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La scuola come learning organization

Dinanzi alle profonde trasformazioni prodotte dalla globalizzazione e dallo sviluppo scientifico e tecnologico, non possiamo ignorare l'esigenza di una complessiva ridefinizione pedagogica delle categorie di comprensione delle dinamiche soggettive, interindividuali, interorganizzative e intrasistemiche. Diventa sempre più urgente, se si vuole restituire credibilità al sistema-scuola, senso e plausibilità alla ricerca, un processo di ridefinizione teoretica delle centrali categorie della soggettività, dell'identità personale e collettiva, dei bisogni individuali, delle istanze di appartenenza culturale, così come delle problematiche relative alla intenzionalità educativa, alla unicità/originalità degli approcci cognitivi alla conoscenza, alle relazioni plurime che si sviluppano nelle comunità di pratiche, locali e glocali. In questa prospettiva la ricerca dovrà assumere il principio euristico per problematizzare, interconnettere e ricomporre le antinomie strutturali della pedagogia, a partire dalla teoria e dalla prassi, dall’utopia alla realtà. Il nuovo paradigma pedagogico è sostenuto dalla categoria del possibile e il metodo dell’impostazione pedagogica è “educare in situazione”. Ciò comporta, per quanto ci riguarda, un confronto simultaneo tra realtà situate, teorizzazione, nuove acquisizioni scientifiche in ordine al concetto di comunità che apprende. All’interno di questo modello, la forza contestativa e utopica sta nell’unire l’utopia con le realtà concrete che devono essere trasformate, azione che necessita dell’attività intenzionale di individui che, come membri di una comunità, si sforzano di comprendere meglio il loro mondo condiviso per trasformarlo.
Può la scuola essere una learning organization? domanda a cui rispondere trasponendo nella scuola i concetti-guida dell’economia aziendale e del management. La difficoltà metodologica iniziale di questa ricerca è rappresentata dalla “specificità” della “organizzazione scuola”, strutturata prevalentemente sulla acquisizione/costruzione intenzionale dei saperi. Ciò che appare immediatamente molto stimolante riguarda invece l’applicazione della prospettiva analitica sull’apprendimento: potrebbe risultare utile al mondo della scuola osservare i processi di apprendimento sotto una nuova luce. Del resto learning organization è ricerca “in azione”. Il mutamento organizzativo va pensato in modo da coinvolgere ambedue gli attori della scuola, docenti e studenti, in un’ottica di interscambio tra pedagogia e teoria organizzativa, poiché sia la prima che la seconda, promuovendo apprendimenti significativi, sono implicate nelle azioni di cambiamento. Tanto gli insegnati quanto gli studenti sono allora da considerarsi lavoratori della conoscenza tout – court proprio perché facenti parte di un’organizzazione assorbente che realizza l’osmosi tra organizzazione e cliente: in quali condizioni, con quali vincoli, con quali assunzioni di responsabilità?
questa prospettiva che riflette implicitamente le caratteristiche dell’organizzazione formativa post – industriale, affermando che ‘il primato dell’apprendimento sull’insegnamento’ indica il prevalere dell’attività esplorativa sulla passività. L’utopia può essere trasformata in realtà solo attraverso la contrapposizione tra scuola dell’insegnamento – di tipo tayloristico per stare alla terminologia della nostra analisi – e “scuola dell’apprendimento intesa come sistema vivo e dinamico di educazione – istruzione”.

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Introduzione Questo lavoro nasce da una riflessione personale di docente alla ricerca di una identità e dall’esigenza di collocarsi in modo significativo dentro i processi sociali, culturali, pedagogici ed educativi attuali, da leggere oggi alla luce della complessità. La scelta dell’argomento è invece sostenuta dall’esigenza di approfondire un tema significativo che ha accompagnato il percorso degli studi, l’esperienza sul campo e che apre oggi una scommessa: attualizzare la teoria nella pratica professionale. Non è solo un viaggio di approfondimento ma soprattutto una riflessione articolata che non ha la pretesa di dare soluzioni ma di fornire spunti di riflessione sui faticosi e controversi processi di innovazione della società post-moderna; e soprattutto di dare qualche risposta esistenziale a chi opera sul campo. Dinanzi alle profonde trasformazioni prodotte dalla globalizzazione e dallo sviluppo scientifico e tecnologico, non possiamo ignorare l'esigenza di una complessiva ridefinizione pedagogica delle categorie di comprensione delle dinamiche soggettive, interindividuali, interorganizzative e intrasistemiche. Diventa sempre più urgente, se si vuole restituire credibilità al sistema-scuola, senso e plausibilità alla ricerca, un processo di ridefinizione teoretica delle centrali categorie della soggettività, dell'identità personale e collettiva, dei bisogni individuali, delle istanze di appartenenza culturale, così come delle problematiche relative alla intenzionalità educativa, alla unicità/originalità degli approcci cognitivi alla conoscenza, alle relazioni plurime che si sviluppano nelle comunità di pratiche, locali e glocali. In questa prospettiva la ricerca dovrà assumere il principio euristico per problematizzare, interconnettere e ricomporre le antinomie strutturali della pedagogia, a partire dalla teoria e dalla prassi, dall’utopia alla realtà. Per dirla con Frabboni “proprio la dimensione utopica

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Eleonora Vera Contatta »

Composta da 246 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.