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L'adempimento di un dovere nel diritto penale

Nel presente elaborato viene fornita una esaustiva disamina sul complesso istituto rubricato "Adempimento di un dovere" a cui ha riguardo l'art. 51 c.p., il quale sul piano dogmatico viene collocato nell'ambito delle c.d. cause di giustificazione. Così dopo aver illustrato la struttura del reato nel cui ambito è ricompresa l'antigiuridicità, si procede alla disamina del rapporto tra questo elemento e le cause di giustificazione per poi passare allo studio della seconda delle ipotesi disciplinate dall'art. 51 c.p. In particolare, viene affrontato l'ampio dibattito sviluppatosi a proprosito dell'ammissibilità nel nostro ordinamento del c.d. ordine illegittimo insindacabile e la possibile applicazione di tale scriminante all'attività medica e la conseguente responsabilità.

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INTRODUZIONE Affinché si configuri un reato, è necessario che venga commessa una condotta che sia Tipica, cioè conforme ad una astratta fattispecie di reato; Antigiuridica, nel senso che il fatto deve essere in contrasto con l’ordinamento giuridico e Colpevole, ossia deve essere riconducibile alla responsabilità personale di un soggetto che risulta esserne l’autore. 1 Tuttavia qualora il fatto sia commesso in presenza di una causa di giustificazione, esso è ab origine lecito. 2 Con l’espressione <<cause di giustificazione>> si indicano quelle situazioni la cui presenza impedisce il sorgere dell’antigiuridicità del fatto che quindi, non essendo illecito, non potrà essere punito. 3 Tra di queste viene in considerazione quella particolare ipotesi denominata <<Adempimento di un dovere >>, la quale è disciplinata nell’art. 51 c.p. Nel primo comma di tale norma è stabilito che: << L’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine della pubblica Autorità esclude la punibilità >>. La ratio dell’istituto non ha neppure bisogno di dimostrazione in quanto risulta essere molto evidente. Premesso che il reato è un fatto illecito mentre l’azione doverosa è, al contrario, il prototipo del fatto lecito, ne risulta che i due concetti sono assolutamente inconciliabili tra loro. 4 E l’ipotesi in esame è appunto la conferma di tale assunto, in quanto quest’ultima è l’espressione del principio dell’unità dell’ordinamento giuridico, in base al quale non è razionalmente pensabile 1 Cfr. G. FIANDACA – E. MUSCO, Diritto penale Parte Generale, Bologna, 2007, Zanichelli, pp. 155 ss.; G. DELITALA, Il fatto nella teoria generale del reato, ora in Diritto Penale. Raccolta degli scritti, volume I, Milano, 1976, pp. 11 ss.; G. MARINUCCI, Fatto e scriminanti. Note dogmatiche e politico-criminali, in Riv. It. Dir. proc. Pen., 1983, pp. 1190 ss. 2 Cfr. E. DOLCINI- G. MARINUCCI, Manuale di diritto penale, Milano, 2006, Giuffré, pp. 147 ss.; F. ANTOLISEI, Manuale di diritto penale Parte Generale, Milano, 2007, Giuffré, pp. 196 ss. 3 Cfr. G. MARINUCCI, Cause di giustificazione, in Digesto delle Discipline Penalistiche, II, Torino, 1988, pp. 132 ss.; R. DELL’ANDRO, voce Antigiuridicità, in Enciclopedia del diritto, vol. II, 1958, pp. 544 ss. 4 Cfr. G. DELITALA, Adempimento di un dovere, in Enciclopedia del diritto, I, 1958, pp. 567 I

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Paola Spinella Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2005 click dal 20/10/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.