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Geografie private: la Scozia agli inizi dell'800 nei diari di viaggio di Dorothy Wordsworth

“Geografie private” può apparire una definizione un po’ inusuale, ma mi è sembrata la più appropriata per spiegare lo studio che ho compiuto sui diari di viaggio in Scozia di Dorothy Wordsworth. Il mio primo approccio con i suoi testi è partito dalla lettura dei Grasmere Journals, i diari che ella aveva scritto fra il 1800 e il 1803 al Dove Cottage, residenza dei due fratelli e, per alcuni anni, della famiglia del poeta dopo il suo matrimonio nell’ottobre del 1802. Questa è sicuramente la sua opera più famosa, che racconta i dettagli della vita trascorsa accanto al fratello, nel periodo della sua maggiore creatività poetica e del sodalizio con Samuel Taylor Coleridge.
La mia visita al Dove Cottage a Grasmere, residenza dei Wordsworths fra il 1799 e il 1808, all’attiguo museo dove sono presenti molti cimeli ed oggetti usati da loro quotidianamente e alla regione del Lake District, e l’incantevole e suggestiva cornice della regione dei laghi mi ha affascinato moltissimo, tanto da spingermi a conoscere più da vicino Dorothy come viaggiatrice; ella era solita passeggiare da sola, o in compagnia del fratello, lungo i sentieri e le rive dei laghi di Grasmere e Rydal e la sua passione per le lunghe camminate la portò a compiere diversi tours, fra cui quello del 1803 in Scozia insieme a William ed all’amico Coleridge. La forte determinazione di questa donna mi ha subito attratto, tanto che la mia ricerca si è indirizzata verso l’approfondimento dei diari che ella scrisse durante i due viaggi in Scozia, il primo nel 1803 ed il secondo nel 1822.
In entrambe le occasioni emerge chiaramente il moderno atteggiamento di donna turista della scrittrice, che, compiendo questi tours solamente per piacere ed interesse personale, si distingue molto dalle sue contemporanee. Infatti la sua esperienza di viaggiatrice non era comune per le donne del suo tempo, che, in genere, erano ostacolate a muoversi da legami matrimoniali e dai figli. Dorothy invece è apparentemente libera, dato che la forte simbiosi che ebbe con il fratello per tutta la vita le impedì di formarsi una famiglia, ma la arricchì dal punto di vista intellettuale e letterario. La lettura dei Recollections of a Tour Made in Scotland, 1803, e del Journal of My Second Tour in Scotland, 1822, è stata subito assai interessante e la mia analisi all’inizio si è diretta prevalentemente a segnalare quei passi in cui le descrizioni del paesaggio seguono i canoni del Pittoresco e del Sublime, come era tipico dei resoconti di viaggio scritti fra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. In particolare mi hanno colpito quei brani in cui la scrittrice sembra estraniarsi dal luogo in cui si trova, tanto sono forti i sentimenti che ella prova nel contemplare la struggente bellezza del paesaggio scozzese. Ho notato inoltre come Dorothy sia spesso precisa nel fornire indicazioni geografiche dei territori che sta visitando, facendo sì che i suoi diari rientrino in quella categoria di resoconti di viaggio che nel corso dei secoli hanno aiutato ad avere una più precisa conoscenza geografica di un dato luogo.
La mia analisi ha però poi cambiato direzione nel momento in cui mi sono accorta che in questi due testi non si parla solamente di ambiente e di natura, dato che Dorothy fa anche una precisa osservazione sulle condizioni di vita degli Highlanders, soprattutto di quelli delle zone più remote, descrivendo accuratamente le loro abitazioni e facendo notare come in genere fossero diverse da quelle che c’erano in Inghilterra, soffermandosi su particolari che solo una donna avrebbe potuto notare.

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III INTRODUZIONE

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giulia Acquisti Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3714 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.