Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Verso l'islamizzazione dell'Europa?

Attraverso l’analisi dei rapporti intercorsi tra l’Europa e i Paesi arabi verranno fornite tesi che, talvolta, possono sembrare impopolari o comunque lontane dalla vulgata che si è venuta affermando in questi anni. Pur consapevole che gli argomenti affrontati infiammano e dividono l’opinione pubblica, non ho voluto nascondere o depotenziare le provocazioni rivolte a un certo modo politically correct di intendere il rapporto tra culture e fedi diverse. L’intenzione è quella di porre le condizioni per far crescere questo rapporto e non per mortificarlo, attraverso la conoscenza della realtà alla quale appartengono coloro che, in questi anni, sono diventati i nostri nuovi “vicini di casa”.
Nei tre capitoli in cui si articola la dissertazione, l’ipotesi di un processo di islamizzazione dell’Europa viene analizzata sotto diversi aspetti. In primo luogo si è cercato di esaminare l’origine storica del fondamentalismo islamico, mostrando la tradizionale visione totalizzante della religione islamica che si propone come religione, società e Stato. Particolare attenzione è stata rivolta alla divisione del mondo, sancita dal Corano, in Casa dell’Islam e Casa della Guerra, nonché all’identificazione del nemico nella tradizione islamica. Successivamente è stato messo a tema il rapporto tra l’Europa e il mondo islamico; iniziando dall’analisi del retroterra storico culturale di tali rapporti, si è giunti alle politiche attuate nel secondo dopo guerra, concentrandosi sul “Dialogo Euro-Arabo” e i suoi effetti, a più di trenta anni dalla sua nascita. Infine, si cercherà di comprendere quanto la politica europea e le caratteristiche endogene che essa presenta, oggi, siano state influenzate dal Dialogo Euro-Arabo e se effettivamente sia in atto un processo di islamizzazione del continente europeo.
A questa difficile situazione alcuni intellettuali affermano che, l’unica speranza è l’Euro-Islam. Secondo tale corrente di pensiero, «o si sviluppa un Islam di tipo europeo tra gli immigrati musulmani, capace di apprendere la tolleranza, il pluralismo, la democrazia, oppure dovremo vedercela con la pretesa di islamizzare l’Europa. L’Europa deve farsi attivamente campo di addestramento della democrazia, se non vuole rimanere campo di addestramento per al-Qaida. O l’Europa cambia l’Islam o l’Islam cambierà l’Europa».
In un periodo di smarrimento generale è quanto mai necessario conoscere se stessi, chi siamo e ricordare le nostre origini greco-giudaico-cristiane in modo da far riemergere quelli che sono i valori costitutivi della nostra società. Il cristianesimo, fondatore della cultura occidentale, con i suoi insegnamenti, da duemila anni è un esempio della capacità di imparare dagli altri senza rinunciare a se stessi. Il valore della persona, infatti, è maturato storicamente attraverso la tradizione cristiana occidentale.
Solo se saremo capaci di riscoprire ed affermare quei sacri valori di umanità che l’Europa, anche nei momenti bui della sua storia, ha sempre cercato di preservare, sarà possibile un vero e costruttivo incontro con l’altro e la garanzia che le Costituzioni democratiche europee vengano rispettate. Infatti, «una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia».
L’Europa deve tornare a riconoscere se stessa, le sue radici, le sue peculiarità, ciò di cui può andare fiera, oltre a ciò di cui si deve vergognare. Perché solo chi conosce se stesso ha veramente la possibilità di farsi cambiare e, nel contempo, di cambiare l’altro. Vale per gli uomini, vale a maggior ragione per le civiltà.
Ogni lunga marcia comincia sempre con un piccolo passo, l’importante è che sia nella direzione giusta e soprattutto che chi l’intraprende sia preparato ad affrontare le difficoltà del percorso. Parafrasando Oriana Fallaci: “Europa, Sveglia!!!”

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE  Il XXI secolo si è aperto con eventi di una crudeltà inaudita, mostrando al mondo nuove forme di intolleranza e violenza. L’attentato dell’11 Settembre 2001, negli Stati Uniti, è solo il primo di una lunga escalation di azioni criminali, con le quali la minaccia terroristica islamica ha iniziato a pesare sull’Occidente e sui Paesi islamici che con esso intendevano dialogare. L’atto terroristico di Madrid, dell’11 Marzo 2004, attuato ad opera di integralisti islamici marocchini e di altre nazionalità, residenti in Spagna, segnò l’inizio della diffusione del terrore anche in Europa. Avvenuto a tre giorni dalle elezioni politiche portò a conseguenze paradossali: la sostituzione del governo Aznar, forte alleato degli Usa, con quello Zapatero. Quest’ultimo, poi, ufficializzò il ritiro delle truppe spagnole dall’Iraq, prendendo le distanze dalla politica statunitense e regolarizzò 700.000 immigrati clandestini, provenienti principalmente dal Maghreb 1 , al fine di migliorare i rapporti con i Paesi arabi. In questi anni, i giornali rivelavano il coinvolgimento di musulmani europei nelle file del jihad, il reclutamento dei terroristi, da parte di al-Qaida, tra gli studenti e gli ambienti borghesi d’Europa e la localizzazione dei centri di finanziamento degli stessi integralisti, accuratamente occultati e protetti, all’interno degli Stati dell’Unione Europea. Tutto questo mentre folle deliranti percorrevano le città europee bruciando bandiere americane e israeliane, gridando la loro solidarietà a Saddam Hussein e ad Arafat. Intanto, in Germania, da un sondaggio condotto tra giovani immigrati turchi, emergeva che per un terzo degli intervistati quella islamica avrebbe dovuto diventare ovunque la religione di stato; il 56% di loro dichiarava che non voleva adattarsi ai costumi occidentali e che riteneva più giusto vivere secondo l’Islam. Oltre un terzo si era detto pronto a usare la violenza contro i non musulmani, se ciò poteva giovare alla comunità islamica, e almeno il 40% pensava che il sionismo, 1 Con il termine Maghreb, letteralmente “Occidente”, si indicano i Paesi arabi situati a Ovest dell’Egitto (Algeria, Marocco, Tunisia), mentre Mashrek, “Oriente”, designa quelli che si trovano a Est di Il Cairo (Egitto, Libano, Giordania, Siria, ANP). IV

Tesi di Master

Autore: Salvatore Severi Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2948 click dal 20/10/2009.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.