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Berlusconi di fronte al crollo della Prima Repubblica 1992-1994

Tramite la raccolta e l'analisi di articoli del Corriere e della Sera e La Repubblica relativi al periodo 1992-1994, la tesi si propone di individuare quali siano gli eventi e le motivazioni che spingono Silvio Berlusconi ad affiancare al suo ruolo tradizionale di imprenditore l'attività politica.

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2 Introduzione La dissertazione “Berlusconi di fronte al crollo della Prima Repubblica: 1992- 1994” propone una prospettiva storico-critica su come Silvio Berlusconi, presidente della Fininvest, reagisce davanti alla crisi dello Stato italiano: tramite un approccio di ricostruzione degli eventi fondato sulla lettura e l’analisi di articoli di giornale si mette in atto un processo di ricerca rivolto ad identificare i caratteri salienti del passaggio di Berlusconi dall’attività imprenditoriale a quella politica, registrando dichiarazioni, eventi , reazioni dei vari settori dell’opinione pubblica. E’ il 1992: una serie di eventi drammatici che si susseguono e interagiscono mettono in serio pericolo l’identità della Repubblica Italiana. Il 17 febbraio 1992 Mario Chiesa, esponente milanese del PSI di Craxi viene colto in flagrante e arrestato mentre accetta una tangente da un imprenditore. E’ solo il primo atto di un’inchiesta che con il passar del tempo si allarga a macchia d’olio: il fenomeno delle tangenti in cambio di concessione di appalti pubblici risulta essere vera e propria struttura regolativa illegale del mondo degli affari milanese. Milano viene ribattezzata Tangentopoli, Mani pulite è invece il nome che la stampa assegna all'insieme delle inchieste, condotte da un pool di giudici costituito da Francesco Borrelli,che vede tra gli altri i procuratori Gerardo D’Ambrosio, Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo D’Avigo. Le indagini si estendono da Milano anche ad altre città: imprenditori importanti e segretari di partito, decine di deputati e senatori, numerosi ministri e sottosegretari vengono accusati dei reati di corruzione, concussione e finanziamento illecito dei partiti. E’ la fine di Craxi (il PSI è uno dei partiti più coinvolti nello scandalo insieme alla DC), è il declino politico della Democrazia Cristiana, fino ad allora sempre partito di maggioranza, è un colpo inferto alle carriere politiche di uomini quali il vicepresidente del Consiglio Arnaldo Forlani e il leader della DC Giulio Andreotti, quest’ ultimo accusato di collusioni con la mafia. Proprio il fenomeno mafioso, oltre a Tangentopoli,

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Carmine Vitillo Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.