigeria, agli scontri di potere in Russia tra gli oligarchi dell' industria petrolifera, ai danni provocati negli U.S.A. dagli uragani –, sia speculazioni finanziarie, è ragionevole ritenere che in futuro il prezzo dei combustibili tradizionali, petrolio in testa, rimarrà piuttosto elevato: dopotutto, la crescita esponenziale delle economie di Paesi in via di sviluppo (Cina ed India) implica un aumento dei consumi energetici globali e la necessità di approvvigionamento dei combustibili a prezzi sensibilmente più alti che nel passato. I rimedi a questo stato di cose potrebbero passare attraverso un nuovo e diverso sistema di sviluppo, nel quale si consumino meno idrocarburi e si producano più energie pulite: ciò implicherebbe una trasformazione socio-economica in direzione sia di un contenimento/razionalizzazione dei consumi, sia della promozione di nuove energie pulite e rinnovabili. Uno scenario alternativo deve inevitabilmente puntare a rispettare gli impegni di Kyoto (1997) e ridurre la dipendenza energetica. La conferenza di Kyoto, oltre l’effettivo valore degli impegni assunti, ha segnato il momento dell’acquisizione della coscienza collettiva planetaria della non sostenibilità dei fattori ambientali e climatici dell’attuale modello di sviluppo, in particolare per effetto del ciclo produzione-consumo dell’energia. Tutto questo, impegna i paesi industrializzati e quelli in economia di transizione (i paesi dell’est europeo), responsabili del 70% delle emissioni mondiali di gas serra, a ridurle complessivamente del 5.2% rispetto ai livelli del 1990.

Laurea liv.I

Facoltà: Facoltà di scienze e tecnologie applicate

Autore: Vincenzo Di Iulio Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.